sabato, 29 Febbraio 2020

Fumetti, Graphic Novel

Persepolis: la lotta tra libertà e identità nei sogni e nei desideri di una bambina, adolescente e poi donna iraniana

Tutti i motivi per cui dovreste leggere lo splendido graphic novel di Marjane Satrapi.

Provi a fare mente locale, a mettere in ordine gli eventi e a capire cosa scrivere e cosa invece evitare, e ti rendi conto che quando si tratta di un’opera autobiografica (poco importa se in questo caso il mezzo comunicativo sono delle vignette in bianco e nero e non pagine piene di parole), capire quali sono gli elementi fondamentali per raccontare la storia di una vita è davvero molto complicato.


Trovo che riassumere per la seconda volta (la prima scrematura sarà stata fatta dall’autrice stessa) la vita già condensata di una bambina, poi adolescente e in seguito donna che vive la propria identità tra l’Iran oppressivo e un’Europa che non la comprende affatto, sia totalmente inutile.

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La copertina di Persepolis si presenta benissimo

Per questo motivo ho scelto di parlare semplicemente dei motivi per cui dovreste leggere Persepolis, il celeberrimo graphic novel di Marjane Satrapi.


  • Come molti graphic novel di questo genere gli eventi storici narrati tramite la vignetta, scarna ed essenziale, con la potenza figurativa del disegno, riescono a fissarsi nella mente del lettore, oltre a stimolarne la curiosità. Persepolis, in questo senso, diventa un vero e proprio strumento educativo, che con tutta la sua leggerezza e ironia narrativa consente di imparare una parte di storia che, al più, passa semplicemente come una cronaca di eventi. In questo caso, la vita di una persona, diventa lo strumento di narrazione collettiva di un intero popolo soggiogato dall’oppressione religiosa e dalla guerra.
TitoloPersepolis
AutriceMarjane Satrapi
EditoreRizzoli Lizard
N° pagine 354

  • La parabola negativa dell’Iran è un ottimo esempio di come uno Stato avanzato dal punto di vista dei diritti e delle libertà personali possa, attraverso una martellante propaganda religiosa populista (ma di una religione che nasconde in realtà profondi interessi politici) limitare sempre più gli spazi personali e la vita privata di una persona. Facendosi portatori di una rivoluzione islamica che si opponeva fortemente alla “mollezza” occidentale (rappresentata in terra persiana dalla figura dello Scià) i capi della rivoluzione sono riusciti a prendere consensi e potere, assumendo la guida dello Stato. Dalla laicità alla shari’a quasi in un battito di ciglia. Come nei peggiori romanzi distopici.
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Ho particolarmente apprezzato i disegni di Marjane, di una semplicità ed espressività tali da riuscire a suscitare un’enorme empatia nei confronti di tutti i personaggi.
  • La perdita di libertà personale si collega direttamente al cuore di Persepolis, ovvero a tutte le conseguenze che un regime oppressivo come quello iraniano hanno avuto sulla vita di una bambina prima, e di un’adulta poi, nata in una famiglia socialista attiva politicamente. Una religione che permea ogni aspetto della vita della protagonista, dal velo, all’abbigliamento, alla musica che ascolta. Un’identità forzata che ti entra fin dentro nell’anima e ti cambia profondamente (l’identità iraniana è un argomento fondamentale all’interno di questo graphic novel, ve ne renderete conto leggendolo).
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La piccola Marjane e la sua bellissima famiglia.
  • Permette a tutti noi di renderci conto di quanto, in fondo, nonostante le enormi differenze tra un Paese occidentale e una Repubblica islamica, i desideri, gli istinti e i bisogni di un essere umano siano sempre gli stessi. Censura o meno, amiamo, facciamo l’amore, vogliamo ridere a squarciagola, senza temere per questo di essere giudicati o, peggio ancora, percossi e arrestati. Chi vive sotto un regime oppressivo è una vittima, non ha scelto di nascere lì, non ha scelto di morire per un briciolo di libertà. Sarebbe bene ricordarselo quando additiamo genericamente come potenziale terrorista chiunque provi a riprendersi quel briciolo di libertà che è suo di diritto, per vie legali (come Marjane, che fortunatamente aveva possibilità economiche) e chi tramite la via più difficile, quella del mare.

Silvia

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