venerdì, 19 Luglio 2019

Anime, Arte e Cultura, Film e Serie TV

Parliamo del Giappone: il magico mondo del crossdressing

Un tuffo nella storia, nel mondo e nella rappresentazione in anime e manga di questo particolare, affascinante e meraviglioso hobby: il crossdressing

In Giappone moltissimi ragazzi hanno un hobby che si può definire particolare: il crossdressing, che consiste nel vestirsi con indumenti tipici/iconici del sesso opposto. Questi ultimi vengono definiti  josō danshi ( giovane ragazzo in abiti femminili”) oppure otoko no ko (“figlia maschio”). 

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Questo hobby include ovviamente anche le donne, esistono infatti le dansō (“vestirsi da uomo”), che sono appunto donne che si travestono da uomini.


Un fenomeno, nonché hobby, che affonda le sue radici nella cultura e nella storia giapponese, in particolare, nel teatro

Il teatro Kabuki (termine formato da tre ideogrammi: 歌 ka – canto, 舞 bu – danza, 伎 ki – abilità) nasce leggendariamente nel 1603, facendo riferimento alle danze eseguite, sulle rive del fiume Kamo a Kyōto, da un gruppo di danzatrici sotto la guida di Izumo no Okuni. Originariamente infatti questo tipo di teatro contava tra gli attori soltanto interpreti femminili. Più avanti nella storia però, per motivi legati alla moralità, si era deciso di far esibire soltanto attori di sesso maschile. Questa scelta ha ovviamente portato alla conseguenza di far interpretare anche i ruoli femminili agli uomini. Questi ultimi, specializzati nei ruoli femminili venivano chiamati: Onnagata

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Un onnagata

Dall’altra parte abbiamo invece il teatro Takarazuka in cui sono presenti soltanto attrici. Questo tipo di teatro nasce nel 1913 proprio a Takarazuka, punto terminale della linea ferroviaria. Il presidente della società “Hankyu Railways” di allora, Ichizo Kobayashi, volendo pubblicizzare la ferrovia, ebbe l’idea di attirare la clientela mettendo in scena delle rappresentazioni di musical occidentali usando solo giovani donne.


Il successo fu immediato e nel 1924 il gruppo ebbe un teatro tutto suo dove mettere in scena i suoi spettacoli. Nel 1974 ci fu la prima rappresentazione del suo successo più grande, che portò molta fortuna, non solo in patria, ma anche all’estero: Berusaiyu no Bara (“La Rosa di Versailles”) tratto dal manga di Ryoko Ikeda. E sappiamo tutti come Lady Oscar sia l’emblema del crossdressing nell’universo dell’animazione e della fumettistica giapponese. Anche qui, troviamo una differenziazione in due categorie principali: quelle che interpretano ruoli maschili, prendono il nome di Otokoyaku e quelle specializzate in ruoli femminili, Musumeyaku.

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Alcune scene dello spettacolo

Questa la premessa. Da qui ovviamente questo universo si è espanso andando ad intaccare la quotidianità di molte persone e anche le nuove forme di intrattenimento come anime e manga.

Partiamo da come questo fenomeno si sia ormai cementificato nella vita di tutti i giorni di molti abitanti giapponesi. 

Nel nostro amato Giappone infatti, sono presenti moltissimi cafè chiamati Maid cafè o Butler cafè. No, non sono quelli classici che pensate voi, nel senso, sì, sono quelli ma con l’aggiunta del crossdressing. In molti di questi locali infatti (comunque sempre segnalati) le maid sono in realtà ragazzi vestiti da carinissime maid mentre negli altri, sono invece le ragazze a diventare degli eleganti butler. I primi sono chiamati Josō danshi cafè i secondi Dansō cafè. Questo tipo di locali sono molto frequentati sia dai turisti che dagli abitanti stessi e si possono trovare in gran quantità soprattutto nel quartiere di Akihabara.

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Butler di un danso cafè

Il motto delle josō danshi è: “vogliamo essere carine, non delle ragazze!” Un motto interessante che racchiude un significato e una profondità maggiore di quella che può sembrare a primo acchito. Questi giovani uomini infatti, con il crossdressing non esprimono il loro desiderio di essere donne, quest’ultima infatti è una faccenda molto diversa che rientra nella categoria della transessualità/transgender

Il voler diventare o meglio, sentirsi donna ma nel corpo sbagliato, è proprio tutto un altro paio di maniche. Anche se spesso le due cose vengono confuse portando ad un’estremo caos e andando ad aumentare l’ignoranza nel campo di queste tematiche. I crossdresser hanno soltanto il desiderio di vestirsi con indumenti carini e spesso appariscenti, che purtroppo soprattutto in Giappone vengono relegati al reparto femminile dei negozi di vestiario. Questi ragazzi vogliono soltanto uscire dalla monotonia e indossare vestiti colorati e divertenti, truccarsi ed indossare parrucche per sentirsi carini e pucciosi. Tutto qua.

