giovedì, 2 Luglio 2020

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Captain Marvel: recensione dall’inizio alla fine

La recensione di Captain Marvel che ci riporta alle origini, nei tempi agognati degli anni ’90, per prepararci all’altrettanto agognata fine dei giochi.

Capitan Marvel nasce dalle tavole e dalle sceneggiature di Stan Lee e Gene Colan nel 1967.
La prima identità che veste l’armatura del suddetto supereroe è Mar-Vell, proveniente dal pianeta dei Kree.
Dai vari personaggi del Capitano dell’universo omonimo per eccellenza (o per Excelsior) , sfogliando arriviamo a “Vers”, protagonista del film Captain Marvel nelle sale italiane dal 6 marzo 2019.

La trama si dispiega minuto per minuto in una storia intrisa di scoperta, di sè e di come va il mondo, anche dall’altra parte dell’universo. Vers, non si sa come, vive nella capitale dell’impero Kree, Hala. E, non si sa come, entra a far parte della Starforce, una potente squadra di eroi nobili guerrieri capitanati dal suo mentore e comandante Yon-Rogg. Vers non ricorda nulla del suo passato. Durante una missione della Starforce, gli Skrull, alieni mutaforma in perenne guerra coi Kree, rapiscono Vers. Viene sottoposta ad un’estrazione dei suoi ricordi nascosti, nel tentativo di localizzare un oggetto di vitale importanza per il popolo Skrull. Vers, precipita proprio nel pianeta in cui lo si trova : la Terra.


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Il film è tenace, ci fa affezionare a questa ragazzetta coraggiosa dallo sguardo furbo che non smette di rialzarsi. Per molti sarà la solita paccata politically correct femminista, soprattutto poi per quelle poche scene in cui si vede questa bambina, questa piccola Carol quando non era ancora Vers, venire trattata come una femminuccia che “non può andare troppo veloce, non è abbastanza forte, non diventerà mai ciò che vuole essere”.

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Le critiche cinematografiche non finiscono mai come la carta igienica, ma il film Captain Marvel, ne fa anche lo stesso utilizzo: ci si pulisce il trionfo agli incassi.


Vers aka Carol Danvers, è interpretata dall’attrice Brie Larson. Insieme a lei, vediamo Jude Law, che qui recita nel ruolo di Yon-Rogg, inaspettatamente: eravamo pronti a vederlo nei panni di Mar-Vell/Dr. Walter Lawson, che negli albi è appunto un uomo. La scelta – forse antipatica per alcuni – di farlo interpretare da Annette Bening come Dr. Wendy Lawson, è nata sul set: non è una novità che i registi non rispettino pedissequamente l’originale, ma va bene anche così.

Samuel L. Jackson e Clark Gregg sono rispettivamente i giovani e ringiovaniti (grazie alla computer grafica) Nick Fury e il suo compare Phil Coulson, ancora ingenui agenti dello S.H.I.E.L.D.

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Divertente e coinvolgente è tutta un’ambientazione anni ’90: dal nostalgico Blockbuster alle magliette dei Nine Inch Nails, Come as you are dei Nirvana durante un’avvincente lotta, il porta pranzo di Fonzie e tutte quelle robe che in mezzo alla sala indichi pensando “Che figata! Ti ricordi?”.
Alla presenza di Samuel L. Jackson attorniato da un’atmosfera così, non sono mancati nemmeno i riferimenti a Pulp Fiction, quindi occhio vispo, mi raccomando.


Captain Marvel dà la giusta carica per il conto alla rovescia da ora fino al 26 aprile, per l’attesissima uscita di Avengers:Endgame.

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