domenica, 18 Agosto 2019

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Il Cavaliere Oscuro- il ritorno: una fine sofferta (in tutti i sensi)

Il finale della saga del Cavaliere Oscuro divide tutt’ora i fan: è un capolavoro o un disastro? La verità, come sempre, è nel mezzo.

2012. Dopo 7 anni e tre film, la Trilogia del Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan giunge al termine, con l’uscita nei cinema de Il Cavaliere Oscuro- il ritorno (The Dark Knight Rises, in originale). Al botteghino è un successo mondiale: 1.085.439.099 di dollari guadagnati globalmente, divenendo uno dei maggiori incassi della storia del cinema (al momento il ventisettesimo, per la precisione), uno dei maggiori incassi per un cinecomic (in decima posizione) e il secondo più grande successo al cinema della DC (superato recentemente solo dall’ Aquaman di James Wan). La critica lo elogia senza mezze misure. Insomma, meglio di così, Nolan non poteva concludere la sua saga.


Tuttavia negli anni molti fan della saga si sono estremizzati, definendolo il film più bello di sempre, altri come uno dei peggiori. A mio avviso non è né l’uno né l’altro, e vi spiegherò perché.

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Anzitutto, sfatiamo un mito. No, Nolan non ha progettato il film all’ultimo momento, anzi: le prime bozze del film risalgono a pochi mesi dopo l’uscita del precedente capitolo, nel 2008. In una di esse vi era anche l’apparizione del Joker, idea poi cestinata sia per la volontà di Ledger di non intraprendere nuovamente il ruolo, sia per Nolan, che non voleva ripetersi. La tragica morte di Ledger convinse definitivamente i produttori a non proseguire nell’idea di un Joker-bis. Dopo aver lavorato ad Inception, Nolan si concentrò sul film decidendo poi il villain definitivo della pellicola: Bane.


Bane fu scelto per vari motivi: si trattava di un cattivo “muscolare”, tipologia non trattata da Nolan precedentemente,sia per il tema portante del film : il Dolore.

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Bane, interpretato da Tom Hardy

Dolore fisico, sia da parte di Bane (che usa una maschera per alleviare la malattia), sia di Batman, che si ritroverà con un dolore fisico e mentale senza precedenti. Dolore che porterà Batman ad elevarsi ( il Rises del titolo) ed infine a “sacrificarsi” per quella Gotham City che ora più che mai necessita di lui.

Quali sono i pregi del film? Moltissimi. Un lato tecnico mostruoso, con la sempre più curata regia di Nolan, la splendida fotografia, effetti speciali e visivi eccelsi, una sceneggiatura emozionale in più punti che lascia intravedere la passione per il personaggio, colonna sonora da brividi (grazie Hans) ed attori (quasi sempre) al top.

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Quali sono allora le criticità? Nell’insieme, alcuni buchi di sceneggiatura (piccoli, ma abbastanza evidenti), alcuni momenti eccessivamente caricati che finiscono per sembrare involontariamente grotteschi e il fatto di essere il sequel del Cavaliere Oscuro.

Già, perchè diciamocelo, fare di meglio del Cavaliere Oscuro è impossibile e raggiungere il suo livello senza cadere nella ripetizione è difficilissimo. Insomma, il Cavaliere Oscuro- il ritorno cerca di essere all’altezza del predecessore, tentando di essere epico, ma fallendo nel tentativo.


Tuttavia, io lo considero un ottimo film di intrattenimento, senza se e senza ma. È un gran finale, per quella che per quanto mi riguarda è la miglior trilogia supereroistica mai creata. Grazie Christopher Nolan, grazie Jonathan Nolan, David S. Goyer, Hans Zimmer, James Newton Howard, Christian Bale, Heat Ledger, Michael Cane, Gary Oldman, Tom Hardy e tutti coloro che hanno lavorato a questi incredibili film. Grazie davvero.

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