giovedì, 6 Agosto 2020

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“Il Re Leone”: i ricordi legati all’originale vi faranno apprezzare il remake

Una recensione veloce del remake del Re Leone, da me apprezzato moltissimo, nonostante l’iniziale diffidenza.

Ieri sera sono andato a vedere il Re Leone al cinema. Il remake in Computer Grafica di cui non ero molto entusiasta dopo aver visto il trailer, dal momento che non mi convince molto questo tipo di grafica per un “cartone”. Ve ne ho parlato in questo articolo.

Posso dire però, arrivato alla fine del film, di essermi ricreduto completamente.


Partiamo però dall’inizio. Premettiamo una cosa: sono andato a vedere il film nell’unico cinema della mia città, l‘Ariston (sì, è quello del festival, io vivo a Sanremo) e se sarà anche buono come teatro come cinema fa veramente schifo e giustamente ieri ne abbiamo avuto l’ennesima prova. Il film si è bloccato parecchie volte durante la riproduzione (una volta anche per una trentina di secondi), andando a rovinare spesso e volentieri momenti emozionanti. Diciamo quindi che non me lo sono goduto al massimo, ma tant’è. Grazie Sanremo, grazie Ariston di merd… brutto, brutto cinema. Non consigliato.

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Lo schermo della sala principale dell’Ariston dove abbiamo visto il film

Il film inizia, come ci ricordiamo tutti: primo piano sullo sfondo di un’alba africana e la musica della nostra infanzia “Il cerchio della vita” di sottofondo. Appena inizia la musica mi giro verso mia sorella e scherzando le dico: “Se non la canta Ivana Spagna, per me è bocciato tutto il film“. Purtroppo l’ho dovuto bocciare, non era Ivana Spagna a cantare la canzone. Mannaggia. Spoiler: alla fine comunque l’ho perdonato.


Dopo abbiamo la scena sulla rupe dei Re, con tutti gli animali della Savana che salutano il nuovo principe e devo dire che questa scena mi ha davvero emozionato tantissimo. Sul serio, avevo gli occhi lucidi. Mi ha riportato infatti alla memoria tantissimi ricordi bellissimi della mia infanzia e adolescenza. Mi ha fatto pensare agli anni che sono passati e di quanto sono diventato grande rispetto alla prima volta in cui ho visto quel capolavoro di film. Quella sequenza scenica mi ha travolto di emozioni e fatto riflettere su tantissimi aspetti della mia vita, inerenti al film e non solo. Insomma, un ottimo inizio.

Parliamo ora un attimo della grafica, già da subito si è notata una qualità immensa, curata nel dettaglio più assoluto, tanto da, spesso e volentieri, sembrare reale. Nel senso che spesso mi sono chiesto: ma è ancora grafica o sono immagini reali? E sinceramente, non so darvi tutt’ora una risposta. I leoni e tutti gli altri animali, sono stati creati con una precisione encomiabile e questo ha reso tutto l’insieme ancora più bello ai miei occhi. Pensavo di trovare un CGI ancora un po’ acerbo, con qualche difetto o altro e invece, sono rimasto incredibilmente stupito dall’immensa qualità. Disney non delude.

Dall’inizio del film, non facevo che pensare a quando sarebbe arrivata la famigerata scena della morte di Mufasa. Avevo il terrore vi giuro, non c’è stata volta infatti in cui non ho pianto. Sì, ad ogni età, non solo da bambino. La scena finalmente giunge, mi ero già armato di fazzoletto…ma… non ho pianto. Neanche una lacrima, solo occhi lucidi. Ci sono rimasto male in realtà. La bambina davanti a me invece era visibilmente triste e scossa e veniva consolata dal tenero papà che la teneva in braccio. In effetti forse è stato più vedere questa piccola piangere che la scena in sè a farmi venire gli occhi lucidi. Ricordi di un piccolo me, di una famiglia e di un caldo abbraccio. Alla fine sono proprio i ricordi che creano chi siamo e smuovono le emozioni.

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Una scena del film

Mia sorella invece, incredibilmente stupita dal non avermi sentito singhiozzare, ha suggerito una teoria interessante riguardo l’espressività dei leoni. Nel film originale a Simba, essendo appunto un cartone animato, nonostante sia un leone, vengono date delle espressioni tipicamente umane di tristezza e disperazione in quella particolare scena. Qui invece non è stato possibile, dato che dovevano mantenere il grado di vero-somiglianza. Sono più o meno d’accordo con questa sua affermazione, non del tutto però, perché, ad esempio, dopo la comparsa di Timon e Pumbaa, il primo più volte si è cimentato in una serie di espressioni facciali veramente divertenti e buffe e non so quanto realistiche. Però insomma Timon è comunque un suricato, Simba un leone, magari sta qui la differenza.

Ammetto di aver riscontrato una sola enorme pecca in questo film: il doppiaggio. Sì, i doppiatori di Simba e Nala, sia da cuccioli che da adulti erano veramente inascoltabili. Ogni volta che aprivano bocca, sopratutto da adulti, rovinavano tutto. La loro recitazione era scarsa, quindi tutto il pathos che si creava durante una scena era completamente rovinato e si annullava nel momento in cui parlavano. Insomma, avevano l‘espressività di un divano. E ora ho capito il perché: li hanno fatti doppiare ai due cantanti, Mengoni ed Elisa… vi lascio riflettere e capire da soli quanto sia stata una scelta orribile che è riuscita a rovinare un intero film. Davvero un gran peccato, più che altro un grande errore. I cantanti sono cantanti, i doppiatori sono doppiatori. Punto!!!

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Altra scena

Non vedo proprio l’ora di poter rivedere il film in lingua originale per gustarmelo al meglio, sopratutto poi con le canzoni di Beyoncé. Sì, in Italia abbiamo avuto Marco Mengoni ed Elisa, bravissimi entrambi, come CANTANTI, (mi è piaciuta molto di più Elisa), ma vogliamo mettere? Ecco, grazie.

Sia chiaro, il resto del doppiaggio era perfetto, Luca Ward come Mufasa, impeccabile come sempre.

Insomma, non posso stare qui a raccontarvi la mia impressione per ogni scena del film, ma vi posso dire nell’insieme di averlo apprezzato molto. In molti hanno paura che questo nuovo remake possa rovinare il bel ricordo che hanno del cartone originale. Penso però che sia una paura infondata. Anzi, sapete, la visione di questa pellicola rinforza e migliora il ricordo della pellicola originale. Vi farà infatti tornare alla mente tanti ricordi della vostra infanzia riguardanti il cartone animato e non solo. Vi farà tornare piccoli per circa 2 ore di tempo. Vi farà rivivere un’esperienza magica ed emozionante. O almeno così è stato per me.

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Questo film prende l’originale e lo porta alla massima potenza, lo ricrea alla perfezione e lo porta su un nuovo livello, non migliore, non peggiore, soltanto nuovo. I ricordi permeeranno completamente l’esperienza della visione dall’inizio alla fine. Ricordi che vi porteranno ad emozionarvi e vi faranno rendere conto di quanto siete cresciuti, ma anche che alla fine rimaniamo sempre, tutti dei bambini con la voglia di stupirci e divertirci.

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Luca Brajato
Appassionato della psiche umana unisco questo mio interesse alle altre mie passioni: videogiochi, anime e manga. Sono uno scrittore in erba alla continua ricerca di ispirazione.

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