mercoledì, 13 Novembre 2019

Romanzi, Romanzi fantascienza, Romanzi fantasy, Romanzi vario genere

Intervista a Marco D’abbruzzi, editore di I.D.E.A.

Da scrittore a editore, esploriamo la genesi di Immagina Di Essere Altro.

Buongiorno, nostri affezionati lettori, oggi intervisteremo Marco D’abbruzzi, editore di I.D.E.A e scrittore a sua volta. Personalmente della casa editrice ho letto i due libri di Pietro Ferruzzi, entrambi fantasy classici ma con elementi innovativi. Qua sotto troverete le mie videorecensioni, se vi potessero interessare.

Ritornando a noi, diamo la parola a Marco!


Debora: Ciao Marco, descriviti in tre aggettivi.

Marco: Curioso, simpatico, colto!


Debora: Qual è il tuo genere letterario preferito?

Marco: Ho iniziato con il fantasy, da ragazzino, passione che porto avanti tutt’ora, ma nel tempo ho scoperto diversi generi. Se dovessi sceglierne uno direi la narrativa fantastica in tutte le sue sfumature (fantascienza, distopia, ucronia, urban, dark etc).

Debora: Parlaci un po’ di te e della nascita di I.D.E.A. Di che generi tratta la casa editrice? Qual è il vostro format?

Marco: IDEA nasce dall’incontro fra me e Claudia Cintio, editor freelance a cui assegnai la correzione di Le Cronache di Ansorac, una saga in bilico fra fantasy e fantascienza. Nonostante le numerose offerte ricevute, nessuna delle CE che mi contattarono – salvo quelle a pagamento – vollero tenere la storia così come era, anzi, volevano togliere molti pezzi (Ansorac è una storia che parla di potere economico e religioso, il tutto condito in chiave fantastica, con cenni di storia reale traslati nel romanzo) così decidemmo di mettere in piedi il progetto Immagina Di Essere Altro – I.D.E.A. e dopo un anno di studio del settore editoriale – burocrazia etc – nel 2016 divenne una vera e propria Casa Editrice Indipendente. Trattiamo ogni categoria di genere fantasy e ci stiamo ampliando ad altri generi. Pubblicheremo negli ultimi mesi del 2019 il primo romanzo di narrativa di formazione targato IDEA.
Il nostro format è “pubblicare poco ma di qualità”. Non accettiamo tutto ciò che ci viene proposto, anche perché non chiedendo compartecipazione alcuna, risulterebbe controproducente pubblicare testi banali; noi ricerchiamo, al di là della novità, della “freschezza” di narrazione e della bella storia, anche e soprattutto un messaggio sociale rivolto al lettore; Memorie di Sangue, per esempio, della prima autrice IDEA, Eva D’Amico, narra le vicende di una giovane ragazza in un contesto di lupi e vampiri ma il messaggio nascosto nel testo, quello della violenza psicologica, è ciò che ci ha fatto accettare il romanzo, al di là di uno stile narrativo unico e una storia fresca – per quanto sia stato scritto di tutto su vampiri e mannari!

Copertina CdA II web 960x1280 - Intervista a Marco D'abbruzzi, editore di I.D.E.A.
Potenza Furry!


Debora: Com’è stata la tua esperienza come editore e scrittore?

Marco: Come scrittore mi sono scontrato con tante realtà e nessuna, per quanto piacevole, mi ha aiutato a “emergere” dal mucchio, nonostante le recensioni sempre positive e il riscontro dei lettori. Da editore, conoscendo le modalità e le realtà che stanno dietro una casa editrice, posso dire che se un testo vale, occorre fare di tutto per portarlo alla luce. Come editore ho conosciuto tantissimi scrittori, tantissimi colleghi editori e, benché non ami la “guerra fra poveri” e sia più incline al pensiero di “aiutiamoci l’un l’altro”, ho constatato che c’è molta rivalità, cosa che, a mio avviso, rovina un settore già saturo di prodotti scadenti e CE truffaldine o a doppio binario (si intende doppio binario una CE che di parvenza non è a pagamento ma poi fa pagare editing, presenza allo stand etc).

suwan cancedda schermata 2017 04 14 alle 13 20 47 960x600 - Intervista a Marco D'abbruzzi, editore di I.D.E.A.
Pare un “tantino” cattivo!

Debora: Parlaci della tua impressione sul Salone del Libro, sbaglio o è stata la prima volta in cui hai partecipato?

