lunedì, 21 Ottobre 2019

Film e Serie TV, Recensioni Serie TV

Tutta la vita è politica: The politician

Recensione personale di una serie TV particolare ed interessante, con un cast stellare ed ambientazione surreale

Chi è un politico o meglio, che cos’è? Per me un politico è un agglomerato di cose racchiuse in una persona sola: voglia di vincere, sicurezza in se stessi, smania di potere e ambizione. A margine c’è anche un minimo di voglia nel riuscire a cambiare le cose che vanno male, ma non vi preoccupate, passa in fretta.

La figura del politico è al centro della nuova serie TV ideata e prodotta da Ryan Murphy, Brad Falchuk e Ian Brennan dal titolo: The politician (il politico). Per ora è disponibile su Netflix la prima stagione, per un totale di 8 episodi da 50 minuti circa l’uno. Dal finale di questa stagione è però chiaro che ce ne sarà una seconda. Che guarderò sicuramente!


Il protagonista è Payton Hobart (un bravissimo Ben Platt), un ragazzo proveniente da una famiglia ricca che frequenta l’ultimo anno di liceo. La sua sicurezza nella vita è una sola: diventerà presidente degli Stati Uniti d’America. Si sa però che prima si deve iniziare dal basso, così per ora Payton concorre per diventare presidente studentesco della sua scuola: la Saint Sebastian High School.

Trailer della serie

Ciò che contraddistingue Payton è sicuramente l’ambizione. Anzi, lo definisce proprio come persona. Tutto ciò che fa, i suoi comportamenti, addirittura le sue emozioni sono dettate dall’ambizione. Quest’ultima ormai lo sta consumando piano piano, andando ad annullare il suo essere. Intorno a lui gravitano poi vari personaggi. Alcuni simili, altri il suo opposto.


Partendo dalla famiglia, abbiamo la madre adottiva di Payton, Georgina Hobart (Gwyneth Paltrow) che lo ama incondizionatamente e farebbe di tutto per lui, ma dall’altra parte è spaventata dalla sfrenata ambizione che pervade il figlio. Il padre invece è una figura molto assente che si presenterà soltanto in funzione del personaggio di Georgina. Infine i suoi due fratelli gemelli, figli naturali di Georgina e suo marito, contrapposti alla figura di Payton. Sono l’emblema del ragazzo medio bianco ricco, stupido che pensa di meritare i propri privilegi. Creati appositamente per essere insopportabili.

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Georgina

Passando invece all’ambiente scolastico, abbiamo la fidanzata del protagonista, Alice (Julia Schlaepfer) pronta ad amarlo incondizionatamente, ah no, ho sbagliato, ad una sola condizione, che però, non posso rivelarvi, lo scoprirete da soli. Poi c’è River (David Corenswet), rivale per la posizione di presidente studentesco di Payton, nonchè unico personaggio “reale” dell’intera serie, incapace di fingere, ma pressato da un mondo falso. L’unico che tenterà di far capire a Payton quanto la sua ambizione lo stia consumando. Astrid (Lucy Boynton): la fidanzata di River è invece la tipica ragazzina ricca, intrappolata in un mondo che si renderà conto non appartenerle. Ci sono poi gli assistenti di Payton, addetti alla campagna elettorale nonchè fidati consiglieri: James (Theo Germaine) e McAffe (Laura Dreyfuss), schiacciati dall’ambizione del loro “capo”.

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Al centro Alice, a destra McAffe e a sinistra James

Sicuramente da come ve l’ho descritta sembrerebbe una serie piuttosto normale, ma così, proprio non è. Tutti gli episodi sono infatti permeati da uno strato di totale surrealtà. Ogni situazione e personaggio è preso e portato allo stremo, esagerato in ogni sua sfaccettatura. Il punto che accomuna tutti quanti è la finzione: incapaci di essere sinceri con il mondo, ma soprattutto con se stessi. La madre di Payton ne è l’emblema, rinchiusa in una bolla di finzione da così tanto tempo quasi da aver dimenticato la realtà.

Fanno poi la loro comparsa altri personaggi, tutti ugualmente interessati e sfaccettati: Infinity (Zoey Deutch) , una ragazza malata di cancro e sua nonna Dusty (Jessica Lange). Ricardo (Benjamin Barrett), il fidanzato di Infinity e infine Skye (Rahne Jones).

Voglio concentrarmi un attimo sulla figura di Skye. Una ragazza di colore e queer. Vicepresidente della campagna rivale di Payton. Il modo in cui è stato dipinto questo personaggio è geniale sotto ogni punto di vista, soprattutto in questo periodo della storia, in cui sono presenti più che mai movimenti per i diritti LGBTQ e movimenti femministi. La ragazza si fregia infatti di essere paladina di tutti i diritti delle minoranze, soprattutto appunto di quelli della comunità LgBTQ e delle donne. Ma in realtà la prima a discriminare è proprio lei. La sua è una lotta contro le mosche, un’arma che usa semplicemente per soddisfare la sua ambizione. Skye è un personaggio nato per essere amato e poco dopo odiato. Un dualismo dirompente e attuale.

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Skye

L’ambizione è decisamente il fulcro di tutta la serie, l’unica cosa che conta e unico obbiettivo perseguibile, in un mondo in cui la falsità fa da padrone: il mondo della politica. Che in questa serie si estende a tutta la realtà circostante. Il mondo, la vita è politica in The Politician.

La serie mi è decisamente piaciuta e l’ho trovata interessante sotto tutti i punti di vista: molti personaggi tutti unici e perfettamente caratterizzati, trama avvincente e una varietà di temi, anche complessi, affrontati in maniera perfetta con quel tocco di surreale e grottesco perfettamente integrati.

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River e Payton

Unica critica che posso fare è riguardo l’episodio 5, per me del tutto inutile. Ritrae la figura di un adolescente votante, alunno della scuola di Payton. So benissimo che l’esagerazione dei personaggi e delle situazioni fa da padrona in questa serie, ma in questo particolare episodio è troppo, risultando veramente molto fastidioso, almeno per me. Poteva benissimo essere evitato. Menomale che almeno dura molto poco rispetto agli altri episodi.

Vorrei invece fare una menzione speciale per la sigla della serie, che in pochi secondi ci da un quadro di ciò che è un politico perfetto. Un essere vuoto, riempito con le cose necessarie per vincere ed avere successo: un po’ di cuore, intelligenza, conoscenze storiche, bei voti a scuola e tante altre piccole cose. Il risultato? Payton.


The Politician è una serie sicuramente consigliata, affascinante, particolare, unica nel suo genere, è drammaticamente reale nella sua finzione.

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Luca Brajato
Appassionato della psiche umana unisco questo mio interesse alle altre mie passioni: videogiochi, anime e manga. Sono uno scrittore in erba alla continua ricerca di ispirazione.

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