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Due maid di un joso danshi cafè

C’è inoltre da precisare che molti di questi ragazzi sono etero. Sì, l’orientamento sessuale anche qui non c’entra. Non bisogna infatti essere gay per volere essere kawaii o sbaglio? No, ovvio che non sbaglio.

La stessa cosa vale comunque anche per la loro controparte femminile. Non sono transessuali e spesso neanche lesbiche. Sono soltanto donne a cui piace indossare vestiti tipicamente considerati maschili. In particolare, come già detto, completi da maggiordomo et similia. Quegli indumenti insomma che sono la rappresentazione più canonica possibile dell’abbigliamento maschile. 

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Purtroppo è ovvio che la maldicenza verso questo hobby tocchi di più gli uomini che le donne. Queste ultime infatti anche nella quotidianità possono indossare più liberamente abiti maschili, mentre gli uomini appena provano ad uscire dalla loro monotonia di vestiario magari con una gonna o un top, vengono subito additati e giudicati. Su questo purtroppo in Occidente siamo fermi allo stesso punto. Forse stiamo facendo qualche passo in avanti ma molto, molto lentamente.

La storia però non finisce qui, anzi, migliora.

Esistono infatti dei locali appositi in cui i proprietari mettono a disposizione vestiti di ogni sorta (quelli più kawaii possibili), trucchi e parrucche per tutti quei clienti (sia maschi che femmine) che hanno voglia di passare qualche ora vestiti in modo incredibilmente grazioso e carino in compagnia di altri appassionati. In questi bellissimi locali, l’intero personale è totalmente discreto e pronto a dare consigli ed aiutare qualsiasi persona sia alle prime armi in questo campo.

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Sito di uno di questi locali

Ci tengo a sottolineare che questi luoghi non nascono per tenere segreto questo tipo di hobby o come luogo chiuso per nascondersi dal mondo, anzi, nascono per dare supporto ed aiutare chi è alle prime armi e per condividere con altri appassionati i propri look e, infine, per far vedere al mondo intero la propria bravura e pucciosità. In questi posti infatti è possibile affittare anche per qualche giorno gli outfit indossati oppure truccarsi ed imparruccarsi per poi andare in giro a sfoggiare i propri bellissimi look da maid, idol, o quello che preferite.

Questi posti nascono quindi anche con l’obiettivo di far conoscere questa passione e per cercare di sdoganarla in un Paese che spesso fa ancora fatica ad accettarla, guardandola di malocchio e giudicandola.

Concentriamoci ora però, per un attimo, sulle figure delle danso, la controparte femminile appassionata di crossdressing. Esistono un’infinità di gruppi musicali composti da queste figure. Insomma sono delle vere e proprie boy band formate però da donne. E tutti sanno che sono donne eh. Figuratevi che moltissime giovani sono fan sfegatate di questo tipo di band, così tanto da definire le danso un ideale di ragazzo “troppo perfetto per essere vero”.

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Una famosa boy band formata da danso

Probabilmente sono proprio queste stesse ragazze (o anche alcuni ragazzi) che usufruiscono di uno di quei tipici strani servizi che il Giappone, in questo caso particolare Tokyo, offre. Con questo servizio (a pagamento ovviamente) in particolare, infatti, si ha la possibilità di passare una serata con uno a scelta dei membri (tutte danso) presenti all’interno di uno specifico locale, parlando, bevendo e passando il tempo. Il Club Mistral è uno di questi locali, definito appunto un “boyish entertainment club“.

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L’elenco delle ragazze danso tra cui scegliere per passare una serata

Voglio però ora invece raccontarvi un episodio divertente che vede come protagonista un giovane e famoso joso danshi. Elmon_0715 è il nome dell’account Twitter di questo ragazzo, conosciuto per essere bravissimo nell’arte del crossdressing. Su questo profilo posta infatti tutte foto in cui è truccato e vestito alla perfezione in tutta la sua pucciosità. Il giovane ha sempre tenuto questo account nascosto ad amici e parenti. Per puro caso però, un giorno un suo amico ha scoperto la sua vera identità. Elmon_0715 ha infatti postato sul suo account uno screenshot della conversazione avvenuta tramite chat fra lui e il suo conoscente, il quale gli ha promesso di non rivelare a nessuno il suo segreto… a patto che il ragazzo uscisse con lui, vestito da donna, per un appuntamento.

