giovedì, 14 Novembre 2019

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Madoka Magica: l’opposto di tutto ciò che sembra

Un anime e non solo, affascinante, profondo e devastante, nonostante le apparenze.

Puella Magi Madoka Magica (Mahō shōjo Madoka Magika in giapponese) il titolo completo dell’opera, dove Puella Magi significa ragazza magica in latino.

L’anime è composto da 12 episodi, tutti disponibili in italiano sul sito di streaming VVVID. La serie è stata scritta dal Magica Quartet e diretta da Akiyuki Shinbō, sceneggiatura di Gen Urobuchi, character design originale di Ume Aoki, e colonna sonora di Yuki Kajiura. L’anime ha avuto poi il suo adattamento sotto forma di manga, in tre diverse versioni, create da diversi autori, quindi con stili e storie diverse per ognuna di loro, tranne una, fedele alla trama dell’anime.


Vi lascio un esempio di musica presente all’interno dell’anime, composta da Yuki Kajiura, sublime ed evocativa.

Le tre opere in questione sono: “Puella Magi Oriko Magica” che è una versione alternativa dell’anime, “Puella Magi Kazumi Magica – The innocent malice” che è uno spin-off della serie ed infine “Puella Magi Madoka Magica” che è completamente fedele all’anime, la versione da me letta. Quest’ultimo è stato illustrato da Hanokage con disegni che rispecchiano fedelmente lo stile dell’anime, sia nei lineamenti dei personaggi e nella loro mimica, sia nelle scene più concitate di combattimento.

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La copertina del primo volume, dove sono presenti le protagoniste. Al centro Madoka Kaname, alla sua destra Sayaka Miki, sul retro Homura Akemi e infine sulla sinistra Mami Tomoe.

Dopo questa infarinatura generale, possiamo passare ora a parlare della trama.


Un giorno, due studentesse delle scuole medie e amiche, Madoka Kaname e Sayaka Miki vengono avvicinate da uno strano essere di nome Kyubey che offre loro la possibilità di diventare delle maghette e in cambio esaudirà un loro qualsiasi desiderio. Il compito delle maghette è quello di difendere le persone affrontando e sconfiggendo le streghe, responsabili di omicidi, suicidi ed ogni altro genere di crudeltà. Per qualche ragione però Homura Akemi, una loro nuova compagna di classe, farà di tutto per impedire che le due sottoscrivano tale contratto.

Lo so bene, dalla trama che vi ho appena descritto starete tutti pensando: “Oddio, che noia, questo è il classico anime con le maghette che sconfiggono il male con i loro costumini rosa e l’amore vince su tutto, bla bla bla, sa di già visto e rivisto”. E non dite che non lo avete pensato, vi ho visti, non provate a ingannarmi!

Detto ciò posso assicurarvi al 100%, dopo aver visto l’anime e letto il manga, che è l’opposto di ciò che pensate. Il punto debole dell’anime è allo stesso tempo il suo punto di forza: si ha proprio il bisogno di questa illusione, il sembrare un classico anime delle maghette che sconfiggono il male, per spiazzare, ad un certo punto, lo spettatore che non si aspetta minimamente la profondità di temi che ci verrà presentata di lì a poco.

Madoka Magica inizia con un tono leggero e scherzoso, l’ambiente che circonda le protagoniste è un classico ambiente da Shoujo con le divise scolastiche, le amicizie e la colazione con la famiglia prima di arrivare a scuola a piedi. Solo andando avanti nell’opera i toni cominciano a incupirsi sempre di più, in modo graduale, fino quasi in certi punti a rasentare l’horror.

Quest’opera racchiude due opposti che sembrano essere paralleli, destinati a non incontrarsi mai, ma che qui invece si incontrano perfettamente, creando uno stupore e allo stesso tempo una fascinazione che ti lasciano interdetto ed incapace di interrompere la visione o la lettura. Il confine tra il bene e il male qui è molto labile, quello tra egoismo ed altruismo, il nero e il bianco qui si sovrappongono e si mischiano creando una zona grigia e ingiudicabile. Quest’opera si interroga più volte su cosa sia giusto e cosa sia sbagliato, senza però trovare mai una risposta.

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Le 4 protagoniste, con in più sull’estrema sinistra Kyouko Sakura, un personaggio secondario ma comunque importante

La profondità psicologica dei personaggi si dipana pian piano, arrivando a scavare nei meandri dei pensieri e delle speranze delle protagoniste.

