mercoledì, 18 Settembre 2019

Film, Film e Serie TV

A Takeshi Obata e Tsugumi Oba, creatori di Death Note, l’adattamento Netflix è piaciuto (e a quanto pare solo a loro)

All’orrore non c’è mai fine a quanto pare. Pensavo che i giorni bui in cui Death Note Netflix era la cosa di cui più si parlava fossero finiti, ma a quanto pare mi sbagliavo. Il film era finito in quel cestino con su scritto “Roba brutta ma proprio brutta che ti fa perdere solo tempo” ed ecco che il regista dell’opera, Adam Wingard, lo ritira fuori durante una recente intervista.

A quanto pare Wingard ha rivelato che il film, a differenza di molti altri dello stesso tipo, ha avuto il completo supporto degli autori originali Oba e Obata, e sembra che alla visione in anteprima i due abbiano molto apprezzato l’adattamento che a parere loro non poteva uscire meglio (immaginate solo se usciva peggio). Allora va bene tutto, va bene che l’hanno creato loro, ma anche io se mi pagassero profumatamente dico che è meraviglioso, figurati. Non sto dicendo che la cosa non sia vera, sia chiaro, ma secondo me i due hanno solo voluto togliersi il problema di torno.


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Timmy Turner insieme ai fantage..No scusate, LIGHT Turner insieme a Ryuk

Semplicemente penso che il lavoro non sia stato svolto come si deve. Il fatto che gli autori ti dicano “Si va bene così” giusto per prendere i soldi e scappare, non ti permette di realizzare una trasposizione orribile. Non so se mi sto spiegando bene, probabilmente no, ma i ricordi di quel lasso di tempo perso della mia vita non mi fa ragionare a pieno. Death Note è uno dei peggiori adattamenti di anime che ho mai visto, secondo solo a Dragonball Evolution (perla ineguagliabile del trash made in USA). Il film in sé è proprio un prodotto di serie B, ma il vero problema sono le differenze con il titolo originale.

Death Note viene ricordato come un capolavoro del panorama giapponese, uno dei manga (e successivamente anime) più fuori di testa a livello psicologico degli ultimi decenni. La versione Netflix invece va a rovinare la profondità dell’opera originale, mettendoci dentro un ragazzino sfigatello, la tipica cheerleader e un detective energico che chi l’ha mai visto nel manga. Hanno cambiato completamente non solo la trama ma anche ciò che convinceva di più, ossia i personaggi.



Ciò che voglio dire, alla fine, è che dopo due anni è inutile trovare scusanti. Il film Netflix è orribile, senza se e senza ma. E pensate che stavano parlando, tempo fa, della possibilità di realizzare un sequel… ed oltretutto gira voce che si farà, ma spero sinceramente di no, prego proprio per far si che la cosa non si realizzi.

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