giovedì, 6 Agosto 2020

Arte e Cultura, Fumetti, Fumetti italiani

Vulcania: quando lo steampunk incontra il magma

Un nuovo gioco di ruolo tutto italiano dalle atmosfere originali.

Salve a tutti e a tutte, oggi avremo un ospite davvero speciale, il fumettista della Manfont Marco Ventura, famoso per la serie di Norby. Sul mio canale l’ho intervistato per quanto riguarda il fumetto del simpatico fatto (parte 1 e parte 2), questa volta la nostra discussione si concentrerà sul GDR Vulcania, a cui lo stesso Marco ha contribuito alla creazione.

1) Ciao Marco, parlaci un po’ di te e della tua esperienza nella Manfont.


Ciao Debora! Come sempre grazie per queste opportunità. Io mi chiamo Marco Ventura e sono uno sceneggiatore di fumetti e grafico editoriale. Lavoro ormai da una decina d’anni in questo campo e ho pubblicato numerosi libri a fumetti, tra cui la serie di “Norby”, il personaggio che più di tutti mi ha dato grandi soddisfazioni!
La mia esperienza in ManFont è stata come dire… piuttosto movimentata negli ultimi mesi. Siamo stati “acquisiti” da una casa editrice grande e importante, la Shockdom. Per cui adesso siamo diventati parti di
una famiglia decisamente più allargata! Se prima mi occupavo di un po’ di tutto in Manfont (e soprattutto delle fiere e degli eventi), ora le mie mansioni riguardando soprattutto la grafica, con lettering e
impaginazione, e la supervisione delle edizioni straniere dei libri Shockdom. Un bel salto, ma da appassionato di escursioni in montagna uno non può che essere felice di avvicinarsi alla vetta!

2) Com’è nato il progetto Vulcania? Quali sono la sua storia e la sua ambientazione?


Il progetto Vulcania è nato diversi anni fa, io ci sono entrato strada facendo. Gli ideatori sono fondamentalmente due: Simone Raspi e Mattia Arnaudo, i due successivi fondatori di Gear Games, l’etichetta dietro a Vulcania. Volevano creare un loro gdr, essendo giocatori di ruolo veterani, e questo ne è il risultato.
Inizialmente facevo parte del gruppo di “beta testers” per provare sul campo le regole del gioco di ruolo. Poi sono diventato vero e proprio supervisore del progetto e ho realizzato tutta l’impaginazione grafica del
kickstarter prima e del manuale vero e proprio poi. Un lavoro titanico (460 pagine in italiano e quasi altrettante in inglese). Ma ne è valsa la pena!
L’ambientazione è a tema steampunk (anzi, potremmo persino ridenominarlo “magmapunk”). Uno steampunk con diverse derivazioni etniche. Questo perché il mondo di Vulcania è diviso in grandi isole e
arcipelaghi, chiamate Isonazioni. Ognuna con le proprie peculiarità e la propria storia. Ma tutte con un passato in comune: una grande guerra che è culminata con lo sgancio di un ordigno che ha praticamente raso al suolo una di queste isole (l’Abrabazem) e spento il suo vulcano. I giocatori partono tredici anni dopo questo evento, che ha causato la fine del conflitto, e in concomitanza con la possibile apertura di un passaggio nella “barriera di tempeste” a sud… Che può dare il via a nuovi grandi viaggi in posti inesplorati!

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3) Qual è la difficoltà più grande che hai avuto per la creazione di un gdr?

Non mi sono occupato direttamente della stesura del gioco, ma posso dire che… creare un set di regole, bilanciare è la cosa più complessa. Senza dimenticare il cercare di costruire un sistema originale (come è
facile fare copie di altri, anche senza accorgersene direttamente!) e che sia anche divertente. E poi bisogna trovare anche qui un’ambientazione originale e accattivante.
Insomma, la vera domanda è: c’è qualcosa di facile, dietro la creazione di un gdr?

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4) Perché proprio il nome Vulcania?

Perché, come dicevo, il mondo di Vulcania è formato da isole. E su ognuna di esse è presente un enorme vulcano. La tecnologia del mondo di Vulcania si basa proprio sull’energia prodotta da questi crateri. E poi… “Vulcania” suona bene e funziona sia per l’italiano che per l’inglese!

5) Com’è il suo sistema di gioco?

I concetti di base sono due: snellire e divertire. Il sistema di gioco di Vulcania si basa interamente sull’uso di un unico dado, il d12, dado a 12 facce. Il Narratore (il master) non tira mai dadi, tutto è regolato dai
giocatori. A livello di combattimento, abbiamo studiato un sistema per cui sia facile colpire ed essere colpiti, anche qui per dare un maggiore realismo e mettere più pressione ai giocatori. Andare allo sbaraglio non è mai una buona idea… l’unica aggiunta ai dadi sono gli “ingranaggi del fato”. Si tratta di segnalini che possono essere usati dai giocatori per ritirare i dadi (ad eccezione del fallimento critico, ovvero il tragico ) o per attivare abilità particolari dei personaggi. Ogni giocatore ne ha un massimo di tre e una volta usati, sono consegnati al Narratore. Che ovviamente potrà usarli a sua volta contro i giocatori!
E infine… beh, come ogni giocatore di ruolo sa, la componente narrativa è importante. Avere un buon Narratore aiuta sempre tantissimo per il coinvolgimento.

6) Farai altri gdr in futuro?

Mi piacerebbe! Con i ragazzi di Gear Games qualche ideuzza c’è… vedremo!

7) Preferisci giochi da tavolo o di ruolo e perché?

Bella domanda. Non saprei risponderti! Amo entrambi e sono entrambi concetti diversi. Certo, il gioco da tavolo ha un vantaggio: più immediatezza e velocità nelle partite (anche se ho ancora i ricordi di partite a
Axis & Allies durate giorni…). Di contro, il maggior coinvolgimento che può darti una campagna ruolistica, pochi giochi possono garantirtela!
Come si fa a scegliere tra due fratelli?

8) Che novità hai da dirci per quanto riguarda i fumetti Manfont?

Come ho detto prima, ora i fumetti ManFont usciranno tutti con il logo Shockdom. Abbiamo numerosi titoli in cantiere che però subiranno ritardi, vista la situazione non proprio felice causa Coronavirus infame. Posso dirti che ci saranno diversi titoli sia di autori esordienti ma molto promettenti, sia altri realizzati da autori decisamente più affermati. E sia titoli per “adulti” (nel senso più ampio del termine ovviamente) che per bambini. Come sempre, ne avremo di tutti i gusti!


E voi che ne pensate? Ci avete giocato? Volete provare Vulcania? Fatecelo sapere nei commenti!

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Debora Parisi
Debora Parisi è una studentessa universitaria di giorno e cacciatrice di leggende e mitologie di notte. Da bambina arriva finalista al concorso Anna Bolero, diretto dall'Associazione Culturale Arcizeta di Chivasso. Nel 2019 ha pubblicato racconti per Historica Edizioni, NPS edizioni, Fanucci e Mezzelane Editrice. Gestisce un blog chiamato El micio racconta, un canale youtube intitolato Antro del Drago, che tratta di diversi argomenti, tra cui recensioni di libri, film e videogiochi. Collabora anche con le riviste Upside Down Magazine e Porto Intergalattico, ha collaborato anche con Sci-Fi Pop Culture e Spazio Penultima Frontiera.

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