martedì, 22 Settembre 2020

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Fantasy: genere, razzismo e altre discriminazioni

Un risposta alle “risvegliate” che gridano al rogo in ogni fantasy medioevale

Salve a tutti e a tutte, oggi parlerò di un un argomento che mi sta a cuore e che potrebbe rientrare nella rubrica Homus Imbecillus: sto parlando di quelle “Risvegliate”, come i mostri di Claymore, che gridano al sessismo o razzismo in ogni fantasy medioevale.

Oppure che si lamentano che non ci siano abbastanza protagoniste femminili.


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Ophelia, un classico esempio di Risvegliata che non sa di esserlo.

Ora, forse queste persone non hanno mai aperto un libro di scuola, perché non è che le epoche passate fossero “politicalmente corrette”. Se lo scrittore o la scrittrice volesse creare un mondo molto simile al nostro negli usi e costumi, perché scandalizzarsi?

No, illuminatemi, perché se io volessi creare un impero inventato, fortemente influenzato dalla storia romana, perché gridate alla violazione dei diritti dell’uomo? Cioè, se io volessi riportare un impero schiavista è ovvio che non sarà rispettoso degli altri come noi lo intendiamo.


Senza contare che moralità, cultura e società del passato potrebbero sembrare aliene se confrontate con le nostre.

Dipende sempre da come si inventa il proprio mondo, ma bisogna ricordare che ogni cosa deve avere una giustificazione. Se volessi creare una società medioevale matriarcale, devo giustifare il perché si preferisca le donne al comando e come ciò influenzerebbe la società.

Ricordiamoci che matriarcato non è sempre associato alla pace: nella preistoria gli uomini si ammazzavano e socialmente le donne sono molto competitive. Nella società degli Irochesi, le donne avevano sempre l’ultima parola anche in fatto di guerra, eppure non erano un popolo pacifico.

Prendiamo ad esempio il gioco Dragon Age: la maggior parte della società del Theadas è abbastanza paritaria per quanto riguarda l’allenamento militare.

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Lady Cousland, l’eroina del Ferelden se si sceglie l’origine umana nobile

In alcune nazioni, come il Ferelden, si ha una lunga storia legata a regine guerriere. A Orlais le donne sono entrate nell’esercito recentemente, grazie soprattutto all’eroina Aveline che divenne il primo Chevalier donna. Se non fosse stato per lei, le donne sarebbero state giustiziate per aver osato combattere.

Nel Tevinter maghi e maghe hanno una parità sociale, in quanto la loro potenza deriva dalla magia, non dalla forza fisica.

Per i non magici, uomini e donne possono partecipare all’esercito ma vengono assegnati a ruoli in base alla forza fisica e all’agilità. Biologicamente, grazie al testosterone, gli uomini sono più forti delle donne e hanno un vantaggio nel combattimento a corpo a corpo.

Certo, ciò ovviamente non è assoluto: ci sono donne capaci di battere gli uomini. Bisogna contare anche addestramento, altezza, peso, muscolatura e ambiente.

Una donna allenata ha un netto vantaggio contro un uomo non addestrato, mentre con un avversario di pari livello avrebbe difficoltà. L’altezza anche è un fattore importante nel corpo a corpo, e se la donna fosse più alta dell’uomo avrebbe un vantaggio.

Per quanto riguarda i Qunari, loro hanno un sistema statale che pare un incrocio tra un regime comunista e la società ideale platonica. Le donne hanno potere educativo, politico e amminstrativo, mentre gli uomini sono la principale forza militare. Per un Qunari sarebbe strano vedere una donna combattere, dato che per loro sono più adatte a ricoprire ruoli di potere.

Quindi, ancora una volta, dipende dal realismo della storia e soprattutto da come si giustifica il proprio mondo inventato. Come riportato in Dragon Age, ci sono dell giustificazioni storiche e sociali che permettono alle donne di combattere.