Marco: Sì, è stata la prima volta per noi al SalTo. Che dire: esperienza unica, almeno all’inizio, quando il solo nome – Salone Internazionale del Libro di Torino – ci aveva messo un poco d’ansia e ci ha “paralizzati”, nel senso che non ci siamo comportati come di solito – in fiera siamo professionali ma caciaroni! Poi abbiamo capito che è una fiera come le altre, è solo abbellita di luci e nomi pomposi, e ci siamo sciolti, ottenendo ottimi risultati. Come vetrina è eccelsa: esserci, per una qualunque CE, è importante, anche se partire per il SalTo con l’idea di tornare ricchi è utopia: il costo degli stand è elevato, ma in ogni modo si può portare a casa un buon risultato. Come editore non mi sono piaciute alcune questioni, come la presenza delle CE a pagamento, che stanno logorando un mercato già complesso pubblicando testi di bassa qualità di “scrittori” che non hanno la minima base di conoscenza grammaticale e sintattica; non tutti possiamo essere scrittori, bisogna capirlo, se si è portati occorre comunque leggere molto, studiare, migliorare, non basta “avere l’idea” e poi pagare per farsi pubblicare. Questa è mera illusione che, però, produce danni notevoli poiché intasa il mercato. La nota positiva, e sembrerà una stupidaggine ma, fidatevi, è una gran cosa, i bagni erano sempre pulitissimi. Voi direte: “I bagni? E quindi?”. Beh, immaginate migliaia di persone che entrano in un bagno per i sei giorni di fiera: senza un’adeguata pulizia si rischia di ritrovarsi “nel peggior bagno di Caracas” – per parafrasare una pubblicità.

9788894292350 0 0 626 75 - Intervista a Marco D'abbruzzi, editore di I.D.E.A.


Debora: Qual è stata la cosa più curiosa o buffa che hai letto su una recensione dei vostri libri?

Marco: Posso orgogliosamente dire che tutte le recensioni dei romanzi IDEA sono – fino ad ora – positive. Voi direte: “Eh, vabbè, gli amici… ” Magari! Di amici intimi che leggono e lasciano le recensioni ne ho trovati due in tre anni! Non sto scherzando! Ci supportano, condividono i nostri post, comprano anche i romanzi ma farli leggere è tutt’altra cosa! Invero i nostri lettori lasciano sempre recensioni positive! Di strano o buffo forse l’unica è stata una signora che mi inviò una mail in privato per complimentarsi circa la saga di Ansorac anche se, a detta sua, le similitudini fra il nostro Dio e il Dio del mondo di Ansorac erano troppe e non credeva possibile che una Chiesa, per quanto fantasy, potesse compiere delle atrocità come quelle descritte nel romanzo. Al ché le ho risposto che ogni “atrocità” era realmente esistita nel nostro passato religioso, bastava conoscerle, e le ho linkato tutte le informazioni che avevo trovato e il titolo dei saggi che avevo letto in merito, aggiungendo, inoltre, che se trovava delle similitudini fra un Dio fantasy e il suo Dio… beh, non era colpa mia…


Grazie Marco per averci dedicato un po’ del tuo tempo! Termino l’intervista con: Viva Bjorn Dulingo, sarai sempre nei nostri cuori! Per chi volesse capire tutta la storia, vi linko la nostra discussione sul ritorno dei Berserker

Una cafè letterario come tanti….

  Articolo precedente

Romanzi, Romanzi fantascienza, Uncategorized

“Il fulcro dell’universo”: lotta tra etica e scienza a colpi fantascientifici.

Scritto da ElMicio

Articolo successivo  

Romanzi, Romanzi fantascienza

Superfolks: Il romanzo che ispirò Watchmen e Gli Incredibili

Scritto da Andrea De Venuto

Debora Parisi
Debora Parisi nasce a Torino nel 1996. Fin da piccola è sempre stata una divoratrice di libri e storie, tanto che chiedeva cinque fiabe prima di andare a dormire, con disperazione della povera mamma.A 9 anni partecipa al concorso Carla Boero, edito da Associazione Culturale Arcizeta di Chivasso, non riuscendo ad entrare tra i primi classificati, ma ottenendo comunque il premio d’esordio.Dopo non parteciperà ad altri concorsi. Studia cinese presso la facoltà di Lingue e Culture dell’Asia e dell’Africa.Gestisce un blog chiamato El micio racconta, dove interpreta il ruolo di un gatto magico, pantofolaio e amante dei libri, e un canale youtube intitolato Antro del Drago, che tratta di diversi argomenti, tra cui recensioni di libri, film e videogiochi. Collabora anche con la rivista letteraria Upside Down Magazine.

Send this to a friend