martedì, 18 Giugno 2019

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La serie TV de La Ruota del Tempo: perché sarebbe meglio una serie animata

Entro quest’estate termineranno le riprese della prima stagione della serie TV basata su quella che probabilmente è la miglior saga fantasy degli ultimi 25 anni, La Ruota del Tempo.
Una notizia che ha fatto impazzire i fan della serie letteraria, compreso il sottoscritto… ma che ad altri ha fatto storcere il naso. Non che si abbia paura che il tutto finisca come in Game of Thrones o nella prima serie di Fullmetal Alchemist, anche perché tuttu e 14 i volumi sono stati pubblicati ormai da anni, dunque non c’è pericolo di ritrovarsi con un finale fin troppo diverso da quello ideato dall’autore. Tuttavia, molti di noi avrebbero preferito che, anziché una serie TV, avessero fatto una serie animata.

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Partiamo da un presupposto che molti di noi ancora non vogliono ammettere: ci troviamo ormai nell’epoca d’oro dell’animazione, serie in particolare. Basti pensare all’impatto mediatico che hanno avuto Steven Universe, Adventure Time, Avatar, Star vs The Forces of Evil o anche serie più adulte come Rick & Morty, Castlevania, Archer, Bojack Horseman e molti altri, e grazie a Netflix e ad amazon prime l’animazione continua ad avere non poco rilievo, un po’ come fecero negli anni 90 serie quali Batman, Gargoyles e Gli Animaniacs.
Certo, si può dire che anche la serialità in live action abbia ormai raggiunto un valore gargantuesco, ma è l’animazione ad avere ancora più importanza, vuoi per un valore artistico, vuoi per una maggiore presa sul pubblico. E grazie a Odino si sta sempre di più abbandonando l’idea che i cartoni, o anche i fumetti, siano solo un prodotto per ragazzi, soprattutto in questa società dove il feedback è istantaneo.

Detto questo, perché La Ruota del Tempo acquisirebbe ancor più vaore se trasposta in formato animato, anziché con attori in carne ed ossa? Per diversi motivi

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Il mondo de La Ruota del Tempo è enorme, variegato, complesso, ancor più di altre serie fantasy che ci hanno proposto finora. Ciò perché non è un “fantastorico”, come potrebbe essere visto Game of Thrones, ma un vero e proprio epic fantasy ambientato in un rinascimento colorato e diversificato, sia parlando di nazioni sia parlando di personaggi.
Ricordiamoci che l’ambientazione è ciò che caratterizza un buon fantasy. Peter Jackson ne ha dato prova con le sue magistrali inquadrature della Nuova Zelanda, Victor Fleming ha creato dei set colorati e propri della fantasia di una bambina. Ma il mondo de La Ruota del Tempo è dieci volte più grande. So bene che anche in Game of Thrones il Continente Orientale è stato reso egregiamente, ma una trasposizione di un mondo crudo e maturo come quello creato da George R. R. Martin è giusto che sia in live-action. Per sottolineare le diversità tra i vari paesi de La Ruota del Tempo cosa c’è di meglio se non dei colori sgargianti?

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Così come le ambientazioni, ci sono decine, centinaia di personaggi, ognuno caratterizzato psicologicamente e fisicamente, fattore che dei disegni darebbero molto più risalto di attori in carne ed ossa. Gestire tutti questi personaggi tramite attori sarebbe molto più difficoltoso, contanto anche la crescita di tali: girare quattordici stagioni richiederebbe fin troppo tempo, anche perché la storia si svolge in un arco di pochi anni.

Complici di tale desiderio sono le brillanti illustrazioni di John Seamas Gallagher, che hanno saputo dare quasi vita ai personaggi che tanto amiamo, e che meriterebbe di fare il character designer di una possibile serie animata.

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La magia risulterebbe molto più realistica (in mancanza di un termine migliore) se associata ad un comparto non live action. Si è già visto come un cartone possa gestire in maniera magistrale l’uso della magia, come ne Il Principe dei Draghi. Non avrebbe le restrizioni della CGI o dell’ambiente realistico: sarebbe vera e propria forza primordiale.

Certo, ormai è troppo tardi darsi false speranze, e con ciò non voglio assolutamente dire che la serie TV sarà brutta a prescindere e che non la guarderò assolutamente: sono molto ansioso e speranzoso, e se fanno un buon lavoro, probabilmente assieme a The Witcher risulteranno anche migliori di Game of Thrones.  Mi permetto tuttavia di porre questa piccola lamentela e al contempo richiesta che, in futuro, si pensi di più al fattore artistico di una trasposizione e non solo a sempre forzato realismo.


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