Ma se un fantasy fosse ambientato nel nostro mondo, in secolo passati, o in un mondo ex novo ma affine, ovvio che tali tolleranze sarebbero difficili da applicare. Per dire, fantasy come La Prima Legge o Il trono di spade, sono molto realistici e lamentarsi che le donne non abbiamo un potere politico o d’azione è stupido così come dire di eliminare la Divina Commedia perché xenofoba.

Non sto scherzando, certe persone pensano davvero di valutare le opere passate in base al contesto storico attuale e non di tale epoca.

La Ruota del Tempo presenta un mondo la cui maggioranza degli stati ha un’impronta matriarcale, ma nonostante ciò le donne non sono esenti da abusare del proprio potere. Questo potrebbe essere un modo interessante di mostrare i lati oscuri di un matriarcato.

Oltretutto è giustificato: La Metà maschile della Vera Fonte è stata corrotta dal Tenebroso, a causa di ciò i maghi sono impazziti.

Per questo si è preferito dare potere alle donne, perché la reputazione maschile è stata compromessa. L’intera saga può essere vista come una rivalsa degli uomini nel recuperare la parità sociale.

Con questo non vuol dire che Jordan sia misogino, semplicemente spiega un processo storico che giustifica la presa al potere delle donne e la lenta purificazione della metà maschile.

In The Witcher alcuni stati hanno donne a capo di regni o donne guerriere, ma non sono stati tolleranti o pacifici.

Parlando dei fumetti, vorrei riprendere sotto i riflettori proprio Claymore: la maggior parte delle forze dell’Organizzazione sono composte da donne. Perché? C’è un motivo, ovvero che le donne tendono a rivegliarsi più lentamente rispetto agli uomini. Ecco come il fumettista ha trovato una scusa plausibile per giustificare la presenza di numerose donne guerriere.

Molti hanno accusato Tolkien di misoginia, senza contare due cose fondamentali: prima, Tolkien è frutto di un’epoca diversa dalla nostra, seconda, per gli standard della sua epoca ha rivoluzionato certi ruoli di genere, dando potere alle donne.

Sì, l’unica donna guerriera di cui si ha notizia è Éowyn, ma abbiamo anche Luthien, che stravolge lo stereotipo della principessa in pericolo: inganna il Satana tolkieniano per salvare il suo amato Beren, affronta i suoi scagnozzi, lavor d’ingegno, non mi sembra una figura molto passiva.

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Piccola curiosità, Éowyn si ispira alla figura delel Shieldmaiden, donne guerriere vichinghe da cui si pensa sia nato il mito delle Valchirie.

Galadriel è considerata tra gli elfi più potenti della Terra di Mezzo e ha un ruolo importante nella storia. Nella società degli elfi si accenna addirittura a fabbri donne, cosa impensabile visto il tipo di lavoro.

L’unica pecca che si potrebbe sottolineare è il fatto di rappresentare la maggior parte delle donne come “esseri puri, quasi angelici” stile dolce stil novo, ma come ho detto, bisogna contestualizzare l’epoca e soprattutto cosa Tolkien voleva ricreare.

Lui non voleva scrivere un romanzo fantasy, voleva creare una rivisitazione dell’epica anglosassone e nordica, basandosi sulla sua lingua inventata.

Quindi chi grida alla misoginia non ha letto bene le sue opere o non si è informato su ciò che ha scritto.

Parlando del tema LGBT+, anche lì, bisogna chiedersi com’è il rapporto del mondo inventato con le minoranze. Se ci si ispirasse alla grecia antica, gli uomini omosessuali o bisessuali non verrebbero discriminati quanto in un medioevo cristiano.

Si potrebbe anche prendere ispirazione dalla questione iraniana: ovvero creare una nazione dove ipoteticamente si dà un vantaggio di una minoranza rispetto a un’altra, ma in realtà si discrimina entrambe.

