venerdì, 24 Maggio 2019

Anime, Film e Serie TV

Michiko & Hatchin: l’anime più sottovalutato di sempre

Fa male. Fa molto male che una tale opera non sia conosciuta o apprezzata come dovrebbe. Fa male che, molte volte, chiunque si ritenga un grande appassionato di anime, anche solo degli ultimi anni, non abbia mai sentito parlare di questa serie.
Perché Michiko & Hatchin, anime del 2008 di 22 episodi creato da Sayo Yamamoto (La donna chiamata Fujiko Mine, Yuri on Ice) e prodotto dalla Manglobe, è un piccolo capolavoro. Forse non il miglior anime mai realizzato, ma sicuramente meritevole di un’attenzione maggiore di quella assai povera che ha adesso.

56253 960x540 - Michiko & Hatchin: l'anime più sottovalutato di sempre

Nelle bollenti e malfamate regioni del Sud America, la piccola Hana, bambina orfana seviziata dalla sua famiglia adottiva, un giorno viene rapita da Michiko Malandro, attraente donna intenta a riportare la bambina da suo padre, Hiroshi Morenos, una sua vecchia fiamma. La fuorilegge chiama la bambina Hatchin, diminutivo giapponese di Hana, e le due iniziano un viaggio nel quale dovranno imparare a fidarsi l’una dell’altra, mentre cercano di ritrovare Hiroshi, anche a costo di chiedere informazioni al criminale più pericoloso del Paese, Satoshi Batista. Nel frattempo, sulle loro tracce ci sarà la poliziotta Atsuko Jackson, una Zenigata al femminile intenzionata a catturare la donna.

diversity michiko atsuko 1024x576 960x540 - Michiko & Hatchin: l'anime più sottovalutato di sempre

Come si evince, il punto focale non è tanto la trama quanto il rapporto tra le due protagoniste: sono due personaggi molto simili e al contempo diversi: entrambe hanno vissuto una vita difficile e hanno dovuto lottare per sopravvivere, seppur una per molto meno tempo, e ciò le ha rese molto impulsive e a volte scontrose, ma mentre Michiko è preoccupata per la vita della piccola Hatchin, la bambina vuole tentare in tutti i modi di ritrovare suo padre, per avere una speranza di una vita migliore di quella che aveva sofferto fino ad allora.

Litigano, si perdonano, si amano, si odiano, ma in fondo hanno bisogno l’una dell’altra. Da perfette sconosciute arriveranno ad allacciare un rapporto da sorelle, o anche da madre e figlia. Interessante notare che nel primo episodio Michiko dice apertamente di essere la madre di Hana, ma tale fatto non è mai confermato o smentito negli episodi successivi. Ma diciamoci la verità, non avrebbe la minima importanza saperlo o meno, perché il legame di sangue non basta per fare una famiglia.

michiko and hatchin part 1 05 - Michiko & Hatchin: l'anime più sottovalutato di sempre

La colonna sonora è curata dal Maestro Shinichiro Watanabe (Cowboy Bebop, Samurai Champloo, Terror in Resonance), il quale non si smentisce mai: il suo stile jazz contornato da sfumature pop e a tratti psichedeliche e oniriche si sposa perfettamente con la storia e le tematiche affrontate, e contribuisce a dare all’anime un sapore più autoriale.

L’ambiente è assai realistico, seppur si capisca sia fittizio: una specie di Brasile creato ex-novo, con bande di assassini, favelas, prostitute e squallidi quartieri malfamati. La stessa Yamamoto si è detta affascinata e al contempo spaventata da quei luighi nei quali aveva fatto un viaggio diversi anni prima, e ciò le aveva dato lo spunto per creare la storia. Stona un po’ che qualunque personaggio incontrato abbia nome giapponese e cognome latino americano, ma è una sottigliezza trascurabile, come i personaggi italo-giapponesi in B: The Beginning.

1363533 Japanese KeyArt OfficialVideoImage d1fd0bba f15c e711 8175 020165574d09 960x540 - Michiko & Hatchin: l'anime più sottovalutato di sempre

Come in Lupin III (ironico che la Yamamoto ne abbia diretto un’intera stagione) e Cowboy Bebop, la serie non segue una storia lineare, quanto più delle storie autoconclusive, ognuna con una tematica a sé stante, ma senza mai dimenticarsi quale sia il suo fine. Ognuno dei 22 episodi si prende il suo tempo, con dialoghi ricchi di silenzi, campi larghi che abbracciano quest’ambiente ricco di atmosfera e anima.
Il passato dei personaggi è presenttato attraverso l’utilizzo sempre frequente di flashback, senza per forza bisogno di raccontare i fatti in dialoghi inutili. Ciò porta lo spettatore ad empatizzare più facilmente con le protagoniste, contando anche il fatto che persone simili potrebbero tranquillamente esistere.

michiko hatchin featured image 960x542 - Michiko & Hatchin: l'anime più sottovalutato di sempre

L’animazione è a dir poco incredibile. I movimenti sono fluidi e dinamici, i disegni sono puliti ed i colori variagati e scintillanti come se fossero stati appena laccati, qualcosa di maestoso per un’opera del 2008, ed impressionante ancora oggi, i tratti dei personaggi sono assai realistici per un’opera animata. Esempio forse eccessivo ma significativo: il seno di Michiko.

[…] il modo in cui sembra non indossi il reggiseno. Ma non come si vede tipicamente negli anime, cioè quei seni idealizzati, che somigliano più a dei sederi; i suoi cadono in modo abbastanza naturale. […]
(Sayo Yamamoto, 2018)

Anche il doppiaggio è stato reso assai bene, seppur sia preferibile la versione in DVD della Dynit, poiché presenta dialoghi non censurati.

M H 10 20150921003409 960x520 - Michiko & Hatchin: l'anime più sottovalutato di sempre

Ora, la domanda sorge spontanea: con tutti questi pregi, com’è possibile che tale anime sia così sottovalutato?
I motivi sono molteplici. Sarà per l’ambientazione e le tematiche troppo realistiche, sarà perché il pubblico non è pronto per un meisaku moderno, sarà per i personaggi complessi e non stereotipati, sarà perché sono notabili le prese di ispirazione di altri anime. Come detto prima, fa quasi male che per questi, e forse altri motivi, molti ancora non lo conoscano. Fatto sta che Michiko & Hatchin resti  una vera e propria perla nel mondo dell’animazione nipponica degli ultimi anni che chiunque dovrebbe vedere, per gustarsi un viaggio di sopravvivenza, di fiducia, di amicizia e di famiglia.

  Articolo precedente

Film, Film e Serie TV

Buon X-Men day a tutti!

Scritto da Gerardo Attanasio

Articolo successivo  

Anime, Film e Serie TV

Classifica migliori anime Yuri secondo i giapponesi…ma ora ve la faccio io

Scritto da Luca Brajato

Send this to a friend