lunedì, 21 Ottobre 2019

Film e Serie TV, Recensioni Serie TV

Carnival Row piace, ma non convince completamente

Qualche giorno fa, visto che erano passati ormai passati alcuni giorni dalla pubblicazione della serie su Amazon Prime Video, ho deciso di vedere tutti gli episodi di Carnival Row per potermi gustare senza troppe pause la nuova opera tanto attesa con protagonisti Orlando Bloom e Cara Delevigne. Grandi interpreti, una storia che fino all’uscita non si capiva bene rimanendo non comprensibile e l’ambientazione ottocentesca mi avevano fatto salire l’hype alle stelle, sceso completamente dopo i primi episodi.

Ma Carnival Row quindi è una serie brutta? Assolutamente no, però le cose che non vanno sono molte. La serie è anche bella, solo che manca qualcosa al tutto, un qualcosa che rende l’opera noiosa in alcuni tratti, già vista e insensata in altri. L’intento di fare bene c’è, la voglia di renderla la serie fantasy dell’anno anche, ma la buona volontà e i soldoni non bastano, serve ancora qualcosa di più. ATTENZIONE, DA QUESTO MOMENTO CI SARANNO SPOILER.


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La serie parte abbastanza malino. L’ambientazione fantasy rende abbastanza (anche se a mio parere è troppo scura), con una città (chiamata Burgue) popolata da umani e da fatati, esseri che scappano dalla persecuzione di un qualche regno chiamato il Patto che li perseguita. Tutti andranno poi a Burgue, venendo però disprezzati dagli umani, che troveranno ogni occasione possibile per provocargli qualche torto. La Row del titolo non è altro che una specie di ghetto in cui questi fatati, chiamati in modo dispreggiativo bruti, vivono.

La cosa forse a tratti più interessante è la trama basata su Rycroft Philostrate, detective che si batte anche per i fatati, e su Vignette, fata con cui Philo ha avuto una storia durante la guerra e arrivata a Burgue da pochissimo tempo e rancorosa con l’uomo, che credeva morto. Ecco diciamo che questa parte, almeno quella in cui il detective indaga, è forse la migliore dei primi episodi. Andando avanti però, tutte le varie storyline si mischiano in modo abbastanza casuale.


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Abbiamo infatti anche delle scene che riguardano la politica della città, con il cancelliere, la moglie pazza e il figlio inizialmente stupidotto che fanno cose. Abbastanza noiosa e piena di intrighi strani, con la moglie che rapisce il figlio e dice che è stato il nemico del cancelliere e bla bla, roba vista decine e decine di volte. E poi ci sta la storia di due personaggi (fratello e sorella) per cui Vignette inizia a lavorare, per poi scappare poco dopo, che fanno la conoscenza di un satiro (i Puck) che diventa anche il loro vicino. Tra lo shock e l’odio per il diverso poi la sorella e il satiro si innamorano e bla bla, roba già vista anche qui.

E poi Philo e Vignette che si odiano ma in realtà si amano, Philo che in realtà è un mezzosangue lo accusano di omicidi poi in realtà no e salva tutto lui e… c’è bisogno che continuo? Roba già vista, anche qui. Quindi qual è il problema di Carnival Row? Che tutto sa di vecchio, i personaggi secondari potevano anche essere scritti meglio e le azioni dei personaggi sono fatte a caso. Ma tutto ciò però è raccontato abbastanza bene, non da capolavoro, ma ancora ancora in modo godibile.

Anche l’identità del “killer” è stata abbastanza una sorpresa, anche se secondo me le motivazioni erano abbastanza stupide, ma magari è un mio pensiero. Ora però la curiosità per una seconda stagione c’è, ed è anche tanta. Alla fine la serie sfocia in un discorso completamente razziale, con un figlio del cancelliere in versione dittatore e nemico dei fatati, appoggiato (ed anzi spinto) dalla figlia del rivale del precedente cancelliere.

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Ormai tutti i fatati sono rinchiusi nella Row, e la guerra civile è alle porte. Sicuramente Philo e Vignette saranno a capo di questi ultimi, in una lotta razziale fra umani e non. Questo potrebbe dare una svolta più interessante alla trama, dando quella scossa che serve a svegliare l’opera che non è del tutto morta. Certo non si è ancora parlato di una data ufficiale per una seconda stagione e quindi il rinnovo non è certo, ma a mio parere non può mancare, soprattutto ora.


Per finire il discorso quindi, Carnival Row è una serie decente ma sicuramente non una di quelle che si ha il bisogno di vedere subito. Gli attori fanno sì un bel lavoro (Bloom in primis, che ho adorato), e la trama generale è altalenante ma anche godibile. Vedetela, però solo se non avete altro da recuperare subito e sopratutto non guardatevi tutti gli episodi uno dopo l’altro come ho fatto io, non vi conviene proprio.

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