I temi che vengono trattati all’interno dell’opera sono tanti e vari: si passa dalla paura della morte, alla riflessione sul concetto di corpo e anima e il loro reciproco rapporto. Abbiamo scene in cui una realtà mordente e macabra si scontra in modo violento contro l’ambiente idilliaco in cui ci sembra di essere e con la purezza di pensiero della protagonista, unico personaggio che nonostante tutti i dubbi che le varie situazioni susciteranno in lei, riesce a maturare mantenendo però le sue idee di base di speranza e di forza.

Tutte le altre ragazze presenti all’interno dell’opera invece matureranno nel loro intimo, chi prima, chi dopo, dei dubbi sulle loro scelte e sul loro essere. Tutto ciò che hanno fatto finora finisce per diventare opaco e poco nitido, come le loro soul gem.

Le soul gem sono questi piccoli, chiamiamoli ovetti, di cui vengono munite le ragazze magiche e che contengono i loro poteri magici. Ogni qual volta le maghette uccidono una strega, quest’ultima rilascerà a loro un grief seed, una pallina completamente nera che contiene tutto il male che era presente nella strega, che una volta avvicinato alla propria soul gem porta via tutto il torbido che si era accumulato all’interno di quest’ultima. Più la soul gem diventa torbida più i loro poteri sono indeboliti. Questa soul gem però nasconde un segreto, che sta a voi scoprire, guardando l’anime o leggendo il manga, o facendo entrambe le cose.

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Una soul gem

Questo anime è pieno di oggetti metaforici che elevano l’opera ad un livello ancora più alto, denotando un lavoro complesso e preciso dietro a questa facciata così semplice e bambinesca.

In primis le soul gem di cui vi ho parlato poco sopra. Poi per esempio le sembianze degli scagnozzi delle streghe, dipinti come piccoli esseri dai colori vivaci e dalle forme giocose, quasi dei dolci piccoli peluche, pronti ad attaccare e ad uccidere senza pietà per difendere la propria padrona. Le streghe stesse sono rappresentate in un tripudio vivace di colori. Una decisione quest’ultima che rappresenta un’idea di ossimoro, due cose così opposte tra di loro a creare queste figure, un accostamento, una sovrapposizione di ciò che ipoteticamente rappresenta il bene (i colori vivaci, le forme dolci) e il male (la determinazione nell’uccidere), così ben assodate tra loro in questa rappresentazione di ciò che il mondo ci offre: il male più assoluto nascosto dietro alle più belle apparenze.

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Una delle streghe all’interno dell’anime

Il mondo di Madoka Magica è proprio una descrizione, solo con un po’ di fantasia in più, del mondo che ci circonda. Ricordo che l’anime è del 2008 ma le tematiche sono più odierne che mai, facendoci riflettere riguardo la società in cui viviamo e come viviamo le nostre stesse vite. Il mondo viene dipinto come un posto in cui le speranze sono un limite, un qualcosa da non ricercare, da abbandonare perché dannose, la disperazione viene vista come un qualcosa di inevitabile, con cui si deve convivere. Sembra quasi che i nemici qui siano il bene e le speranze e i buoni la disperazione e l’accettazione delle disgrazie, andando così a ribaltare tutti i classici costrutti finti e infantili con cui siamo cresciuti.

Non esistono quelle figure stereotipate delle maghette che sconfiggono il male, queste ragazze magiche sono tutt’altro, sono portatrici di disperazione nell’illusione di star portando speranza. Per citare, dall’anime, Sayaka Miki: “Ogni volta che combatto per la felicità di qualcuno, qualcun altro deve provare altrettanta sofferenza. È così che funziona per noi che abbiamo scelto di essere maghe.”

Il trailer dell’anime

Ora posso usare qualche parola per parlarvi di alcune delle mie parti preferite dell’opera (tra cui c’è anche il finale!) da qui in poi l’articolo quindi conterrà spoiler, per chi non avesse mai fruito di quest’ultima, quindi, consiglio di smettere di leggere o di proseguire nella lettura con questa consapevolezza.

