domenica, 13 Ottobre 2019

Film e Serie TV, Recensioni Serie TV

“Trinkets”: una serie che poteva dare tanto e invece alla fine ha dato ben poco

Una serie tv esclusiva Netflix che purtroppo non ho apprezzato tantissimo. Ha mancato di mordente e ha, secondo me, perso di vista il suo tema principale

Oggi parliamo di Trinkets, una serie TV esclusiva Netflix, disponibile sulla piattaforma dal 14 giugno di quest’anno. La serie è stata creata da Kirsten Smith, Amy Andelson ed Emily Meyer ed è basata sull’omonimo romanzo del 2013 scritto dalla prima nominata.

Le varie puntate si concentrano sulle vicende di tre ragazze: Elodie, Moe e Tabitha. Tre persone tra loro completamente diverse ma accomunate dallo stesso problema: il taccheggio/cleptomania. Le tre si incontreranno infatti alle sedute dei “taccheggiatori anonimi”. Le ragazze dapprima si cimenteranno in un rapporto conflittuale, quasi di odio. Pian piano però questo rapporto sarà capace di evolversi in meglio, insieme e grazie all’evolversi dei personaggi stessi.


Trailer

Ognuna di loro ha la propria storia, i propri problemi e si ritrovano a combattere ognuna con le proprie difficoltà. Moe ha problemi a fidarsi degli altri, Elodie deve confrontarsi con un grave lutto e Tabitha si sente oppressa dalle aspettative della famiglia e degli amici.

Giusto l’altro ieri ho guardato l’ultimo episodio che ha concluso la prima stagione. Qualcosa mi dice però che ce ne sarà sicuramente una seconda. Ora vi dico la mia: serie carina con spunti interessanti, che però risulta piatta, con poca verve e un cast che ha ancora tanta strada da fare.


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Le tre protagoniste: da sinistra Moe, Elodie e Tabitha

Quello che manca a questa serie è secondo me, in primis attori migliori. Mi spiace davvero dirlo, ma sopratutto le protagoniste sono ancora alquanto acerbe dal mio punto di vista e hanno quindi così contribuito a rendere piatto il tutto. Un’altra cosa che manca alla serie è una spinta, sì, una spinta. Non so bene come spiegarvelo, però ecco, diciamo che gli avvenimenti accadono con lentezza. La trama fluisce lentamente, il tutto avviene come se fosse perennemente in rallenty. Da una parte questa caratteristica ha fatto sì che l’evoluzione, il miglioramento delle ragazze fosse molto visibile, dall’altra però ha reso il tutto un po’ noioso.

Poi, alcune scelte di trama sono veramente discutibili. In alcuni punti, soprattutto negli ultimi episodi, a causa di alcune scelte, una delle protagoniste in particolare, sembra regredire al primo episodio. Sono riusciti a buttare al vento tutto il lavoro fatto su di lei nel corso degli episodi. Comunque poi per fortuna recupera eh, all’ultimo.

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L’elemento interessante che mi ha fatto decidere di guardare la serie è stato sicuramente la parte che aveva (in potenza) iltaccheggio all’interno della serie. Quest’ultimo infatti è stato il collante che ha creato un rapporto tra tre persone, ma allo stesso tempo rimane un problema che va risolto. Come se da un male possa nascere qualcosa di buono, ma allo stesso tempo comunque malato. Questo mi aspettavo dalla serie. Decisamente troppe aspettative. Il taccheggio infatti ad un certo punto viene proprio accantonato, tornando ogni tanto, così, a sprazzi, giusto perchè bisogna inserirlo, dato che nella sinossi c’è scritto che sarà presente.

Diciamo che avrei voluto sicuramente una migliore analisi del problema taccheggio. Non che non l’abbiamo fatta eh, per carità, ci spiegano i perchè, i per come di tutte e tre, ma hanno fatto il compitino e si sono fermati lì. Il che è un gran peccato. Si sarebbero infatti potuti concentrare di più su questa tematica e darcene un ritratto completo, inserito all’interno delle problematiche psicologiche, emotive ed interpersonali che attanagliano le protagoniste. Cosa che hanno fatto ma soltanto superficialmente.

Una delle bellissime canzoni all’interno della serie

Voglio però spendere due parole positive su una cosa: le musiche. Sempre bellissime , tutte indie ed inserite alla perfezione. Penso siano l’unica componente che riesce a dare un tocco di pepe a questa serie.

Trinkets alla fine dei conti è una serie leggera e godibile. Carina e niente di più. Penso anche che se arriverà una seconda stagione, le darò comunque una chance.


Ve la consiglio, in ogni caso. Magari a qualcuno di voi infatti potrebbe piacere e sarebbe anche bello se qualcuno con un’opinione opposta alla mia dicesse la sua qui nei commenti. Mi farebbe molto piacere un confronto.

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Luca Brajato
Appassionato della psiche umana unisco questo mio interesse alle altre mie passioni: videogiochi, anime e manga. Sono uno scrittore in erba alla continua ricerca di ispirazione.

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