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Il talentuoso crossdresser a sinistra, paragonato alla sua controparte disegnata

Chissà se poi tra i due è sbocciato l’amore. Chi lo sa. La parte divertente però, è che in poco tempo questa storia ha fatto il giro del web e un mangaka in erba ha deciso di disegnarci sopra una doujinshi.

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La copertina. Non vi preoccupate, non è davvero vietata ai minori xD

L’artista in questione è Thebakex2 che ha postato sul suo profilo Twitter la copertina di questo suo speciale lavoro dal titolo “There’s No Way My Friend Can Be This Cute!” che ritrae il giovane crossdresser insieme al suo amico. Ha successivamente poi postato sempre su Twitter, le due pagine da lui disegnate, che raccontano in vignette questo simpatico episodio. Il protagonista della storia ha deciso di ritwittare queste immagini, facendo capire di aver apprezzato il gesto e di essersi fatto due risate.

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Il resto della doujinshi. Pagina 1 a sinistra, pagina 2 a destra

In questo articolo, che fa parte della rubrica “Parliamo del Giappone“, stiamo parlando di un altro elemento della quotidianità di alcuni abitanti giapponesi che va ad inserirsi perfettamente nell’universo degli anime e dei manga

Come ho accennato prima, troviamo l’esempio più iconico del crossdressing nell’anime di Lady Oscar. Oscar è infatti una ragazza cresciuta dal padre come un uomo per motivi di politica e discendenza. Oggi io qui però non vi parlerò della meravigliosa Rosa di Versailles, vi porterò infatti ad esempio altri anime forse un po’ meno conosciuti ma che rappresentano al meglio ciò di cui sto parlando.

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Maria Holic. Ve ne ho parlato brevemente in questo articolo che ho scritto qualche tempo fa, vi rinfresco comunque la memoria.

Una giovane ragazza lesbica Kanako Miyamae inizia a frequentare un liceo femminile nella speranza di riuscire a trovare la sua anima gemella tra un epistassi e l’altra (sì, negli anime quando i personaggi un po’ pervy vedono qualcosa che li eccita hanno un’epistassi. Questa è cultura generale andiamo, che ve lo spiego a fare). Non dimentichiamo poi che la ragazza ha una vera e propria allergia per i ragazzi. Sì, se la toccano le viene un eruzione cutanea. La giovane riesce nel suo intento trovando la donna della sua vita nella compagna di stanza Mariya Shidō. Il problema è che la sua compagna di stanza è in realtà un ragazzo… o meglio un crossdresser un po’ sadico, ma simpatico.

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La nostra dolce Kanako

Sì, è un ragazzo travestito da donna. Ma perché mai sta frequentando un liceo femminile? Perché è un pervertito e vuole spiare le altre ragazze? Perché ha il terribile obbiettivo di conquistarle tutte? No.

Semplicemente sta seguendo i desideri della nonna che ha imposto una sfida a lui e alla sua gemella. Chi vince la sfida potrà diventare direttore sia della scuola femminile che di quella maschile (situata accanto a quella femminile), carica che era stata fino a quel momento appunto della nonna. Insomma alla fine è un motivo nobile, poi il fatto che sia un sadico psicopatico nei confronti della protagonista, questo è un altro paio di maniche che rende il personaggio soltanto più meraviglioso di quanto già non sia. Anche se in realtà Mariya è una bella persona, sul serio, guardate l’anime e lo scoprirete.

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Mariya all’estrema sinistra, alla sua destra la sua cameriera. Poi sono presenti altri personaggi della serie in basso a destra Kanako con un’epistassi.

PICCOLA PARTE SPOILER!!!

(presente nello spazio delimitate dalle lineette)

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La sfida riguarda anche la sorella gemella no? E dove sta? Bhe ovvio, nell’istituto maschile. La sfida infatti consiste nel riuscire a completare la carriera scolastica senza che nessuno si accorga del tranello. La gemella Shizu Shidō, frequenta infatti la scuola maschile travestita da ragazzo. Qui abbiamo ben due crossdresser che rappresentano sia la parte femminile che quella maschile. Ottimo direi! Aggiungo: Marya non è gay (infatti ad un certo punto sembra provare qualcosa per la nostra protagonista) e la sua gemella non è lesbica.

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Shizu a sinistra e Mariya a destra

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Volete un altro esempio? Love Stage.

