sabato, 4 Luglio 2020

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Netflix annuncia la serie live action basata sul manga: Alice in Borderland

Una serie tv live action basata su un manga nonchè anime alquanto interessante che prende ispirazione dal capolavoro di Lewis Carroll: “Alice nel paese delle meraviglie”.

220px Alice in Borderland cover - Netflix annuncia la serie live action basata sul manga: Alice in Borderland
La copertina del primo volume del manga

Proprio oggi Netflix Japan ha annunciato che rilascerà sulla piattaforma una serie live-action basata sul manga nonchè anime: Alice in Borderland (Imawa no Kuni no Alice). Shinsuke Satō (live-action di Bleach, film-anime Oblivion Island) è addetto alla direzione della serie tv, mentre Yoshiki Watabe e Yasuko Kuramitsu stanno scrivendo le sceneggiature con l’aiuto di Satō. Dati i nomi alla direzione e qualche altro dettaglio, deduco che la serie sarà una produzione interamente giapponese. Non che sia un difetto, mettiamolo in chiaro. Sinceramente però, nessuno dei live-action giapponesi presenti su Netflix mi entusiasma particolarmente e ho paura che anche questo possa rivelarsi al di fuori dei miei gusti.

Sarebbe però un vero peccato, dato che la trama di questo manga da cui sarà tratto il serial sembra veramente interessante. Il manga è stato scritto da Haro Aso per un totale di 18 volumi, pubblicati tra il 2010 e il 2016. Purtroppo l’opera scritta come anche l’anime sono inediti in Italia. Spero vivamente che almeno il serial possa arrivare sugli schermi di Netflix Italia (ma sono abbastanza sicuro di sì).


Il manga è incentrato sulla figura di Ryōhei Arisu (il cognome si pronuncia come il nome “Alice” in giapponese), uno studente liceale, irritato dalla sua noiosa vita di tutti i giorni. Una notte, decide di fare un giro in città in compagnia dei suoi pessimi amici Karube e Chōta. Quella sera dei bellissimi fuochi d’artificio decoravano il cielo, quando improvvisamente uno di questi fuochi in particolare è sembrato davvero molto vicino e molto grande ai tre ragazzi. Dopo aver riposto nuovamente l’attenzione allo spazio intorno a sè, Ryōhei nota che nessun altro è nei paraggi. I tre giovani si rendono conto di trovarsi in un mondo diverso, uguale al nostro, ma come distrutto e abbandonato, dove saranno costretti a partecipare ad un gioco di sopravvivenza. Ryohei, Karube e Chota devono combattere per sopravvivere e nel frattempo riuscire anche a trovare una via per tornare al loro mondo.

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Ryohei in una scena dell’anime

Quello che fa Aso è prendere una favola molto conosciuta ed amata e trasformarla in qualcosa di angosciante e terribile, partendo già comunque da una base interessante. Il racconto di “Alice nel paese delle meraviglie” infatti altro non è che, in fondo, un viaggio delirante e psichedelico di una giovane annoiata. Partendo da questo presupposto è poi facile dargli una connotazione semplicemente più cupa.


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Io non ho mai letto il manga nè visto l’anime purtroppo essendo inediti nel nostro paese, ma date le premesse che conosco mi sento di poter dire due cose. Prima: questa serie può rivelarsi geniale nella sua poca innovazione (gli “hunger games” sono arrivati veramente all’abuso) se sarà capace di aggrapparsi ai giusti appigli, magari andando a darci una visione generale della psiche dei protagonisti e inserendo elementi comuni alla più conosciuta storia di Alice. Magari creando delle similitudini con l’universo del “Paese delle meraviglie”, analizzandole dal punto di vista più “dark” e facendole quindi sue all’interno della serie. L’altra cosa che sento di dirmi è che invece dall’altra parte, potrebbe rivelarsi un fiasco totale, rivelandosi una delle tante serie tv con un battle royale mal fatto e poco avvincente. Il rischio è veramente dietro l’angolo.

Detto ciò anche se non sono particolarmente fan delle serie tv giapponesi, penso che a questa darò sicuramente una possibilità, a meno che non arrivi prima in Italia l’anime o almeno il manga.


E voi invece? Cosa ne pensate? Conoscevate l’anime in questione?

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Luca Brajato
Appassionato della psiche umana unisco questo mio interesse alle altre mie passioni: videogiochi, anime e manga. Sono uno scrittore in erba alla continua ricerca di ispirazione.

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