martedì, 14 Luglio 2020

Arte e Cultura, Romanzi fantasy, Videogiochi

Fantasy, genere, razzismo e altre discriminazioni: Dragon Age

Un’analisi del ciclo vittima oppressore

Salve a tutti e a tutte, oggi vorrei analizzare un videogioco che a mio parere tratta in maniera interessante il ciclo vittima-oppressore: Dragon Age.

Sì, direte, è il centesimo articolo che fai su questo videogioco. Che dire, mi piace. Credo sia il mio preferito tra tutti gli rpg fantasy.


Come avete notato, il titolo è simile all’articolo precedente, perché avevo in mente di fare una rubrica che trattava di fantasy e tematiche delicate. A mio parere il fantasy, ma anche altri generi del fantastico, sono semplicemente una metafora della realtà.

Visto che l’articolo precedente ha diviso in due il pubblico proprio perché aveva un tono troppo pepato, soprattutto riconosco che dovevo specificare meglio alcune cose, strutturandole. Nonostante ciò, ci sono stati i chiarimenti e critiche costruttive. L’intento dell’articolo era di criticare chi gridava allo scandalo senza leggere o contestualzzare l’opera, ma anche verso coloro che inserivano i washing a caso solo per fare contento il pubblico.


Ci sono casi di estremismo, soprattutto nel mondo anglosassone, ma ha toccato anche l’Italia col caso del distopico “Le fiamme della fenice”. Qui addirittura delle persone hanno pubblicato una petizione per non far uscire il romanzo, basandosi solo sugli estratti. Certo, sono casi rari nel nostro paese, ma non sono da sottovalutare.

Il washing è diverso dall’inclusività, perché non è in armonia con l’ambientazione ed è pure discriminatorio. Dragon Age è inclusivo e contestualizzato,perché offre spiegazioni sociopolitiche e culturali, oltre che ambientali, insomma ha un buon worldbuilding, e soprattutto inserisce personaggi umani e non caricature.

Per dire, un fantasy dove una donna guerriera emerge con facilità in un mondo patriarcale è irrealistico, soprattutto perché non osserva gli ostacoli che lei dovrà affrontare. Fosse stata in un mondo matriarcale, sarebbero stati gli uomini a dover superare ostacoli per la parità.

Quindi ripeto, il primo articolo della rubrica non era contro i fantasy inclusivi ben contestualizzati, ma contro gli elementi messi a casaccio e certi comportamenti un po ‘estremisti, ritrovati negli ambienti anglosassoni ma non solo.

Come espresso in precedenza, il ciclo vittima oppressore prevede che coloro che un tempo furono vittime divengano dominatori per poi ridiventare vittime, in un ciclo di odio eterno. Un tema molto attuale che conferma il detto “tutto il mondo è paese”.

Vorrei usare quattro esempi: gli elfi, i maghi, i qunari, la Chiesa e il Ferelden.

DragonAgeInquisition Trespasser 960x540 - Fantasy, genere, razzismo e altre discriminazioni: Dragon Age

Gli elfi sono un popolo storicamente oppresso. Si basano un po’ su diverse etnie ed eventi storici: la diaspora ebraica e afroamericana, la ghettizzazione degli ebrei e l’emarginazione del popolo romanì o dei nativi americani. Gli elfi sono tutto questo, ma rappresentano anche la colonizzazione avvenuta per mano di Europei, Cinesi, Statunitensi, Giapponesi ecc.

Infatti, nonostante siano gruppo socialmente discriminato che ha sofferto lo schiavismo in differenti forme, non ha avuto un passato roseo.

Quando erano loro a comandare, erano un popolo schiavista, esattamente come molte minoranze. Schiavizzavato i loro stessi simili e si pensa anche i nani. Gli Evanuris non erano simpatizzanti dei diritti elfici, e fu proprio la morte della più giusta tra loro, Mythal, a far scoppiare la rivolta.

