martedì, 22 Settembre 2020

Recensioni Serie TV, Serie TV

Raisins, ovvero: come South Park esplorò la tristezza

Può una serie comica “volgare” come South Park essere drammatica? la risposta è sì, come dimostra l’episodio Raisins.

South Park è una delle serie comiche più famose al mondo: grazie al suo stile semplice, alla comicità volgare, alla critica e satira sociale, oltre a personaggi memorabili, dal 1997 Kyle, Stan, Cartman e Kenny ci fanno ridere ma anche riflettere con le loro avventure.


Generalmente, la serie tratta argomenti scottanti, soprattutto in America, non avendo però alcuna pretesa drammatica. Generalmente. Infatti, alcuni episodi, come ad esempio Kenny Muore(il titolo è tutto un programma), si distaccano dalla formula classica dello show, portando ad un approfondimento interiore dei personaggi, rivelando emozioni vere, non caricate, genuine, facendoci assaporare lati sconosciuti dei nostri beniamini.

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Una scena dell’episodio

L’esempio migliore del bilanciamento commedia/dramma lo abbiamo con il quattordicesimo episodio della settima stagione: “Raisins” (2003).


Dopo anni di fidanzamento, Wendy lascia Stan, che cade in depressione. Gli amici, per consolarlo, lo portano al Raisins, un locale noto per le avvenenti cameriere. Mentre Stan dovrà cercare di uscire dall’abisso in cui è caduto, Butters cercherà di conquistare la cameriera Lexus, di cui si innamora.

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I ragazzi al Raisins

Scritto e diretto da Trey Parker (co-creatore nonché principale doppiatore della serie), Raisins parte da una semplice premessa, ossia un amore finito, sviluppando però la psiche di Stan e Butters, veri protagonisti dell’episodio, attraverso l’emozione della tristezza, mostrando il lato più debole dei ragazzi. Stan in particolare, non riesce ad andare avanti, venendo divorato dalla disperazione, mentre Butters, verso la fine dell’episodio, fa uno dei discorsi migliori della serie. Vero, la tristezza fa male ed è difficile vedere i lati positivi della vita, ma anche la tristezza è positiva: essa infatti ci fa provare emozioni, ci fa sentire vivi e di conseguenza umani e questo è sicuramente meglio che restare a non far nulla, lasciandosi morire. Niente male per un bambino di nove anni.

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Qualcuno protegga Butters, Santo Cielo.

Sul lato comico-satirico, Parker si scatena contro varie realtà: i dark anticonformisti, che si sentono diversi dagli altri salvo poi vestirsi allo stesso modo ed ascoltare le stesse cose divenendo essi stessi ciò che odiano senza rendersene conto; i ristoranti che sfruttano le cameriere solo per la loro presenza per guadagnare qualcosa in più (in particolare il fastfood Hooters, di cui il Raisins è la chiara parodia) e per delle mance da fame, oltre che criticare ovviamente quelle che se ne approfittano alle spalle dei più ingenui.


Insomma, Raisins si conferma come uno degli episodi migliori della serie, portandola nell’Olimpo delle serie comedy. Recuperatela assolutamente, insieme a tutto South Park.

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Come down to South Park, meet some friends of Mine!”

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