Perché l’Iran prevede la morte per le persone cisgender omosessuali, ma non per le persone transgender eterosessuali perché considerate malate psichiatrice. Quindi molte persone cisgender omosessuali, per sopravvivere, sono disposte a cambiare genere.

Ma nonostante questa “solidarietà” nei confronti delle persone transgender, la realtà è che sono lo stesso discriminate: non sono ben accettate nelle famiglie, spesso finiscono nei giri della prostituzione e non trovano medici specializzati nella chirurgia adatta per il cambio di genere.

Senza contare che molto probabilmente le donne transgender soffrirebbero di più lo stigma sociale degli uomini transgender, visto il ruolo di sottomissione della donna nella dittatura iraniana.

Quinsi lo stato iraniano sta affrontando un classico esempio di “rainbowashing”, una finta tintura amichevole che in realtà è la peggiore presa in giro per tali minoranze.

Nella società antica c’era più il concetto di “sottomesso” e “dominante”. L’uomo sottomesso era ridicolizzato perché messo in una posizione di vulnerabilità. Tale mentalità era presente anche nell’antico Egitto, ne abbiamo una descrizione con il mito di Seth, Horus e la latturga.

Non sto scherzando, leggete il mito.

Deduciamo che, sebbene gli antichi egizi avessero una visione più aperta verso le donne, non fossero esenti da pregiudizi. Solo con l’avvento del cristianesimo si mise al centro del tutto la sessualità e quindi si perse un po’ la visione attivo-passivo.

Ora passiamo al razzismo, riprenderei Dragon Age per mostrare la catena dell’oppressore-oppresso. Come ho citato in un articolo precedente, tale ciclo si basa su un gioco di potere: dove un gruppo è minoranza è oppresso, dove è maggioranza è oppressore perché ha il potere.

In Dragon Age ci sono due figura che soffrono a causa di questa catena: gli elfi e i maghi. E se sono entrambi non oso immaginare la sofferenza.

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Nel caso dei primi, sono un a triste parodia de “Alla fiera dell’est”: Gli elfi di citta che vengono discriminati dai Dalish, che vengono discriminati dagli elfi antichi che vengono oppressi dagli Evanuris che al mercato mio padre comprò.

Le situazioni cambiano, ma la musica è la stessa.

Come riportato nella lore di Dragon Age, gli elfi erano un popolo schiavista, non molto differente dal Tevinter. Con il crollo della loro civiltà sono diventati schiavi. Tale paragone può essere fatto a tantissime culture reali, come ad esempio quella ebraica: da popolo schiavista a popolo schiavo per poi ritornare nel ruolo di potere in Israele.

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Nel caso dei maghi, abbiamo una netta manifestazione della ruota oppressore e oppresso in base al potere politico: nel Tevinter i maghi sono la classe di potere e quindi sono in cima alla piramide sociale. A sud del Theadas sono invece emarginati, costretti a vivere nei circoli, senza possibilità di avere una famiglia o dei figli, costretti alla lobotomizzazione se considerati ribelli.

Vedete che in questo caso la ruota di potere è rappresentata in maniera molto chiara: il ruolo dei maghi cambia in base al potere che hanno nella società, sono paradossalmente sia discriminati che oppressori.

In The Witcher ci sono due tipi di elfi: gli Aen Sidhe e gli Aen Elle. I primi vengono oppressi; i secondi sono oppressori, razzisti della peggior specie, e rapiscono pure i bambini umani schiavizzarli.

Altro elemento che volevo approfondire è il fatto che bisogna sempre guardare il contesto del proprio mondo per introdurre certe etnie.

Vi faccio un esempio: molti si sono lamentati che la serie di The Witcher non abbia molti personaggi non caucasici, dimenticandosi che l’intero Continente si basa su una Polonia/Germania medioevale. Ci sono nazioni ispirate all’Impero Ottomano e all’Africa, ma sono lontane dai regni su cui si svolge la trama principale.