Il Terribile Lupo riuscì a imprigionare gli dei elfici, togliendo però la connessione con l’Oblio, vera fonte di magia per gli elfi. Li liberò, ma li condannò a un orribile destino: la nuova Arlathan fu colpita da una guerra civile che spalancò le porte alla conquista del Tevinter. Una situazione non molto diversamente dalla conquista avvenuta nell’ impero Inca.

dread wofl - Fantasy, genere, razzismo e altre discriminazioni: Dragon Age

Dopo secoli di schiavismo, sono stati liberati da Andraste, per poi venir schiavizzati in una maniera più “dolce” tramite la ghettizzazione. Diciamocelo, non hanno molte libertà gli elfi nel sud del Thedas. Addirittura per i nobili sposarsi con un elfo è uno scandalo sociale.

I figli nati da elfi e umani ( che sono in tutto e per tutto umani) sono ostracizzati da entrambe le parti, anche se hanno maggiori possibilità di passare inosservati rispetto al genitore elfico.

d14b751c996c80a27661ed2aea7e7ec755133dd4 hq - Fantasy, genere, razzismo e altre discriminazioni: Dragon Age

Per non parlare degli elfi convertiti al Qun! Se per caso durante la missione di Toro di Ferro vi portaste Solas, ci sarà un diverbio interessante tra quest’ultimo e il socio elfo di Toro di Ferro.

Il qun quindi parrebbe una liberazione per alcuni, ma Solas sottolinea il lato oscuro: tale filosofia libera l’individuo dalla paura delle incertezze, ma offre un futuro rigido, con una depersonalizzazione.

Insomma il qun pensa all’organismo no al singolo, i membri sono ingranaggi. Oltretutto hanno la mentalità o sei con noi o sei contro di noi, non molto differente da una forma di dittatura politica o religiosa. In un certo senso il qun è una forma di schiavismo mentale.

Gli elfi sono le vittime più sensibili di tale propaganda, proprio per la loro situazione di schiavi ed emarginati.

Aspetto ironico è il “cerchio della discriminazione” che colpisce gli elfi: gli umani discriminano gli elfi, gli elfi dei ghetti vengono discriminati dagli elfi Dalish, a loro volta snobbati dagli elfi antichi che a loro volta erano schiavizzati dagli Evanuris. Insomma, una lotta tra minoranze e maggioranze non molto diverse da quelle che succedono nel nostro mondo.

Solas stesso potrebbe considerarsi “razzista” all’inizio, in quanto disprezza sia i Dalish che gli elfi di città e non li considera nemmeno come il suo Popolo. Conoscendo però l’inquisitore o l’inquisitrice, se sarà amico/a o amante con lui, cambierà idea.

C’è quindi il cambio di pensiero, il confronto tra culture, e il rapporto che si avrà con lui influenzerà l’andamento della sua decisione finale. Un Inquisitore rivale otterrebbe solo la consapevolezza che il mondo dovrebbe essere “epurato”, mentre con un Inquisitore amichevole, riconoscerà che il Thedas moderno ha del valore.

Penso che il personaggio elfo o elfa Dalish potrebbe creare interessanti diverbi intellettuali e filosofici e di una maggiore sfumatura al cambio di visione del mondo.

Dopo gli eventi di Inquisition, gli elfi si preparano a una migrazione in massa, per supportare la seconda Ribellione di Solas. Si intuisce che il loro futuro non sarà roseo.

Dirò un mio pensiero personale sulla questione dello schiavismo nel Thedas: a mio parere lo schiavismo del Tevinter non è superiore d’importanza a quello compiuto dagli elfi o da altre popolazioni, perché hanno sempre avuto le loro conseguenze negative nella storia, sebbene ci siano poche testimonianze storiche dello schiavismo elfico.

Non esiste uno schiavismo di serie A o B. Le violenze perpetuate dagli Evanuris non sono diverse né meno importanti di quelle compiute dal Tevinter. Tale tematica si riflette sul mondo reale: c’è stata la diaspora ebraica o afroamericana, e tutt’ora il traffico di esseri umani si estente dall’Asia all’America Latina e perfino in Italia c’è stata una forma di schiavismo che è durata per secoli, fino agli anni 60.

