martedì, 26 Maggio 2020

Anime, Film e Serie TV

A Silent Voice: una voce per la realtà.

C’è qualcosa che abbiamo sempre più a cuore di altro, è inevitabile alla fine.
Oggi volevo raccontarvi di un film d’animazione del 2016, che è riuscito a riscuotere il suo degno successo, forse non abbastanza, data la disabilità che viene trattata.
Sto parlando di A Silent Voice, tradotto in italiano La forma della voce.
Naoko Yamada ha trasportato sul grande schermo l’omonimo manga di Yoshitoki Ōima.

koe no katachi - A Silent Voice: una voce per la realtà.

Un film d’animazione ovviamente non riuscirà mai a contenere tutti i dettagli che potrebbero venir scritti sulla carta ma, complessivamente, questo film merita la sua visione e soprattutto la comprensione di una problematica che ancora oggi non è del tutto accettata, e spesso vista come ostacolo porta l’isolamento della persona affetta da determinate patologie.


In questo specifico caso parlo della sordità, problema che ho fortemente a cuore essendo io stessa una persona metà sorda.
Il film si apre con questa ragazza che, senza troppi spoiler, entra a far parte di una nuova classe scolastica e sembra già ben conscia di quale percorso la attenderà, varie vicissitudini la porteranno poi a doversi trasferire e far totalmente perdere le tracce di sé.
Ci sarà successivamente un salto temporale dove tutti i personaggi sono cresciuti e alcuni di essi hanno preso strade diverse, strade che però si incroceranno ancora, perché nessuno ha superato il passato e le loro azioni.
Una sorta di giustizia terrena porterà tutti nuovamente faccia a faccia.
E nonostante vengano a galla sensazioni e parole, non tutti sembrano reagire nei modi più giusti e questo porterà i due protagonisti a sfiorare una circostanza oltre che triste anche pericolosa.

Fortuna vuole che i film spesso hanno il loro lieto fine e qui riusciamo a tirare un sospiro di sollievo.
Le parole sono state dosate con cura per invogliare chi ancora non l’ha fatto a recuperare quest’opera.
E perché da un’opera di finzione ci spostiamo nella vita reale dove il lieto fine va sempre più scemando.
Il bullismo, cyberbullismo, qualsiasi forma di violenza sono in maggiore crescita mettendo sempre più a rischio la vita di giovani persone che non sanno ancora di essere come tutti gli esseri umani solo perché hanno un etichetta che li distingue.


Sono nata metà sorda, e lo sto diventando totalmente, sono stata vittima di bullismo sin da quando ho memoria e crescendo ho iniziato a ribellarmi per prendermi il mio posto in questo mondo, perché lo merito anche io.
Per una serie di fatti da un orecchio sono diventata completamente sorda, ed il panico si stava impossessando totalmente di me, da amante della musica, dei suoni come avrei potuto vivere ulteriormente se non ero capace di sentire?
Come la protagonista del film, fin da bambina sono stata portatrice delle protesi acustiche che sono state spesso al centro dei miei atti di bullismo subito.

Dato il peggioramento della mia sordità, ho dovuto prendere in considerazione strade alternative.
La scienza sì è evoluta unendosi alla tecnologia.
Ho iniziato ironicamente il processo per diventare bionica, infatti mi sono sottoposta ad un intervento per mettere l’impianto cocleare.

image - A Silent Voice: una voce per la realtà.
Questo è ciò che si vede “attaccato” alla mia testa.

Lo so, il nome sembra davvero brutto, ma ciò in cui consiste sfiora la magia.
È come se io avessi il mio orecchio naturale se non per una mera funzione estetica.
Ora sono capace di “sentire”, anche se ancora ci sto lavorando, siccome è un percorso lungo e tortuoso, tramite un piccolo ricevitore con la funzione anche di amplificare i suoni posto dietro l’orecchio che si tiene SOLO con una calamita, che mi è stata messa tramite un intervento chirurgico, assieme a degli elettrodi all’interno della coclea, e sono loro adesso a trasmettere i suoni al mio nervo uditivo, che spinti al mio cervello dovranno essere elaborati.

Sono suoni però robotici per questo il mio cervello fatica a lavorare, è come ripartire totalmente da zero e ciò che attualmente sento non è molto decifrabile.
Superata la fase iniziale, accettando il fatto che stavo perdendo progressivamente l’udito, posso dire che tutto sommato sono felice e non vedo l’ora di fare lo stesso procedimento anche all’altro orecchio.
Ecco la ragione per cui A Silent Voice, l’ho sentito particolarmente affine al mio animo, ed ho voluto parlarvene.


Vorrei che un giorno non troppo lontano, qualsiasi forma di disabilità, lieve o marcata che sia venisse accettata senza pregiudizio alcuno, che non vi fossero barriere di comunicazione, o impedimenti di nessun genere per permettere a chi ha dei problemi di vivere serenamente la propria vita.
Ci sono oggi, centri, numeri di telefono, supporti per chi è vittima di bullismo efficaci, ad aiutare e supportare queste persone dando loro la giusta forza per rialzarsi ed andare avanti fieri delle persone che sono e che diventeranno.

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