venerdì, 19 Luglio 2019

Romanzi, Romanzi vario genere

“La lunga marcia” di Stephen King mi ha letteralmente distrutto

Solo Stephen King riesce a raccontare così bene qualcosa che riguarda corse o come in questo caso di una marcia. Almeno da quello che ne posso sapere io, che non sono mai stato troppo appassionato di queste cose. Certo nel caso di questo libro specifico la marcia è solo un mezzo, un pretesto, una base su cui si evolve una storia fatta di rapporti, sogni e desideri, anche se strani. Forse addirittura una metafora della vita stessa, come molti suppongono.

Partiamo spiegando che cos’è “La lunga marcia”. Questo libro, uscito nel 1979 negli Stati Uniti, è uno dei pochi scritti da King sotto lo pseudonimo di Richard Bachman (non sto a spiegarvi il perché di questa sua scelta, lui lo fa già a inizio libro e molto meglio di me). Sicuramente poco calcolato ai tempi, è stato rivalutato quando si scoprì il vero autore. Però noto che tutt’ora sia uno dei romanzi dello scrittore di cui si parla meno ed in realtà non capisco il motivo.


Ambientato in un presente alternativo, dove gli Stati Uniti sembrano essere poco diversi da quelli che conosciamo noi ma molto più dispotici, il libro ci presenta una manifestazione particolare che si organizza ormai da anni, tutti gli anni. Si tratta appunto di una lunga marcia che attraversa diverse parti della nazione, in questo caso il Maine, ma senza un vero e proprio traguardo. Infatti a vincere non è chi arriva prima, ma chi muore per ultimo.

I partecipanti sono cento ragazzi scelti casualmente fra tantissime candidature provenienti da tutti gli USA, e i ragazzi partecipano apparentemente per il premio, che consiste in tutto ciò che si vuole per il resto della vita, o almeno è ciò che promette il Maggiore. Quest’uomo è praticamente un dittatore che comanda su tutti gli Stati Uniti, facendo vivere nel terrore tutto il popolo, anche se questo popolo non lo vuole capire e lo continua ad acclamare come il dio del loro mondo.

La lunga marcia, che sembra in principio essere una manifestazione sportiva, si rivela essere un macabro reality in cui la gente, che guarda o dalla strada o segue direttamente da casa, spera nell’ imminente morte di uno dei partecipanti. Vediamo tutto dagli occhi di Ray Garraty, un ragazzo giovane e con mille complessi, che dice di partecipare senza nessun vero motivo. Il motivo però grossomodo c’è, ed è lo stesso per tutti. Facciamo anche la conoscenza durante la marcia di molti altri ragazzetti, ed alcuni di questi creeranno legami fra loro.


King riesce magistralmente a raccontarci una sfida di nervi e muscoli fra cento ragazzi giovanissimi che sanno già di andare contro la morte. Le regole sono semplici: non puoi andare al di sotto di 6 km/h, altrimenti ti prendi un’ammonizione, alla quarta ti sparano in testa. Se ne prendi fino a tre ma cammini tre ore senza commetterne altre, vengono annullate e ricominci da zero. Semplice, no?

No, non lo è. Ho vissuto per tutte le pagine del libro un forte dolore che proveniva da dentro, anche se sapevo non essere reale. Immaginando ciò che i ragazzi stavano vivendo stavo male con loro e per loro. Il fatto è che sviluppando fra loro una sorta di amicizia, inizi anche tu a sentire una sorta di legame con loro, arrivando a trovarli simpatici o ad odiarli in alcuni momenti. Le descrizioni mentali e fisiche sono perfette, questo romanzo mi ha davvero distrutto, per quando sia anche corto, in realtà.

Certo, parliamo di King, non di taldetali. Se viene considerato uno dei migliori scrittori di sempre un motivo ci sarà, e leggendo tutti i suoi libri come sto facendo in questi giorni, anche cambiando vari generi si capisce perché venga così tanto idolatrato.


Comunque, di questo libro uscirà anche un film fra non so quanto tempo, penso il prossimo anno. Appena si avranno notizie ci aggiorniamo qua sul sito, come al solito. Sono un po’ dubbioso in realtà, riprodurre visivamente l’angoscia creata dalla marcia trovo sia praticamente impossibile. Comunque questo è un libro che dovete leggere se non lo avete ancora fatto. Non è lungo, costa poco, quindi fatevi questo piacere.

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