martedì, 14 Luglio 2020

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Alita – Angelo della Battaglia: un film che non riesce a decollare

Con decollare intendo che non riesce ad essere incisivo, nonostante le premesse e la possibilità

Alita – Angelo della Battaglia è un film del 2019 diretto da Robert Rodriguez come adattamento cinematografico del famoso manga omonimo, scritto e disegnato da Yukito Kishiro nel 1990. Serie fumettistica conclusasi poi nel 1995.

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A grandi linee la trama del film rispecchia indicativamente quella presente nel manga, secondo la saggia Wikipedia. Non ho mai avuto infatti l’occasione di leggere l’opera a fumetti, conoscendola solo in modo generico. Mi sono però ritrovato incuriosito dalla trasposizione filmica, che sembrava rispecchiare al meglio lo stile che solitamente caratterizza le opere del Sol Levante. E non parlo soltanto degli occhi grandi della protagonista.


Siamo nel 2563, in un futuro distopico, in cui la maggioranza delle persone vive nella Città di Ferro, sormontata dalla città sospesa di Salem, dove invece vivono abitanti altolocati e ricchi. La disparità sociale ed economica mostrata con questo tipo di rappresentazione è tipica di moltissimi media e funziona sempre.
In questo futuro la maggior parte delle persone è ormai composta da molte parti, se non nella sua interezza, da parti cibernetiche e robotiche. Dalla città di Salem vengono abbandonati grandi quantità di questi elementi, nella discarica presente proprio nella Città di Ferro, ed è qui che il Dottor. Ido Dyson trova il nucleo (cervello) ancora funzionante di Alita. A cui dona un nuovo corpo con cui iniziare una nuova vita. La giovane Cyborg non ricorda nulla della sua vita precedente, ma è intenzionata a scoprire cosa si nasconde nel suo misterioso passato.

Ho iniziato la visione del film con un paio di aspettative. Un film action, con scene spettacolari, effetti da maestro e una trama compatta, lineare, coerente e ben strutturata. Ho però trovato soltanto la metà delle cose che mi aspettavo. Non mi lamento, per carità, ma alla fine dei conti non mi ha permesso di apprezzare completamente l’opera in tutti i suoi aspetti.


Ad un certo punto della visione ti sembra di non arrivare mai alla fine. Si susseguono quel tipo di scene classiche che si utilizzano per allungare il brodo, messe lì un po’ a caso. O almeno questa è stata l’impressione. D’altronde il manga è composto da ben 9 volumi, di cose ne accadono e anche parecchie. Forse però, nella cernita di elementi da inserire nel film, hanno fatto scelte parecchio discutibili.
Da metà film in poi senti quella sensazione di aereo che non riesce a decollare nonostante sia sempre sul punto di farlo. Ti aspetti quel colpo di scena, quell’evento scatenante tipico di un film action che ti condurrà alla seconda metà del film, più concitato ed emozionante. Il problema è che questa parte di film non arriva mai.

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Mi sono ritrovato davanti ad una trama poco sviluppata, quasi abbozzata in certi punti. Scene senza mordente si susseguono sullo schermo, alternate a sequenze di una certa figaggine (passatemi il termine) che sono palesemente delle dimostrazioni di stile, in cui vediamo Alita intenta a mostrarci i suoi movimenti incredibilmente fluidi ed eleganti grazie al lavoro degli animatori. Non metto in dubbio la capacità stratosferica degli animatori del film. Lavorare su soggetti cyborg con il 90% del corpo robotico, non deve essere stato semplice e sono stati in grado di farlo in maniera spettacolare e ad effetto.

Il problema è che questa è la parte migliore della pellicola. Nel complesso il film rimane poco incisivo e non colpisce particolarmente. Gli eventi che si susseguono sembrano per la maggior parte abbozzati. Probabilmente hanno deciso di inserire nel film più elementi possibili del manga, sapendo di doverli condensare al massimo a causa del tempo ristretto (2 ore di film sono poche), ma in questo modo il risultato non è stato dei migliori. Probabilmente avrebbero potuto concentrarsi solamente su determinati eventi caratterizzanti l’opera a fumetti.

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Anche perchè in questo modo, alla fine dei conti, io non ho capito molto di quello che è accaduto. Il finale è decisamente mooolto abbozzato e ci si arriva in modo frettoloso, rendendo poco chiaro l’epilogo. Ma soprattutto non sono molto evidenti i perchè e le risposte a molte domande che ti poni durante la visione del film. Il che risulta incredibilmente fastidioso.

Come dal punto di vista di trama, anche i personaggi non riescono ad essere particolarmente incisivi. Alita (Rosa Salazar) ha un’interessante evoluzione come personaggio, alla ricerca di se stessa, non solo da un punto di vista mentale ma anche fisico, letteralmente. Il Dottor. Ido (Christoph Waltz) aiuta la giovane in questo percorso, non senza difficoltà e dubbi, ma è capace di capire quali siano le scelte migliori per Alita, alla quale ormai si è affezionato come un padre. E i protagonisti avvincenti si fermano qua.
Hugo (Keean Johnson) è il primo amore di Alita, però questo elemento è veramente troppo centrale nel film. Va bene sì, è il primo amore (che poi capito, nel giro tipo di 2 settimane sono innamorati tanto da dire: “morirei per te, apparteniamo l’una all’altro, abbiamo solo noi” si, ok, vi prego, no) di Alita, ma non facciamo girare gran parte della sua bellissima storia intorno a questo elemento completamente secondario. Vorrei godermi in pace il mio film action, non cercavo un teen drama.

I personaggi di Chiren e Vector, impersonati da due attori di un certo calibro, Jennifer Connely e Mahershala Ali, rimangono ad un livello veramente superficiale. Sembrano messi lì, tanto per, utili ai fini di trama e niente di più. Non che siano nemici particolarmente interessanti poi, i soliti cattivi, opportunisti, con le mani in pasta ovunque e capi di una città piena di povertà, su cui lucrano. Hey, wow, sembra la descrizione dei nostri politici. Magico.

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Alita – Angelo della battaglia, rimane un film dimenticabile per gli eventi mostrati e allo stesso tempo indimenticabile per gli effetti visivi. Una pellicola che dopo la prima visione non sei ritentato a guardare, ma che comunque consigli agli altri, perchè devono godere della bellezza di questa giovane cyborg costruita in CGI con una maestria da fare invidia. Quindi sì, se non lo avete ancora visto, guardatelo. E poi fatemi sapere cosa ne pensate qui nei commenti.

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Luca Brajato
Appassionato della psiche umana unisco questo mio interesse alle altre mie passioni: videogiochi, anime e manga. Sono uno scrittore in erba alla continua ricerca di ispirazione.

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