lunedì, 13 Luglio 2020

Arte e Cultura, Videogiochi

Videogiochi: scontro Pd e 5 stelle

Una riflessione sulla faccenda

Salve a tutti e a tutte, oggi vorrei fare una riflessione sulla notizia balzata silenziosa tra alcuni giornali: ovvero la discussione tra PD e Movimento Cinque stelle sul fondo riservato all’industria videoludica.

Avete capito bene, neanche io pensavo che l’Italia avesse mostrato interesse al settore. Inizialmente ho provato a vedere se la notizia fosse attendibile e pare di sì.


Il governo a maggio di quest’anno ha presentato un piano di finanziamento per l’industria videoludica. (Ricordo che basta cliccare nelle scritte di colore blu per accedere agli articoli).

Come riportato nella stampa, il giro d’affari nel nostro paese è di circa 1,7 miliardi di euro, con un tasso di crescita dell’1,7% rispetto allo scorso anno. Con la quarantena, il consumo di videogiochi è aumentato.


Già altri paesi europei come Gran Bretagna ( parlo di europei a livello geografico non politico), Francia, Danimarca e Svezia.

Secondo gli articoli riportati da Buisnessinsider e tecnoandroid, è nato un dibattito tra Movimento Cinque stelle e PD sulla questione del fondo videoludico. Tale finanziamento supporta la fasi di concezione e pre produzione di un videogioco.

Riprendendo il testo di Businessinsider ” Madia, con il suo emendamento, punta a sopprimere il fondo per aumentare quanto già stanziato in favore delle startup innovative, che verrebbero così finanziate per acquisire servizi prestati da incubatori, università, organismi di ricerca e centri per il trasferimento tecnologico industria 4.0. Una modifica che taglierebbe fuori le piccole realtà imprenditoriali.”

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Ma cos’è lo startup innovative? Ammetto che mi è un po’ difficile capire le leggi economiche, così sono andata ad informarmi e cercherò di riportarvi quanto ho compreso.

In pratica, lo startup innovative sarebbe un finanziamento verso nuove idee e tecnologie, spesso finalizzate nella ricerca e nell’industria. Nel caso della proposta della ministra, pare la finalizzazione verso lo sviluppo industriale. Il che sarebbe qualcosa di interessante.

C’è da dire una cosa: siamo in periodo di pandemia e non è sicuro che la minaccia sia del tutto debellata. Attualmente preferirei un finanziamento maggiore nel settore sanitario così come nelle ricerche mediche. Ma a mio parere l’industria videoludica non deve essere sottovalutata.

Comunque il mercato videoludico è un gran affare, soprattutto se la casa produttrice è abbastanza ricca, vedere la Ubisoft. Immaginate quanto guadagno ricaverebbe lo Stato francese dalla sua tassazione.

L’industria videoludica potrebbe essere un modo per offrire posti di lavoro a futuri programmatori, ma anche dovrebbe essere considerato un prodotto a tutti gli effetti italiano. I videogiochi sono un ottimo strumento di pubblicità, vedere il caso di The Witcher dove la saga letteraria è diventata famosa grazie alla CDRedProject.

Può essere un mezzo di educazione, come nel caso di This War Of Mine, utilizzato come mezzo didattico in Polonia per far capire alle persone cosa significa essere un civile in guerra. Ho giocato e recensito tale gioco e devo dire che è molto duro e difficile, ma è anche un capolavoro della narrazione.

Inoltre è proprio grazie a questi videogioco che ho potuto approfondire della guerra civile in Bosnia ed Erzegovina, dato che This War Of Mine si basa proprio sull’assedio di Sarajevo. La nazione su cui si basa il gioco è inventata, ma si basa proprio sui due paesi.

Hellblade è un videogioco che ti riesce a far comprendere le problematiche che una persona schizofrenica potrebbe affrontare. Certo, con un’ambientazione fantastica, ma i creatori hanno dovuto consultare degli psicolgi e psichiatri per rappresentare la malattia.

Oltretutto una parte del ricavato del gioco è stato donato a un centro di salute mentale.

In Italia abbiamo esempi di videogiochi famosi a livello internazionale, pensiamo a Remothered oppure a Deponia, oppure videogiochi emergenti come Until September.

Insomma, a mio parere, tale mercato sarebbe vantaggioso e ci permetterebbe di esportare prodotti italiani all’estero, con un guadagno non da poco. Certo, preferire però che si cercasse di dare il fondo completo solo in periodo non di crisi.


Come ho detto la recente pandemia ha messo in ginocchio la nazione e penso che su certe cose bisogna gardare le priorità. Ma non pensiamo che i videogiochi non possano essere educativi oppure non possano essere un modo per mostrare il tocco italiano nel mercato videoludico.

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Debora Parisi
Debora Parisi è una studentessa universitaria di giorno e cacciatrice di leggende e mitologie di notte. Da bambina arriva finalista al concorso Anna Bolero, diretto dall'Associazione Culturale Arcizeta di Chivasso. Nel 2019 ha pubblicato racconti per Historica Edizioni, NPS edizioni, Fanucci e Mezzelane Editrice. Gestisce un blog chiamato El micio racconta, un canale youtube intitolato Antro del Drago, che tratta di diversi argomenti, tra cui recensioni di libri, film e videogiochi. Collabora anche con le riviste Upside Down Magazine e Porto Intergalattico, ha collaborato anche con Sci-Fi Pop Culture e Spazio Penultima Frontiera.

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