SPOILER ALERT

Una delle cose che mi ha affascinato della serie sono le piccoli dosi di scene cruente e angoscianti che si avvicendano nella storia. Come inizio si ha una prima scena cruenta in cui Mami viene uccisa da una strega, che la decapita. Si vede il corpo inerme e sanguinante penzolante dalla bocca della strega. Una scena che prepara lo spettatore a momenti sempre più cruenti, fino al culmine, nella scena in cui Sayaka (che ha appreso di vivere in un corpo vuoto e di non poter sentire dolore, dato che la sua anima è racchiusa all’interno della soul gem) si lascia martoriare da una strega, dissanguandosi e ridendo allo stesso tempo, nella pazzia, nella disperazione e nell’arrendevolezza più totale visibile nel suo sguardo.

Parliamo poi della scoperta su Kyubey. Questo animaletto si scopre essere infatti un mostro senza scrupoli ma soprattutto senza emozioni e ciò si riflette in ogni suo gesto. Questo suo scoprirsi piano piano per quello che davvero è, viene rappresentato nella serie in modo impeccabile. Se all’inizio infatti Kyubey viene dipinto come un tenero animaletto che esaudisce i desideri di giovani ragazze, con un musetto tenero ed espressioni dolci, mano a mano si scoprono le sue verità, fino ad arrivare al culmine in cui ammette che le giovani ragazze magiche sono destinate a diventare streghe. Alla fine infatti, mostrerà la sua reale ed unica espressione: un’espressione neutra ed inquietante che non lo abbandonerà fino alla fine dell’opera.

Kyubey è un incubator che lavora per il suo pianeta, per fornirgli energia e farlo sopravvivere. L’energia più forte per il suo pianeta è il passaggio da speranza a disperazione nelle giovani ragazze e grazie ad esso queste ultime diventano delle streghe.

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Kyubey

Madoka non si spiega come a Kyubey non possa importare del sacrificio di tutte queste giovani ragazze esclusivamente per il profitto del suo pianeta, ma Kyubey spiega a Madoka come in realtà la sua razza e quella degli esseri umani non siano tanto diverse. In effetti basta solo riflettere un attimo sul tipo di società in cui viviamo e da soli possiamo arrivare a capire quanto Kyubey abbia ragione.

Diciamo che se dovessi parlare di tutte le mie parti preferite o di ciò che è rappresentativo di tutto ciò che ho descritto sopra rimarrei a scrivere per ore, poiché ho amato dall’inizio alla fine, ogni dettaglio. Ma dato che non si può fare, mi limiterò a saltare alla parte finale dell’opera, alla parte più profonda e affascinante secondo me.

Madoka infatti alla fine dell’anime diventa una maghetta, accetta il patto con Kyubey esprimendo un desiderio che cambierà le regole dell’universo, citandola: “Voglio eliminare tutte le streghe… prima che vengano generate. Tutte le streghe di tutto l’universo, del passato e del futuro… con le mie mani…”

Madoka con questo desiderio, poiché cambia le regole universali perde la sua essenza di essere umano e diventa a tutti gli effetti un concetto, si eleva a posizione divina, diventa la speranza stessa di un cambiamento, di un miglioramento nel mondo. La sua forza di volontà e la sua speranza che mai hanno vacillato durante lo scorrere degli eventi, nonostante le apparenze, le ha dato la forza per sacrificarsi per un “mondo migliore”. Nessuno infatti si ricorderà mai di Madoka, come se non fosse mai esistita.

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Una bellissima fanart della versione divina di Madoka

Insomma tirare in ballo la trasformazione di un essere umano in puro pensiero è qualcosa di impressionante secondo il mio punto di vista, un finale innovativo e profondo, con quel riflesso filosofico che affascina e stupisce.

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Una delle ultime pagine del manga, dove è presente la frase di Homura, sulla colonna di destra

Ma anche alla fine, nonostante tutto, l’opera ci ricorda come ogni sacrificio sia a suo modo vano, ci ricorda come nulla può cambiare completamente il destino dell’uomo. Alla fine infatti, anche se le streghe ormai non esistono più, le ragazze magiche continuano a combattere nuove minacce, nuovi mostri che incombono, e Homura stessa ci ricorda: “Questo è un mondo senza speranze di salvezza in cui si perpetuano tristezza e odio…” e niente e nessuno potrà cambiarlo.













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Luca Brajato
Appassionato della psiche umana unisco questo mio interesse alle altre mie passioni: videogiochi, anime e manga. Sono uno scrittore in erba alla continua ricerca di ispirazione.

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