Nel sud c’erano veri e propri mercati di schiavi dove si vendevano migliaia di bambini venduti da famiglie povere e acquistati come schiavi dai latifondisti. La cosa curiosa è che non si è quasi tenuta nessuna traccia scritta, quasi a sottolineare il tabù sociale. Solo grazie alla testimonianza orale si è riusciti a ricostruire il fenomeno. Non è molto differente dal vidomegon africano o dai bambini schiavi svizzeri, spesso di etnia Jenisch. Tutte queste forme però hanno un’origine comune: la deumanizzazione dell’altro.

Tale tematica è ancora attuale ed esiste in tutto il mondo, colpendo ogni etnia, a volte prendendo nuove forme, come il lavoro minorile nelle fabbriche dell’ economia agevolate, ma anche quelle emergenti. Oppure lo sfruttamento agricolo di persone povere o disadagiate.

Non bisogna ignorare anche il turismo sessuale e il traffico della prostituzione, spaventoso e spesso minimizzato o ignorato dai principali mezzi di informazione.

Penso che Dragon Age faccia riflettere bene questo delicato argomento, raccogliendo ogni sfumatura del ciclo vittima-oppressore e sulle tragiche conseguenze che ha sulla società e sulla popolazione.

Un esempio di abuso nelle enclavi è stato mostrato nell’origine Elfo di Città di Dragon Age Origins, dove il signorotto locale interrompe un matrimonio per spassarsela con le spose.

I membri dell’enclave hanno paura a reagire, ben sapendo delle conseguenze che potrebbero scature. Questo è un esempio di abuso di potere tra minoranze non schiavizzate ( o meglio, non schiavizzate nel modo classico che s’intende). Sarà la rivolta del nostro o della nostra custode grigio/a a liberare i prigionieri, ma al costo di essere reclutato per evitare che venga ucciso/a.

Un esempio tragico è il genocidio degli elfi della cittadina di Halamshiral compiuto da Celene per mantenere il proprio prestigio a corte. Dopo aver letto l’impero delle maschere, ho rivalutato Gaspard.

Ora passiamo ai maghi, la seconda classe discriminata. Nel Thedas meridionale sono costretti a vivere nei circoli per non venir uccisi, ma vivono segregati. Ogni circolo ha le sue leggi interne, in un certo senso sono organizzazioni semi indipendenti. Proprio questa differenza che ha spinto i maghi a far esplodere la Ribellione, anche a causa degli abusi dei templari e dell’insofferenza dei cercatori.

Vivienne è personaggio che detesto in quanto antipatica e classista. Lei è un esempio di maga privilegiata che vuole ripristinare i circoli perché fonte del suo potere politico. Il circolo diVal Royaox era tra i più privilegiati in fatto di diritti umani, a differenza di quelli di Kirkwall oppure del Ferelden.

Vivienne è l’esempio del nuovo ricco, più attaccato al potere rispetto a coloro nati nobili. Conosce la povertà, sa cosa significa non avere nulla, per questa ragione è ossessionata dal ripristinare i circoli perché sono l’unica cosa che le garantisce potere.

Nel Tevinter non sono i maghi comuni ad avere il controllo politico, ma i maghi nobili. Come Dorian spiega, le famiglie non magiche sperano di avere un figlio o una figlia mago o maga in modo da agevolare la loro posizione sociale.

Tevinter mages 2 - Fantasy, genere, razzismo e altre discriminazioni: Dragon Age

I maghi di umili natali sono però impiegati in lavori di amministrazione di basso livello, per evitare che emergano e mirino il potere dei nobili.

Insomma i cittadini comuni, pur non essendo schiavi, sono controllati dall’oligarchia delle classi nobiliari. Vi riporto altre disuguaglianze: a livello militare i maghi sono paritari, mentre i non maghi hanno ruoli adatti a genere e struttura corporea. Krem stesso ha ammesso di avere avuto problemi a entrare nelle squadre maschili in quanto, sebbene fosse un uomo, non era transizionato. Ha dovuto corrompere gli esaminatori per partecipare, rischiando di venir reso schiavo.

krem - Fantasy, genere, razzismo e altre discriminazioni: Dragon Age

Maevaris, una maga transgender amica di Dorian Pavus, ha riscontrato meno problemi di Krem. Sebbene la sua natura avesse riscosso scandalo, la potenza della sua famiglia era tale da rendere tolleranti anche gli oppositori. Questo conferma che la questione principale della discriminazione è il potere sociale.

tumblr moi9v31H311qjfdczo1 r1 1280 - Fantasy, genere, razzismo e altre discriminazioni: Dragon Age
Fanart di PSDO

Ci sono stati arconti di umili origini, ma sono stati pochi e non hanno avuto una carriera che è durata per molto. Da questo lato possiamo dire che il Tevinter è un’oligarchia, esattamente come lo era il regime degli Evanuris. Lo spiega anche Solas in un loro dibattito.