Questo è un anime di genere yaoi in cui i protagonisti sono due giovani ragazzi: Izumi e Ryoma. Il primo è più timido, schivo ed insicuro, sotto la pressione di una famiglia di artisti di indicibile bravura. Il secondo invece è sicuro di sé, proveniente anche lui da una famiglia di artisti, ma al contrario di Izumi, Ryoma riesce a stare dietro alla sua eclettica famiglia

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Izuma e Ryoma

Izumi sogna di diventare un famoso mangaka ed adora l’anime Magical Girl Lala-Lulu. Un’altra cosa che adora? Travestirti come la protagonista dell’anime, con quell’outfit rosa ed incredibilmente carino! Ma la sua esperienza con il crossdressing inizia già dalla tenera età. Infatti, durante le riprese di uno spot pubblicitario con protagonisti i suoi genitori, in mancanza di una bambina per una parte, hanno acconciato e vestito il piccolo Izuma come una tenera bambina. Dopo un breve momento di imbarazzo alla fine stare in quei panni non lo faceva sentire poi così a disagio. 

Ah, e volete sapere la cosa divertente? Ryoma si è innamorato di Izuma proprio durante quello spot, dato che era lui l’altro bambino che doveva recitare insieme a quest’ultimo. Non sapeva fosse un maschio in realtà. Lo scoprirà poi in età adulta ma questo non lo fermerà. Dopo un momento di smarrimento a causa della scoperta, infatti, capirà che ci si innamora della persona, del suo carattere, della sua anima e non meramente del corpo.  Un bellissimo messaggio che non mi stuferò mai di vedere rappresentato.

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Ryoma e Izumi da bambini nello spot pubblicitario


Ne volete un altro? Otome wa boku ni koishiteru. Un giovane ragazzo, Mizuho Miyanokouji, è obbligato moralmente a seguire gli ultimi desideri contenuti nel testamento dell’ormai defunto nonno. Il principale desiderio? Il ragazzo deve frequentare una scuola femminile, l’accademia Seio. Il giovane allora, inizialmente riluttante, si traveste ed inizia la sua carriera scolastica in questo prestigioso istituto. Dopo un periodo di totale panico e disagio, il ragazzo si ritroverà completamente a suo agio in quei panni. Si sentirà carino ed integrato, anche quando alcune compagne scopriranno il suo segreto. Queste ultime, infatti, manterranno il segreto e costruiranno con Mizuho un rapporto di fiducia e profonda amicizia (e con qualcuna anche qualcosa di più di amicizia).

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Mizuho. Mi sembra alquanto sicuro del suo aspetto sì xD

P.S. Ma poi scusate, cos’è questa cosa che tutti i nonni giapponesi vogliono far frequentare istituti femminili ai nipoti e istituti maschili alle nipoti? WTF?!

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L’universo degli anime e dei manga è pieno di questo tipo di personaggi, che sì, spesso, soprattutto negli hentai, vengono sessualizzati allo stremo, finendo per diventare veri e propri oggetti sessuali. Nel resto degli anime però, in quelli più classici e tranquilli, questo tipo di personaggi fa parte della normalità, sono come tutti gli altri, soltanto con un hobby un po’ diverso rispetto ai più canonici e, spesso, come nel caso di Maria Holic, con personalità veramente esuberanti. Ma niente di più.

L’elemento che unisce questo aspetto nella realtà e nell’universo degli anime è sicuramente la figura del crossplayer (unione tra la parola crossdresser e cosplayer). Queste persone infatti realizzano cosplay di personaggi degli anime opposti al loro genere di nascita. I maschi le ragazze e viceversa.

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Crossplayer di Sailor Neptune. Bellissimo.

La maggioranza di questo tipo di cosplayer prende sempre molto seriamente la cosa, andando a studiare nel dettaglio il personaggio e cercando di imitarlo alla perfezione. L’obiettivo non è quello becero di “sembrare una vera ragazza o un vero ragazzo”, l’obiettivo reale è quello di riuscire a catturare l’essenza di quel personaggio animato e riuscire a rappresentarlo al meglio. Compito per nulla semplice, soprattutto quando il personaggio in questione è del tuo sesso opposto.

In Giappone è particolarmente conosciuto un crossplayer dal nome: Ladybeard. Quest’ultimo è stato un pro-wrestler e si è buttato nella carriera di crossplayer soltanto da qualche anno. È diventato poi così famoso, grazie alla sua bravura nelle esibizioni ed interpretazioni, che un’agenzia ha voluto metterlo a capo di una band più o meno metal composta da lui e altre due giovani ragazze. Vi lascio qui sotto il video musicale di una loro canzone… magia pura… Mi chiedo se riuscirete a capire quale tra le tre è Ladybeard.


Il crossdressing è una realtà particolare e ricca di sfaccettature che non mancano di inserire anche nelle opere di finzione proprio come anime e manga, andando a rappresentare a grandi linee ciò che si trova nella realtà di tutti i giorni di un Paese eclettico, ma a tratti purtroppo ancora così bigotto come il Giappone. 

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Luca Brajato
Appassionato della psiche umana unisco questo mio interesse alle altre mie passioni: videogiochi, anime e manga. Sono uno scrittore in erba alla continua ricerca di ispirazione.

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