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“Tales Of the City” la miglior raccolta di favole a tema LGBTQ che abbia mai visto

Una serie tv in cui si intrecciano le vite e i problemi di varie personalità, unite in una grande famiglia colorata

Oggi ho visto l’ultimo episodio della miniserie tv presente da poco su Netflix: Tales of The City. Ispirato ad una serie di romanzi scritti daArmistead Maupin dal 1978 al 2014.

Oggi ho visto l’ultimo episodio e ho pianto. Non so dirvi di preciso il perché, so solo di averlo fatto. Forse per un insieme di cause diverse tutte riconducibili alle mie esperienze personali che ho rivissuto attraverso una serie non indimenticabile ma sicuramente bellissima.


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Tales of the City in italiano significa letteralmente: “le favole della città.” La città in questione è San Francisco. Una metropoli americana incredibilmente aperta di mente e dove il popolo Queer vive con tranquillità. Insomma la città perfetta. Dobbiamo però zoomare ancora un po’, per arrivare al posto preciso in cui gli eventi si susseguono: il quartiere di Barbary Lane. In questo luogo si trova una grande casa, divisa in vari piani, acquistata da una donna ormai anziana molti anni fa che l’ha trasformata in un rifugio per chi ne avesse bisogno. Queer o no, la sua porta era aperta a tutti: giovani che ha cresciuto come figli, creando così una meravigliosa famiglia.

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Anche in un posto che può sembrare così idilliaco però le cose brutte accadono. I protagonisti della serie sono i ragazzi, della vecchia e della nuova generazione che vivono in questa grande casa. Abbiamo Michael un uomo gay di 54 anni, che fa parte della vecchia generazione; Shawna, figlia di un ex abitante di Barbary Lane; Jake, un giovane ragazzo transessuale e la sua fidanzata Margot, infine i gemelli: Jonathan e Jennifer.


Matrona di questa colorata famiglia è Anna Madrigal, un’anziana donna transessuale che ha vissuto la maggior parte della sua vita durante gli anni di oppressione e di rivolta della comunità LGBTQ.

Durante il corso degli episodi, che sono 10 di una durata media di 50 minuti l’uno, si intrecciano le storie e le vicende dei protagonisti: i loro problemi di cuore, di testa, l’insicurezza nel gestire un cambiamento e tanto altro.

E anche Anna, una donna tanto buona quanto enigmatica, dovrà superare non pochi problemi, ma soprattutto confrontarsi con i fantasmi del proprio passato.

Trailer della serie in italiano (io ho guardato gli episodi in lingua originale)

I tanto citati problemi inizieranno proprio con l’arrivo di un’altra ex abitante di Barbary Lane nonchè madre di Shawna: Mary Ann, che aveva abbandonato la figlia all’età di due anni per seguire il sogno di una carriera. Detta così suona cattivo lo so, ma Mary Ann è tutt’altro che una persona cattiva, è solo strana e parla troppo.

Anzi, sinceramente il suo è stato sicuramente il mio personaggio preferito, quello che più è maturato grazie degli eventi accaduti e che ha saputo adattarsi e modificare il suo atteggiamento spesso sbagliato riguardo al come risolvere i problemi. Mary Ann è spesso troppo sicura di sè, egocentrica e non dà mai ascolto ad un consiglio che sia diverso dalla sua idea. Pessime premesse insomma, ma vi posso assicurare davvero che vi stupirà.

Tales Of the City affronta varie tematiche tutte interessanti: dalle definizioni del popolo queer, alla percezione che le persone hanno di noi e la percezione che noi vogliamo abbiano, si passa poi ad un interessantissimo confronto generazionale tra quella che è stata la vecchia generazione LGBTQ, quella ha dovuto lottare continuamente contro l’oppressione e che ha dovuto affrontare con tanto coraggio quello che è stato l’AIDS e quella nuova che deve invece affrontare ogni giorno nuove battaglie. Si passa poi ancora alle dinamiche di coppia: la ricerca di se stessi al di fuori e all’interno della coppia stessa. Finiamo poi con le dinamiche famigliari, quelle non convenzionali che hanno bisogno di essere trattate più spesso.

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Il cast della serie

Potete trovare tutto quello che desiderate in questa serie e molto di più. Ancora una volta, è una serie che racconta di noi, racconta della nostra storia e della nostra realtà, con quel tocco di ilarità e anche di sesso, che non guasta mai. Ci apre al mondo della “normalità“, perché tutti siamo normali in realtà e nessuno lo è per davvero. Siamo unici nel nostro genere e tutti perfetti a modo nostro e questa serie ce lo ricorda continuamente senza troppi fronzoli o frasi fatte, ma solo con i fatti.


Tales Of The City è la miglior raccolta di favole che abbia mai visto.

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Luca Brajato
Appassionato della psiche umana unisco questo mio interesse alle altre mie passioni: videogiochi, anime e manga. Sono uno scrittore in erba alla continua ricerca di ispirazione.

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