In pratica Solas gli dice di non romanticizzare il passato o un gruppo oppresso, perché non erano né migliori né peggiori di loro, ma di concentrarsi sul presente e liberare gli schiavi del suo paese e dare giustizia a chi sta soffrendo nel presente.

Dorian, grazie alla sua esperienza nell’inquisizione, deciderà di liberare tutti i suoi schiavi, assumendo solo servitori. Credo sia un buon esempio per rappresentare le persone che vogliono cambiare il proprio paese nel meglio. C’è da dire che il percorso sarà arduo e sinceramente penso che ci vorranno anni o secoli prima di raggiungere una situazione paritaria nel Tevinter.

dorian1 - Fantasy, genere, razzismo e altre discriminazioni: Dragon Age

Ora passiamo alla società dei qunari, forse quella più controversa di tutto il Thedas. La loro struttura sociale ricorda molto l’ultimo stadio del comunismo, teorizzato da Marx, mescolato allo stato ideale platonico. Le persone subiscono un processo de-identitario e deumanizzato: non sono individui, sono cellule di un organismo, non hanno nomi e non possono innamorarsi. La società qunari è l’estremizzazione di una struttura che mette la massa davanti al singolo.

Sono fortemente gerarchici, dove ognuno viene inserito in una situazione lavortiva in base alla propria abilità e struttura fisica. Sono abbastanza tolleranti verso le persone transgender, permettendo loro di adempiere ruoli in base al loro genere, ma a porte chiuse li deridono.

Non esistono famiglie, i bambini vengono partoriti da madri ignote e cresciuti da un gruppo di educatrici che deciderà il loro futuro in base alle loro abilità.

qunari - Fantasy, genere, razzismo e altre discriminazioni: Dragon Age

Nella società qunari l’individuo è deresponsabilizzato: è lo Stato che si prende cura di lui, mentre quest’ultimo deve orientare il proprio pensiero alla massa, eliminando quasi ogni legame terreno.

Le donne quanari non combattono, ma ottengono prestigiosi incarichi religiosi e amministrativi. Non so esattamente se considerarlo sessismo oppure no, però c’è da dire che la società offre pochi lavori fluidi per i generi.

La conversione al qun può avvenire forzatamente o pacificamente, in entrambi i casi chi ha pensieri divergenti viene “rieducato” con droghe e lavaggio del cervello. Se la persona resiste, viene uccisa.

Quindi sì, posso considerare la società quanari in parte schiavista, perché deumanizza i suoi abitanti e vieta loro la possibilità di decidere.

I maghi qunari, Saarebas, sono considerati “bestie pericolose”: a loro vengono cucite bocche e occhi e controllati da un “domatore”.

Se il mago si separasse dal suo padrone, dovrebbe venir ucciso o compiere il suicidio secondo il qun. Abbiamo l’esempio di un mago qunari in Dragon Age II che si dà fuoco dopo essere stato “liberato”.

Un esempio positivo è l’Inquisitore/trice di Dragon Age Inquisition: può essere un mago o una maga qunari tal-vaashot, ovvero qunari rinnegati che non seguono il qun.

Nel racconto “Three threes to midnight” dell’antologia Tevinter Nights, si intuisce che i qunari possono andare contro in qun in casi particolari che riguarda persone che trasgrediscono la legge.

Slaves loading screen - Fantasy, genere, razzismo e altre discriminazioni: Dragon Age

Ora passiamo alla Chiesa: come nel caso del cristianesimo, la religione andrastiana è un credo nato tra gli schiavi per poi diventare quello degli oppressori.

