venerdì, 19 Luglio 2019

Anime, Film e Serie TV

Neon Cannarsi Evangelion ep.II: “forma dell’adattamento, forma del doppiaggio”

Dopo l’esplosione di odio per il nuovo adattamento Netflix e le varie interviste a Cannarsi, si fa avanti un nuovo protagonista della vicenda: Fabrizio Mazzotta, il direttore del doppiaggio della serie.

Evangelion, nell’ultima settimana ha monopolizzato il mondo delle notizie a tema nerd: a causa di un adattamento osceno in italiano (e sembra notevolmente brutto nel resto del mondo) e delle conseguenti risposte da parte di Gualtiero Cannarsi, che tenta da giorni di giustificare le sue assurde scelte, talvolta dando anche indirettamente la colpa ad altri. Ieri, sul quotidiano La Stampa ha rilasciato un’intervista l’altro protagonista della vicenda: un nome leggendario nel mondo del doppiaggio e non solo: Fabrizio Mazzotta.


Doppiatore, adattatore, direttore del doppiaggio e fumettista, Mazzotta ha dato la voce a moltissimi personaggi del mondo dell’animazione e non solo, (Eros da C’era una volta Pollon o Krusty il Clown ne I Simpson, per citare quelli più famosi) divenendo poi un affermatissimo direttore del doppiaggio, che si ritrovò tra le mani un incredibile progetto nel 1997: Neon Genesis Evangelion.

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Mazzotta, per la precisione, adattò personalmente i primi sei episodi dell’anime (lasciando poi il ruolo proprio a Gualtiero Cannarsi) e diresse il doppiaggio dei primi undici episodi, per poi passare ad altro. Tuttavia la sua storia con il mondo di Eva non era assolutamente finita lì, anzi: diresse il doppiaggio anche di The End of Evangelion e della saga dei Rebuild: Evangelion 1.0, 2.0 , 3.0 e, presumibilmente, dirigerà anche la localizzazione del tanto atteso 3.0+1.0.

Cosa c’entra Mazzotta però con il “Cannarsigate”? Semplice: Mazzotta è stato chiamato a dirigere anche il famigerato riadattamento per Netflix, ad opera della VSI, una società esterna alla piattaforma, che ha ridoppiato il leggendario anime in tutto il mondo. E a seguito delle numerose polemiche, ha rilasciato un’intervista in cui esprime il suo punto di vista sulla faccenda:


Nella visione di VSI, Evangelion è una serie molto specifica che si rivolge a un pubblico specifico. e l’idea, secondo me, è sbagliata. Non si può pensare che visto che parliamo di cartoni giapponesi, ci rivolgiamo a un pubblico particolare, con interessi particolari, che ha bisogno di un linguaggio particolare. Perché non è così»

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E invece.

Pareperò che all’inizio la scelta di Cannarsi non fosse stata accolta male. «Perché io non potevo occuparmi dei dialoghi, essendo in sala di doppiaggio», dice Mazzotta. «E perché, ai tempi dell’edizione televisiva, Gualtiero aveva scritto la maggior parte degli episodi. L’unica cosa che aveva chiesto era di poter rivedere i copioni. E dopo vent’anni, era una richiesta più che legittima».

Mai errore fu più grande. «Pensavamo che il lavoro sarebbe proceduto velocemente. In realtà Gualtiero ha riscritto i copioni daccapo, facendoci perdere anche tempo rispetto alla tabella di marcia che ci eravamo imposti e che chiedeva Netflix». Alcuni turni di doppiaggio sono stati saltati e una settimana, circa, è stata persa. «Ma questo è il meno. Il vero problema è stata la riscrittura. Perché farraginosa, difficile, incomprensibile. Apostoli o angeli non importa», insiste Mazzotta. «Ha anche un motivo e Gualtiero l’ha spiegato. Il linguaggio, invece, è così involuto e complicato, che ha creato anche dei problemi in sala. Mi creda se le dico che, a un certo punto, i doppiatori volevano abbandonare la serie perché non riuscivano a lavorare e perché non volevano rimetterci la faccia» . Wow.

Il problema, secondo Mazzotta, è stata la forma espressiva scelta da Cannarsi. «Mi va bene che alcuni personaggi parlino in maniera aulica, ma puoi trovare comunque delle frasi comprensibili per tutti». Lancia infine una “frecciatina” al collega, affermando: “Certo che l’opera è importante, ma siccome è così importante devi farla conoscere al pubblico nel migliore dei modi. Tu – doppiatore e adattatore – lavori per il pubblico. Non per te stesso».

E voi? Da che parte state? Ma sopratutto, cosa ci aspetterà nella prossima puntata? Seguiteci per ulteriori sviluppi! L’emozione continua!

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“Aspetta, come parliamo, scusa?!”

Si ringrazia La Stampa e Giammaria Tammaro per l’articolo originale.

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