Nel caso di Dragon Age, invece, vi sono svariate etnie proprio perché c’è una società più cosmopolita che non rispecchia il nostro medioevo, ma è anche giustificata. Orlais è composta da diverse regioni, tra cui quelle desertiche. Anche il Tevinter è multiculturale perché è composto da diversi territori, il Ferelden, al contrario, ha la maggior parte della popolazione caucasica perché non ha ambienti desertici o tropicali. Non ci sono etnie asiatiche nel gioco e si pensa che i Qunari siano la cosa più vicina al mondo asiatico che si sia mai approcciata al Theadas.

Ci saranno contatti con etnie ispirate a quelle asiatiche? Non si sa, quel che è certo è che il focus della storia è nel Thedas le cui etnie principali sono quelle simil caucasiche e africane.

Abbiamo quindi due approcci diversi di ambientazione: uno più simile al nostro medioevo, l’altro no. Questo comporterebbe che Sapkowski è razzista? No, semplicemente ha preferito una situazione più storicamente realistca alla nostra Europa.

Nella serie Cronache degli Immortali, basata sul nostro medioevo, il migliore amico/rivale del protagonista, è un pirata schiavista di etnia africana che intrattiene affari con all’Impero Ottomano. Wolfgang Hohlbein è un razzista? No, perché nella nostra storia medioevale la maggior parte degli schiavisti nella zona mediterranea erano di etnia africana o araba.

Avesse scritto un libro sull’Impero Romano, ecco che la situazione sarebbe cambiata e l’Italia sarebbe stata il centro della tratta di schiavi.

Leopardo Nero e Lupo Rosso è un fantasy con persone di etnia interamente africana perché la storia si svolge in un continente simile all’Africa, quindi c’è un motivo se non si trovano persone simil asiatiche o di altre etnie.

Marlon James è razzista nei confronti dei cinesi, giapponesi, indonesiani e aborigeni australiani? No! L’autore è misogino perché ha trattato della violenza femminile? Assolutamente no.

Vorre riportare sotto i riflettori una notizia accaduta l’anno scorso: il caso di Blood Heir, scritto da Amélie Zhao. Il tema principale del romanzo è la giustizia sociale in quanto l’autrice si è basata sulla propria storia di immigrata. Nata a Parigi, cresciuta a Pechino, è emigrata negli Stati Uniti da adolescente. Cosa ha scatenato delle accuse così infamanti verso l’autrice e verso un libro che ha avuto difficoltà a raggiungere il mercato?

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Dopo che l’editore decise di pubblicare il romanzo, questi è stato fatto circolare in anteprima presso alcuni lettori selezionati, ricevendo critiche positive. All’inizio di gennaio, imrpovvisamente diversi utenti hanno iniziato a denunciare il libro come razzista per la sua descrizione della schiavitù, accusando l’autrice di stereotipi razziali e appropriazione culturale.

Già quest’ultima accusa mi fa morire dal ridere, perché non si parla di APPROPRIAZIONE ma CONTAMINAZIONE CULTURALE. La contaminazione culturale esiste dall’alba dei tempi. Per dire i Dreadlocks non sono solo africani, ma erano presenti nell’antica Grecia, in Polonia, in India, tra i nativi americani e in Australia.

Chi ha copiato da chi? Oppure se fosse solo per l’accusa di “appropriazione culturale” noi italiani avremmo risollevato la crisi economica con il copyright gastronomico e d’abbigliamento, dato che i jeans erano stati ideati dai genovesi.

Ma continuiamo, perché questa barzelletta sta prendendo pieghe interessanti.

L’accusa principale vedeva la morte di May, una ragazza dalle pelle scura, presso un’asta di schiavi mentre aveva cercato di salvare la principessa. La seconda accusa prevedeva che l’unico disabile fosse il cattivo.

Tale onda di risvegliati ha causato così tanta ansia all’autrice da sospendere la sua vendita fino al 2020. Attraverso il suo tweet scopriamo che lei ha trattato la schiavitù sofferta dalla popolazione cinese a causa dello stesso governo.

