venerdì, 19 Luglio 2019

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I fratelli Duffer ci sono riusciti ancora: Stranger Things 3 convince molto, a tratti più delle precedenti stagioni

Ed eccoci qui, dopo aver finito la terza attesissima stagione di una delle serie tv più amate degli ultimi anni, Stranger Things. Questa nuova stagione ha però, in base a ciò che ho visto in giro per internet, riscosso sia grande successo che qualche punta di astio, per vari motivi che in realtà trovo anche sensati fino ad un certo punto.

La storia questa volta si svolge in pochissimi giorni, esattamente terminando il 4 Luglio 1985, e vede i nostri giovani protagonisti alle prese con varie problematiche adolescenziali. L’amore, il primo lavoro, l’amicizia, degli esseri mostruosi che vogliono distruggere tutto..cose normali, che possiamo vivere anche noi nella nostra quotidianità. Probabilmente lo scopo di questa stagione è proprio quello di avvicinare lo spettatore ad un mondo conosciuto, e non solo ad esperimenti, sottosopra vari e roba sovrannaturale. Ora però iniziano gli SPOILER quindi non andate oltre se non avete finito di vederla!


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Stranger Things

Ok allora, tutto sommato questa terza stagione è molto carina, forse sotto alcuni aspetti migliore delle altre (anche se penso che la prima rimanga superiore grazie al fattore novità). Già dai primi minuti del primo episodio possiamo notare quanto sia tecnicamente perfetta (non che le precedenti fossero brutte sotto questo aspetto, per carità). Netflix ha investito sicuramente molto per quest’opera, che senza ombra di dubbio è il diamante delle sue creazioni originali. Gli effetti speciali sono resi in modo pazzesco, è stato davvero una gioia per gli occhi guardare questa stagione.

Dal punto di vista della trama, puntata per puntata, secondo me va benissimo così anche se molti la considerano noiosa, ma giustamente eh. Il tutto è partito lentamente, parlando appunto dei problemi che i giovani hanno da sempre. L’amore tra Mike e El è uno dei problemi principali dei primi episodi. Il voler star sempre da soli li porta ad allontanarsi dagli amici che si sentono traditi anche se in realtà quasi tutti sono fidanzati, infatti Lucas e Max ormai stanno insieme e Dustin ha trovato l’amore durante una specie di campeggio scientifico, solo Will invece guarda tutto da fuori, con i soli occhi di un amico e poverino, lui vuole solo giocare a D&D. La storia tra Mike e El porta sopratutto Hopper ad essere geloso, da buon padre quale ormai è per la ragazzina, e per affrontare la cosa nel migliore dei modi chiede aiuto a Joyce, per cui prova palesemente qualcosa. Anche tutta la parte in cui i due ragazzini si lasciano è molto realistica, mostrandoci l’amicizia sempre più forte tra Max e El ed i problemi che i ragazzini invece si pongono.

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Ovviamente essendo ambientata negli anni ’80 i cattivoni non potevano essere che i russi, anche se in realtà loro sono solo una parte del problema. Ciò che davvero mette in difficoltà i protagonisti è il Mind Flayer, o almeno quello che ne rimane da questa parte del mondo. L’esercito che si crea è reso benissimo e mette timore, ed è ottimo anche il ruolo che ha Billy in questa stagione, regalandoci una delle migliori interpretazioni di tutta la stagione.


Tralasciando quindi i problemi sentimentali di tutti, o i problemi lavorativi di Nancy o ancora i problemi esistenziali di Steve, la trama fila liscia come l’olio, anche se effettivamente nei primi episodi la noia si fa sentire non poco. Alla fine però tutto cambia in modo esponenziale. Nella stagione vengono introdotti anche alcuni nuovi personaggi che ho adorato. Oltre alle new entry fisse Robin, collega di Steve e Erika, sorellina di Lucas che già conoscevamo ma che qui ha un ruolo importante, vengono presentati anche uno scienziato russo di nome Alexei ed un vecchio conoscente di Hopper, Murray, che insieme mi hanno fatto morire dal ridere anche se per poco.

Billy 960x540 - I fratelli Duffer ci sono riusciti ancora: Stranger Things 3 convince molto, a tratti più delle precedenti stagioni

Passiamo direttamente all’episodio finale, che è l’episodio migliore senza ombra di dubbio. Ambientato quasi interamente nel centro commerciale chiamato Starcount, costruito da poco e fondamentale per tutta la stagione. Qui infatti si trova anche la base segreta russa, o almeno l’entrata, che finisce al portale che questi ultimi vogliono aprire. Il Mind Flayer ormai ha trovato i ragazzi, vuole sconfiggere El ed uccidere i suoi amici. Ed ecco che inizia la grande lotta. Mentre Dustin e Erika fanno da tramite in lontananza via radio (stupenda la parte in cui il ragazzo e Suzie, la sua fidanzatina, cantano), gli altri ragazzi sono al centro commerciale a lottare il mostro e Billy, posseduto da quest’ultimo. Joyce, Hopper e Murray invece sono nella base russa. Dopo una lotta di Hopper contro il Terminator (so che non lo è ma scusate, lo trovo uguale), Joyce riesce a spegnere il macchinario che serviva a riaprire il portale.

Ed ecco le parti peggiori. Hopper si trovava proprio vicino al macchinario, e quindi pare sia morto nell’esplosione, o sicuramente è scomparso, ma ne parliamo tra poco. Sopra invece, El riesce a far tornare in se Billy, che si sacrifica per salvare i ragazzini in una scena davvero straziante. Salto di tre mesi. La città ormai è famosa per tutte le cose brutte successe, il sindaco finalmente viene arrestato, per gioia mia e di molti altri, e Joyce e famiglia sono pronti a traslocare in una diversa città, con loro anche El, che ormai non ha più una casa. Bellissimo il momento dei saluti e tutto, ma forse la cosa che più mi ha colpito è stata la lettera di Hopper, piena di tutto l’amore paterno che l’uomo provava.

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E quindi finisce così, no? No, c’è la scena post credit, ambientata in Russia. Due soldati vanno verso delle celle e uno dei due dice “Non l’americano“. Prendono un tipo a caso e lo portano in una gabbia in cui arriva poi un Demogorgone, che in questa stagione era mancato, molto debole e strano. Ed ecco, così finisce tutto. Ma questo americano, chi è? C’è chi dice Hopper, che in realtà non è morto e si è ritrovato in Russia. Io sinceramente lo spero, insieme a Dustin e Steve è uno dei personaggi che preferisco.

Stranger Things 3 quindi convince, sicuramente molto di più della seconda stagione. Il mix fantascienza-nostalgia dei fratelli Duffer, ormai marchio di fabbrica, è forse veramente molto marcato anche qui. Certo non ho vissuto in quegli anni, ma li conosco, e gli omaggi sono sempre tantissimi e ben fatti. La trama come ho già detto è avvincente, la parte umana della serie è veramente molto accentuata e gli attori recitano uno meglio dell’altro. Ora che è finita non ci resta che aspettare la prossima, perché ormai è quasi certo e tutti lo pensano, una quarta stagione arriverà fra non molto, magari anche ambientata qualche anno dopo quest’ultimo, visto anche quanto velocemente crescono i protagonisti. Non so esattamente di cosa potrebbe trattare, sicuramente c’è da chiarire cosa è successo ai poteri di El e sopratutto chi sia questo americano imprigionato in Russia.


Voi che ne pensate? Vi è piaciuta la stagione?

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