Alcuni cristiani hanno dimenticato e dimenticano tutt’ora che il cristianesimo è una religione universale, nata principalmente tra gli schiavi e le fascie più deboli della società ebraica. Eppure storicamente è stata una scusa per permettere a una maggioranza di schiavizzare e opprimere altri gruppi. Ovvio, non tutti i cristiani sono così e soprattutto i cristiani dove sono minoranze vengono perseguitati.

La storia ricorda Andraste martire, ma si è dimenticata del suo amico Shartan e del suo grande ruolo nella ribellione degli schiavi. Tra le altre cose, il canto di Shartan è stata considerato non canonico perché scritto da un elfo.

Dopo la scissione tra Chiesa del Tevinter e Chiesa di Orlais, possiamo notare come le due organizzazioni siano molto simili.

La prima giustifica la schiavitù esplicita, la seconda quella implicita. Ghettizzare gli elfi, abusarli, privarli dei diritti basilari e vedere con disgusto i matrimoni misti, tutte queste forme sono una discriminazione più infida.

La Chiesa d’Andraste si ispira pesantemente al cristianesimo. Andraste, come Gesu, non era razzista o sessista. Sono i suoi seguaci a esserlo diventati.

Kirkwall Chantry concept art 960x542 - Fantasy, genere, razzismo e altre discriminazioni: Dragon Age

La struttura della Chiesa è tanto sessista quanto quello del Cattolicesimo: solo le donne umane hanno potere religioso, mentre gli uomini uomani hanno ruoli di rango inferiore e non possono compiere certi rituali.

Insomma, nonostante si evidenzia una nota di matriarcato nell’ambiente religioso, la Chiesa di Andraste è sessista tanto quanto quella del nostro mondo. Perché la vera parità è che entrambi i generi abbiano un riconoscimento uguale a livello giuridico e sociale, così come paritario nella responsabilità dei reati.

Complicato è il loro rapporto coi maghi: molte sacerdotesse abusano del proprio potere, sebbene ci siano anche membri del clero che proteggano chi compie la magia.

Oltretutto, sebbene la Chiesa fosse matriarcale, non lo erano i governi di alcuni stati: ad esempio Orlais dovette aspettare secoli prima dell’arrivo di Aveline, prima Chevalier donna.

Se Leliana venisse scelta come Divina, compierebbe riforme rivoluzionarie per la società: ammettere altre razze, come elfi e qunari, e permette agli uomini umani di entrare nei ranghi della Chiesa e fare carriera. Scioglie anche i circoli dei maghi, dando loro maggiori autonomie.

leliana divine 960x540 - Fantasy, genere, razzismo e altre discriminazioni: Dragon Age

C’è però da dire che a mio parere le riforme devono essere fatte gradualmente, in quanto spesso le riforme straordinarie vengono osteggiate dalla prossima generazione di potere. Insomma, quello che ha fatto è stato giusto, ma temo che i suoi successori facciano qualche passo indietro.

InquisitionEpilogueSlide4 2 960x540 - Fantasy, genere, razzismo e altre discriminazioni: Dragon Age

Cassandra sarebbe un esempio moderato conscia dei problemi di abuso perpetuati nei circoli, cerca di riformare l’oridine dei cercatori. Questo creerà però un distacco tra i maghi pro circolo e quelli pro accademia.

Non migliora i ranghi della Chiesa, ma cerca di riportare l’organizzazione al scopo più puro.

Vivienne invece è l’esempio pessimo: sebbene sia la prima Divina maga, la sua politica è assolutamente conservatrice. Non migliora nulla, ripristina la situazione com’era. La sua politica è così sconcertante da spingere Cassandra ad abbandonare il suo ruolo.

InquisitionEpilogueSlide4 3 960x540 - Fantasy, genere, razzismo e altre discriminazioni: Dragon Age

Il Ferelden è un altro esempio di cliclo vittima oppressore: storica terra di guerrieri amanti dei cani, vennero conquistati da Orlais. La grande ribellione guidata da re Maric, il suo amico Loghain e la futura regina Rowan, ci mostra i lati oscuri del colonialismo orlesiano.