In Asia vi è anche tra i più infidi mercati di sfruttamento sessuale minorile, con la complicità della corruzione interna dei governi. Non a caso sta divagando in Asia lo stereotipo “dello straniero che va nel loro paese a caccia di donne e bambini”. Proprio una bella immagine abbiamo lasciato.

Consiglio questa interessante recensione che analizza stupidità dei risvegliati

Quindi si è razzisti perché si parla contro la schiavitù?

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Traduzione di un estratto: La questione dell’Affinità rappresenta una critica altraffico di esseri umani e allo sfruttamento del lavoro presente in molte industrie dell’Asia, incluso il mio paese. La storia della schiavitù negli Stati Uniti non è una cosa che potevo, volevo o avevo intenzione di trattare, ma riconosco il fatto che non sto scrivendo nel mio contesto culturale. Mi dispiace per il dolore che ho causato. Non è mai stata mia intenzione offendere nessun lettore di questa comunità. Per tanto, ho chiesto al mio editore di non pubblicare il libro in questo momento e loro hanno accettato.

Vediamo quindi una conclusione interessante: che i risvegliati non capiscono nulla di quel che leggono.

Ora parliamo della critica sulla disabilità.

Anche perché in The Cat Lady, serie videoludica horror che consiglio per la meravigliosa trama, presenta un nemico paralizzato che spinge le altre persone a suicidarsi perché lui stesso non può farlo. Non è una discriminazione perché rappresentare antagonisti con disabilità perché mettere su un piedistallo una determinata categoria di persone è discriminazione “buonista”, esattamente come il sessismo buonista descrive le donne come esseri perfetti e di conseguenza deumanizzandole.

Adam non è malvagio perché è disabile, ma perché ha fatto delle scelte sbagliate, influenzate in parte dal modo con cui si è rapportato con la sua stessa disabilità. Si odia e, per quanto disturbato, offre agli altri quel che non può offrire a sé stesso. Capite la complessità di tale situazione?

Susan, la protagonista del videogioco, è disabile pure lei perché soffre di una depressione invalidante. Ovviamente non tutti questi risvegliati possono intuirlo, ci vuole un aiuto di sostegno. Lei è una persona con luci ed ombre, il suo carattere cinico ferisce le persone, è dannatamente UMANA.

Le persone sono composte di bene e male e come ci sono disabili buoni ci sono disabili cattivi. Ne ho incontrati nella mia vita proprio perché sono persone, non sono angeli o demoni.

I genitori che pensano che le persone disabili non abbiano desideri sessuali stanno involontariamente discriminando i loro stessi figli.

Ho dato un’occhiata al romanzo e, in base alle recensioni, non sembra il nuovo Mein Kampf.


Ricapitolando, qual è il succo di questo articolo? Semplice: se volete creare un mondo fantasy, chiedetevi quanto si deve avvicinare alla nostra realtà e quanto è contestualizzato. Se dovete urlare al sessismo o al razzismo, aspettate di leggere per intero un’opera prima di bruciarla perché si farebbe solo una pessima figura.

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Scritto da Debora Parisi

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Scritto da Luca Brajato

Debora Parisi
Debora Parisi è una studentessa universitaria di giorno e cacciatrice di leggende e mitologie di notte. Da bambina arriva finalista al concorso Anna Bolero, diretto dall'Associazione Culturale Arcizeta di Chivasso. Nel 2019 ha pubblicato racconti per Historica Edizioni, NPS edizioni, Fanucci e Mezzelane Editrice. Gestisce un blog chiamato El micio racconta, un canale youtube intitolato Antro del Drago, che tratta di diversi argomenti, tra cui recensioni di libri, film e videogiochi. Collabora anche con le riviste Upside Down Magazine e Porto Intergalattico, ha collaborato anche con Sci-Fi Pop Culture e Spazio Penultima Frontiera.

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