lunedì, 9 20 Dicembre19

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La mia bellissima personale esperienza con il progetto “Making (of) Love”

Il racconto di una meravigliosa giornata passata con gli otto ragazzi protagonisti del progetto e altre figure di spicco.

Dopo un periodo di totale vacanza e relax nella magica Irlanda eccomi di ritorno, a scrivere di notizie più o meno intelligenti scovate dal sottoscritto e riproposte dal mio personale punto di vista. Lo ammetto, un po’ mi è mancato farlo.

Oggi sono qui per parlarvi di una mia personalissima esperienza, accadutami proprio il giorno prima di partire per l’Irlanda: il 19 luglio.


Qualche mese prima mi ero imbattuto su Facebook, in questo particolare progetto chiamato: “Making (of) Love” che mi ha incuriosito da subito. Dopo aver letto qualche informazione e i loro obbiettivi mi sono messo subito in moto. Con l’obbiettivo di trovare un modo per aiutare questo gruppo di ragazzi ad arrivare al risultato prefissato. Per prima cosa, dato che era possibile, ho mandato la mia candidatura. Cercavano infatti figure professionali ma anche solo persone, storie, esperienze da aggiungere al loro film per renderlo il più completo possibile.

Dopo qualche tempo ho scritto un articolo su di loro proprio su questo sito in cui parlavo nel dettaglio della loro idea e del loro meraviglioso progetto. Infine ho donato quello che potevo alla raccolta fondi, colonna portante dell’intero progetto. Perchè si sa, senza soldi purtroppo non si va da nessuna parte. Raccolta fondi nuovamente riaperta per poter continuare il progetto. Donate se potete!


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Ora però arriva la parte più bella, almeno per me. Il 10 luglio mi contatta tramite Whatsapp un numero sconosciuto, che mi ha lasciato un vocale da ben 3 minuti. Curioso mi accingo a sentire chi può mai essere codesta persona. Era Isa, una degli 8 ragazzi del progetto Making (of) Love che mi contattava per dirmi che avevano visto il mio video di presentazione. Che la mia storia li aveva colpiti e che avrebbero voluto conoscermi per ascoltare di persona la mia esperienza.

Non potete capire la mia gioia. Ero felicissimo, contento, entusiasta di poter fare parte, anche soltanto un minimo, di un progetto così bello e che ammiravo così tanto.

Il giorno dell’incontro arriva, il 19 luglio 2019. Arrivo alla stazione di Genova Piazza Principe, ad accogliermi Anna, supervisore, regista e produttrice, insieme al marito Lucio del progetto (conosciuti per i loro lavori dai titoli: “Unlearning” e “Figli della libertà“). Anna è una donna simpatica, gentile, alla mano. È lei che mi ha accompagnato al quartier generale, che altro non è che una casa affittata da loro in cui vivono un po’ stipati i ragazzi del progetto e altre figure inerenti.

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Anna, Lucio e la loro figlia

Una casa un po’ disordinata (sono in tanti a viverci e giovani, ci sta) ma estremamente accogliente. Appena arrivato mi hanno tutti accolto calorosamente e mi hanno fatto accomodare all’esterno, nel giardino, dove erano presenti delle sedie attorno ad un tavolo. Dopo aver portato cibarie e bevande, si sono seduti intorno a me e abbiamo iniziato a parlare, come si parla ad un amico di vecchia data.

Tutti mi hanno messo subito a mio agio e non mi hanno mai messo pressione. Facevano le domande ed ero io a decidere se rispondere o meno. La conversazione si è svolta tranquillamente, tra risate e stupore. Sì, stupore, perchè il mio contributo a questo progetto viene dato grazie alla mia esperienza di vita, al mio essere transessuale FtM (da donna a uomo) e molti di quei ragazzi non conoscevano dei dettagli del mio percorso che li ha lasciati esterrefatti e spesso anche indignati.

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Bandiera della comunità transessuale

Ho parlato della mia esperienza di vita e non solo. Anche della parte sentimentale e sessuale (colonne portanti del progetto). Tutto raccontato in modo tranquillo e senza alcun pregiudizio da parte degli ascoltatori.

Ad un certo punto, uno dei ragazzi, Feel, mi ha parlato dell’idea che avevano in mente, per raccontare l’universo (personale di ognuno) della transessualità all’interno del loro film. Insomma, in soldoni, mi hanno offerto una piccola parte all’interno del film. Felicità da tutti i pori. Ero entusiasta e contento ma soprattutto onorato.

Io ho ovviamente accettato seduta stante. Mi hanno quindi raccontato un po’ cosa avevano in mente per la mia scena, proponendo comunque anche altri possibili scenari (segreti che conoscerò solo io fino all’uscita del film).

Dopo aver esaurito tutte le domande e la curiosità riguardo la mia storia, avevo ancora del tempo da passare in quell’idilliaco posto, ricco di gioia e voglia di fare. Ho potuto quindi osservare il loro modo di lavorare, la collaborazione, lo scambio di idee, ho avuto addirittura l’occasione di sentir leggere il finale del film, direttamente dal copione fresco di scrittura.

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Gli otto ragazzi del progetto

L’ora per prendere il mio treno è poi purtroppo, alla fine giunta. Dopo aver nuovamente salutato tutti ed essere stato accompagnato alla stazione, sono salito sul mio treno e ho avuto il tempo per riflettere.

Io non sono un attore e non lo sono mai voluto essere, sono sempre stato un ragazzo schivo e timido, impaurito dalla vita e che mai ha avuto il coraggio di esporsi. Grazie a questa esperienza però ho realizzato un paio di cose su me stesso tra cui il fatto che forse finalmente sto riuscendo ad uscire dal mio guscio.

Mentre ero seduto sul sedile di quel regionale sgangherato mi sono reso conto che la mia storia sarà raccontata in un film. Un lungometraggio che raggiungerà tantissime persone, tantissimi ragazzi che hanno vissuto o che stanno vivendo ciò che ho vissuto io alle superiori. Ragazzi che hanno bisogno di una guida, che vorrebbero un aiuto ma non sanno a chi chiederlo. Io potrò, forse, riuscirò a dar loro delle risposte e ad aiutarli come posso a capire che la vita è una e che va vissuta al meglio, superando anche quelle difficoltà che ci sembrano insormontabili. Questo pensiero ammetto mi ha fatto commuovere e mai avrei immaginato potesse essere così bello.


Posso solo concludere dicendo che è stata una delle esperienze più belle della mia vita, ho incontrato delle persone meravigliose che non vedo l’ora di rivedere.

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Luca Brajato
Appassionato della psiche umana unisco questo mio interesse alle altre mie passioni: videogiochi, anime e manga. Sono uno scrittore in erba alla continua ricerca di ispirazione.

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