Loghain è frutto di questo abuso perpetuato alla popolazione fereldiana. Ha visto sua madre suprata e uccisa dagli “onorevoli” chevalier. Ha perso suo padre mentre ha cercato di vendicarsi.

Inoltre il suo rifiuto di aiutare le truppe di re Cailan è stato approfondito nel DLC ritorno a Ostgar: si capisce che il motivo di tale azione è dovuto al suo odio per Orlais.

loghain - Fantasy, genere, razzismo e altre discriminazioni: Dragon Age

Dato che Anora, sua figlia, era sterile, re Cailan voleva chiedere la mano dell’imperatrice Celene, per unire i due regni. Tale proposta era inaccettabile per Loghain, non solo per l’umiliazione per sua figlia, ma anche perché l’odio per gli orlesiani non si era mai dissipato.

A causa della sua scelta, il Ferelden visse un periodo di instabilità politica, con un Flagello alle porte e lotte di portere interne. Comprendo l’odio verso gli orlesiani, ma tale azione è stata politicamente stupida.

Il Ferelden è però anche oppressore nei confronti degli elfi. Come citato prima, se giocassimo l’origine elfo di città, avremo l’esperienza in prima persona di tale abuso di potere.

Sebbene tale trattamento dipendi anche dalle città, ad esempio Altura Perenne è più aperta rispetto a Denerim, lo dimostra il fatto che lo sposo scelto per la protagonista elfica femminile ha una buona fama nella città, quindi anche tra gli umani.

Dal punto di vista dell’emarginazione, il Ferelden è uguale a Orlais, e penso che il suo passato da ex colonia non giustifichi le sue azioni. Penso che con Alistair re molte cose potrebbero cambiare, ma sono solo ipotesi.

Avrei una domanda per i lettori. Isabela, la piratessa, ha detto che il Thedas non è un paese per donne. Secondo voi in che modo ciò si potrebbe applicare? A livello militare gli stati sono più o meno paritari. Quindi cosa intendeva esattamente Isabela?

Ad ogni modo, Dragon Age a mio parere è uno dei migliori esempi del ciclo oppressore-oppresso così come uno dei migliori fantasy che tratta il tema della schiavitù sotto diverse sfumature, non legandole a un determinato gruppo o modalità, ma estendendola a diverse forme. Spesso è il potere che decide se un individuo è oppresso oppure no e nella storia spesso le due cose si sono invertite in un ciclo vizioso.

Dragon Age ci dimostra come l’inclusività non è per forza sinonimo di mondo felice, un po’ come accade nel nostro mondo. Ad esempio sono lingue che utilizzano desinenze o strutture neutrali che potenzialmente potrebbero includere le persone non binarie, ma non tutti i popoli che le parlano sono paritari, anzi, la maggior parte vive sotto regimi dittatoriali e classisti. Alcuni esempi sono il persiano, il cinese e il latino. Nessuna di queste lingue sembra essersi sviluppata in governi pacifici e democratici.


Insomma, tutto Thedas è paese, sta al singolo scegliere se continuare il ciclo o rompere la catena d’odio, sperando nel frattempo che Solas non faccia saltare in aria tutto

  Articolo precedente

Videogiochi

Quest’anno in arrivo ben due nuovi titoli di Metal Slug

Scritto da Luca Brajato

Articolo successivo  

Videogiochi

Particolari strategie di marketing per The Last Of Us Parte II (tipo carte di credito a tema)

Scritto da Luca Brajato

Debora Parisi
Debora Parisi è una studentessa universitaria di giorno e cacciatrice di leggende e mitologie di notte. Da bambina arriva finalista al concorso Anna Bolero, diretto dall'Associazione Culturale Arcizeta di Chivasso. Nel 2019 ha pubblicato racconti per Historica Edizioni, NPS edizioni, Fanucci e Mezzelane Editrice. Gestisce un blog chiamato El micio racconta, un canale youtube intitolato Antro del Drago, che tratta di diversi argomenti, tra cui recensioni di libri, film e videogiochi. Collabora anche con le riviste Upside Down Magazine e Porto Intergalattico, ha collaborato anche con Sci-Fi Pop Culture e Spazio Penultima Frontiera.

Send this to a friend