venerdì, 24 Maggio 2019

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Lupin III – Il Castello di Cagliostro : una fiaba tra Ladri, Pallottole e Amor Cortese

Si può trasformare un ladro senza scrupoli, cinico, ossessionato dal denaro e dalle belle donne in un eroe gentiluomo? La risposta è sì.

Maggio 1979: Ad un giovane animatore di talento viene affidato il compito di realizzare un lungometraggio sul personaggio di Lupin III, al quale aveva già lavorato in precedenza. Sarà il suo primo lavoro da regista.

2005: Esce nelle edicole il dvd del film, il cui titolo è Lupin III- Il Castello di Cagliostro, ed un giovane me lo compra, unicamente perché c’è il suo eroe, Lupin. Quella sera vede il DVD. Da allora, quello sarebbe stato un film che avrebbe rivisto (e rivede tuttora) spessissimo. Quello fu il mio primo contatto con il cinema di Hayao Miyazaki.

Già. Il giovane animatore a cui venne affidato la regia della pellicola, è proprio il Maestro fondatore dello Studio Ghibli, vincitore nel 2001 del Premio Oscar al Miglior film d’animazione per La Città Incantata.

Miyazaki ebbe, proprio in virtù del lavoro svolto fino a quel momento sul personaggio, completa carta bianca sulla sceneggiatura e creò quello che ad oggi viene ricordato da molti come il miglior film della lunga saga di Lupin III.

Ma cosa rende così speciale quest’opera?  Per cominciare, ecco una breve sinossi (NO SPOILER,tranquilli):

Lupin III decide di andare alla ricerca del famoso quanto temuto Tesoro di Cagliostro, ma i suoi piani cambiano quando la Principessa Clarisse, promessa sposa del famigerato Conte, gli affida un misterioso anello, che nasconde più segreti di quel che sembra. Lupin, insieme alla sua banda, decide di salvare Clarisse, ma il Conte non starà a guardare…

Miyazaki Costruisce un film in cui la maggior parte dei suoi stilemi è presente: una Trama quasi fiabesca (un eroe che cerca un tesoro, ma che  nel mentre tenta di salvare la principessa dal malvagio Conte), una scenografia splendida (ispirata a paesaggi svizzeri ed italiani), gli aerei (protagonisti tra l’altro di una scena fondamentale del film), meccanismi ed orologi vari (come sopra) ed una velata malinconia che circonda il protagonista.

Già, poiché una delle novità del film è proprio la caratterizzazione di Lupin, che da ladro senza scrupoli (nel manga) si trasforma in un eroe gentiluomo, un romantico nostalgico, meno scapestrato e più maturo. Una trasformazione perfetta, che ben si sposa col tono della pellicola (in cui comunque non mancano l’azione e le risate).

Altra nota positiva, l’incredibile colonna sonora di Yūji Ōno, dai toni romantici e simil-medievali (a sottolineare ulteriormente l’atmosfera fiabesca del film), ma che si trasforma in un Jazz movimentato e adrenalinico nelle scene d’azione.

Se proprio volessimo trovare un pelo nell’uovo, ai membri “storici” della banda di Lupin viene dato poco spazio (specialmente a Goemon), che però si spiega nella volontà di Miyazaki di esplorare il personaggio di Lupin (sacrificando lo screen time degli altri).

Insomma: fatevi un favore e se potete, anche se non siete fan di Lupin, recuperatevi questo gioiellino dell’animazione, perché vale tantissimo.

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