lunedì, 21 Ottobre 2019

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Unbelievable: la storia di Marie Adler al centro della nuova miniserie true-crime targata Netflix

“Tratto da una storia vera” fa già abbastanza paura se precede un film horror sui fantasmi, ma quando si tratta di stupro allora il brivido è di puro terrore.

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Unbelievable, disponibile dal 13 settembre sulla piattaforma Netflix, è la miniserie sul caso di Marie Adler (già raccontato in “An unbelievable story of rape” dai giornalisti Miller e Armstrong, aggiudicandosi il premio Pulitzer nel 2016, e in una puntata del podcast “This American Life“).

Una realtà, quella esposta nelle otto puntate del telefilm, che fa riflettere: vittime di stupro, già alle prese con le terribili emozioni del momento, ad affrontare poco piacevoli interrogatori che mettono in dubbio l’accaduto. Allora cosa fai quando chi dovrebbe difenderti sembra non credere alle tue parole?


Non posso certo dire sia facile empatizzare con la protagonista già dal primo fotogramma. La reazione di Marie è a tratti anomala, ma col passare dei minuti ci si rende conto di quanto la sua vita sia stata difficile, di quanto abbia sofferto. E già qui mi chiedo: quanto è facile giudicare il presente in base al passato? Troppo. Ed è l’errore che commettono due delle sue madri adottive: se Marie ha passato la vita in cerca di attenzioni, lo starà facendo anche in questo momento, giusto? No, non è giusto. Per niente.

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Marie è spaventata e stanca di ripercorrere più volte la sua storia. È distrutta dall’accaduto e le sue certezze crollano come un castello di carte esposto al vento quando due delle persone più importanti della sua già complicata vita stentano a crederle. Così fa ciò che pensa sia più semplice: mente, sperando che tutto possa risolversi e cadere nel dimenticatoio per non rivivere ancora quell’incubo tramite le sue stesse parole. Invece tutto diventa più difficile: i suoi amici le voltano le spalle e, nel suo labirinto di bugie, si sente terribilmente sola.


Tutto questo porta lo stesso spettatore a chiedersi se la Adler stia effettivamente mentendo o meno, lo spinge a mettersi nei panni dei poliziotti.

“Niente è impenetrabile. Tutte le informazioni necessarie sono là fuori, bisogna solo sapere come chiederle.”

Certo a dirlo è una ragazza all’apparenza non proprio sana di mente, ma come darle torto?

Tutto sembrerebbe davvero chiudersi, se non fosse per una serie di stupri avvenuti tutti nello stesso modo. Proprio come quello di Marie.

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La ricerca dello stupratore seriale è un’indagine tutta al femminile. Karen Duvall Grace Rasmussen si rendono conto dell’insolito collegamento e, dopo ben due anni di ricerche, riescono a venirne a capo.

Unbelievable fa esattamente ciò che la sceneggiatrice Susannah Grant sperava: porta a riflettere. Fa riflettere sulla sicurezza, su come una donna non sia al sicuro vivendo da sola e come sia facile manipolare la mente di una persona fragile.

Un pezzo di carta non impedirà che un’altra vittima venga stuprata, dipende solo da noi.

La detective coglie il punto: non è colpa di chi non chiude bene la porta a chiave. Non è un “ti hanno stuprata perché la finestra era aperta”. Il problema è alla base: il problema è chi stupra, non la vittima. Eppure ogni donna vittima di violenze tende in qualche modo a colpevolizzarsi, a chiedersi “cosa potevo fare per evitarlo?” e beh: NON È GIUSTO. Un volantino che spiega come non essere vittima di stupro non dovrebbe proprio esistere perché lo stupro stesso non dovrebbe!

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Unbelievable non è una serie fatta di colpi di scena. È il racconto di una storia tristemente vera, un’indagine lineare con un cast stellare. Il suo scopo non è sorprendere, ma farci rendere conto di qualcosa che già sappiamo e che non dobbiamo ignorare. Le statistiche sulla violenza contro le donne mettono i brividi.

Di sicuro questa è una serie a stampo femminista, non posso certo dire il contrario. Non a caso viene sottolineato il fatto che ad andare a fondo siano due donne, proprio dove due uomini hanno gettato la spugna, credendo tranquillamente che la Adler abbia detto una bugia.

Se consiglio la visione di Unbelievable? Assolutamente sì. Senza aspettarsi colpi di scena, ma pronti a porsi un’infinità di domande.

Se ci sarà una seconda stagione? Onestamente, credo di no. Questa nasce come miniserie e la storia di Marie termina all’ottava puntata. Ma mai dire mai: magari muterà in una serie antologica, trattando un caso diverso.

Voi l’avete vista?


Un saluto, Melania 🙂

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Melania Pittari
Un chimico come Walter White, ma senza cristalli. Cerco di laurearmi alla magistrale, mentre leggo, scrivo, guardo serie TV e mi complico la vita.

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