domenica, 15 Dicembre 2019

Film e Serie TV, Romanzi, Romanzi fantasy, Serie TV

The Witcher è e rimarrà fantasy

Avevo già parlato in precedenza della serie di The Witcher, di come a mio parere, così come di molti altri lettori, la saga creata da Sapkowski sia migliore delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco. È una delle mie saghe fantasy preferite, è iniziata bene e si è conclusa ancora meglio, e la trilogia videoludica, seppur sia praticamente una fanfiction, rimane una buona fanfiction. Alla notizia della creazione dell’omonima serie TV Netflix ero non poco eccitato, poché si poteva finalmente mostrare che non solo Game of Thrones riusciva a creare un mondo maturo e crudo in un genere che ancora oggi è considerato solo “per ragazzi”.

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Tuttavia, man mano che il tempo passava, perdevo sempre più la mia fiducia nei riguardi di tale trasposizione, l’esatto contrario che invece è successo con Good Omens e His Dark Materials: in entrambi i casi all’inizio ero scettico, ma man mano che trasparivano il cast, le immagini e i trailer mi ricredevo sepre più, fino a giungere alla soddisfazione della visione degli episodi.
Passi Henry Cavill come Geralt. Passi Lauren Schmidt Hissrich come showrunner, passi il design dei simboli che sembrano marche di T-Shirt. Ma il colpo mortale è stato inflitto dall’ultima affermazione del supervisore degli effetti visivi Julian Parry:


Penso senza dubbio che verterà più sul genere horror. Stiamo tagliando via la parte fantasy. Posso onestamente dire che non siamo sul genere fantastico. O meglio, è comunque legato al genere, ma sarà di base horror. Ad esempio Striga (una donna condannata a vivere come un mostro), che ha un aspetto molto spiacevole. Davvero inquietante!

Questa dichiarazione ha fatto infuriare me così come qualsiasi altro assiduo lettore e amante del fantasy. Diciamolo tutti insieme, per favore: “Il fantasy non è un genere unico!”. E con fantasy intendo il genere fantastico in generale. Non dobbiamo pensare ad esso come qualcosa ambientato esclusivamente in un mondo diverso dal nostro, perennemente medievale, con draghi, fate, maghi e fiabe riportate in vita. Ha decine e decine di sottogeneri, che possono sposarsi e mescolarsi perfettamente con altri, con la sola immaginazione dell’autore come limite: c’è l’urban fantasy (American Gods, Gargoyles, Queste Oscure Materie), il grim dark fantasy (La Prima Legge, Gentiluomini Bastardi, L’Angelo della Notte), appunto l’horror fantasy (La Torre Nera, Penny Dreadful, Buffy l’Ammazzavampiri), l’horror (Dracula, L’Alba dei Morti Viventi, Dr. Jekyll & Mr. Hyde), l’epic fantasy (La Ruota del Tempo, Il Signore degli Anelli, Folgoluce), il romantic fantasy (Ladyhawke, La Storia Fantastica, Outlander), l’ucronia (Jonathan Strange& Mr. Norrell, La Svastica sul Sole, Watchmen), lo steampunk (Mistborn, Fullmetal Alchemist, La Leggenda di Korra), ecc. Dire che si vuole rendere una saga più horror e meno fantasy è un controsenso, perché l’horror è una sottobranca del fantastico, dunque la base è pur sempre fantasy! Oppure è semplicemente detto da una persona che non ha molta dimestichezza con il genere. Mi viene da pensare che lo si stia facendo per un contentino al pubblico mainstream, che non ritiene il fantasy una branca adulta della letteratura.
Parlando più approfonditamente proprio di The Witcher, se si vuole “tagliare la parte fantasy”, vuol dire tagliare i Segni? I draghi dorati? Gli elfi? I viaggi tra i mondi? Parte di queste cose sono state mostrate nei trailer, dunque non capisco ancora cosa vogliano tagliare.
Stiamo parlando di una serie il cui fulcro si basa su una ragazza dai poteri antichi discentente da un’ancestrale stirpe di elfi ultradimensionali capace di teletrasportarsi ovunque, cacciata da un gruppo di stregoni elfi non-morti rinnegati che cavalcano il gelo e che minacciano di distruggere il mondo, a meno che lei non liberi il suo potere.
Se questo non è fantasy, non so cosa sia.

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Molti potrebbero dire “Ma il fantasy e il fantastico sono due cose diverse!” NO! Non lo sono. Basti solo pensare al fatto che “fantasy” vuol dire “fantasia”! Dunque ogni volta che in una storia appare qualcosa di sovrannaturale, di non reale, frutto per l’appunto della fantasia dell’autore, quello appartiene al genere fantastico. Dracula è una storia fantastica, così come lo sono La Storia Infinita, 1984, 2001: Odissea nello Spazio, Blade Runner eccetera.
Sempre la Parry afferma:


Abbiamo l’esercito di Nilfgaard, che non potrebbe esistere perché formato da più di diecimila uomini. Stessa cosa per i Temeriani e i Cintriani.
Le armate non potrebbero esistere qui sul set.

A parte il fatto che, nei libri, non c’è MAI una battaglia epica tra armate (a parte l’Assedio di Cintra e la Battaglia del Ponte dello Yaruga, che tra l’altro non coinvolgono più di qualche centinaio di unità), ma che vuol dire “non potrebbe esistere”? La Battaglia di Hastings comprendeva 25mila guerrieri, la battaglia di Fontenoy 300mila! Se non possono essere ricostruite sul set è un altro discorso, ma anche se così fosse, basterebbe ricostruirle con la CG e mostrare solo i fatti principali. Vi sono riusciti con Il Re, ci si può riuscire di nuovo in una serie meno “realistica”.

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Trovo incredibile di stare attendendo con più hype la terza stagione de Il Principe dei Draghi, che ha rivelato grandi potenzialità e grandi sorprese, piuttosto che la trasposizione di uno dei miei fantasy preferiti! Spero per lo meno che, il prossimo 20 dicembre, possa assistere a qualcosa di “guardabile”, sarebbe già un risultato migliore della serie polacca dei primi 2000, la quale almeno non aveva vergogna di ritenersi un fantasy a tutti gli effetti. Male che vada, vi sono sempre i libri e i videogiochi da recuperare.

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