venerdì, 27 Novembre 2020

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La viverna, la cugina scomoda del drago

Quando i legami di “famiglia” si fanno complessi

Vedendo alcuni commenti che ho letto su facebook, sotto il mio articolo sui draghi, ho riflettuto sul fatto che forse la figura del drago è più complessa di quel che sembra.

Quindi ho fatto un errore per quanto riguarda la figura delle viverne. Cercherò anche di essere semplice, visto il formato di wordpress.


Quando si parla di leggende e figure mitologiche, ci si dimentica spesso di una cosa: che a volte tali creature si fondono oppure in origine erano un’unica figura che poi si è scissa.

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Antica araldica del Galles intorno al 1400. Pare che a differenza del rosso gallese, tale drago sia in realtà quello bianco che rappresenterebbe re Artú o Uther Pendragon, suo padre.

Abbiamo l’esempio del vampiro: metà delle leggende europee lo vede fuso con streghe e demoni, mentre la mitologia slava li associa a veri e propri non morti ( altro che conte Dracula, i primi vampiri puzzavano).


Le cogas potrebbero considerarsi sia streghe che vampire, pur non essendo non morte.Inoltre i vampiri non morti rappresenterebbero una delle tante sfumature del gruppo redivivi.

Anche le viverne hanno avuto un problema simile: in origine erano spesso considerate draghi. Per dire lo stemma di Terni riprende il drago delle leggende e tale drago aveva due zampe.

F. 21r. Wyvern - La viverna, la cugina scomoda del drago

Il termine viverna deriva dalla parola francese wiver (da guivre “serpente” ), a sua volta ripresa dal latino viper, ovvero vipera. Ciò potrebbe riferirsi alla natura velenosa della viverna, ma anche all’aspetto dei draghi della mitologia classica, come Pitone che a tutti gli effetti era un serpentone.

Curioso è il fatto che anche Drago sia in greco che in latino significherebbe serpente. Da lì potrebbe derivare l’associazione a tale famiglia a tutti i mostri “rettiloidi”.

La viverna è una figura presente nell’antica Roma, associata alla pestilenza e successivamente alla figura di Lucifero. Quest’ultimo ruolo è condiviso col drago.

Successivamente alla viverna venne aggiunto un pungiglione velenoso, forse ispirato a quello della manticora, altra creatura presente nei bestiari medioevali.

Il drago Thyrus della città di Terni ha elementi più simili a quelli di una viverna piuttosto che di un drago sputafuoco, infatti possedeva un alito pestilenziale e viene raffigurato con due zampe.

C’è da dire che nel medioevo il drago sputa fuoco a quattro zampe esisteva nel medioevo, abbiamo un esempio in un manoscritto datato nel 1260, dove si raffigura un drago “classico”.

Dragon Harley MS 3244 - La viverna, la cugina scomoda del drago
Fonti dell’imaggine: prima e seconda. Ironicamente tale drago sarebbe piú “realistico” di quello con due ali in quanto quattro ali bilancerebbero il peso corporeo.

L’alito di fuoco, passatemi il termine, era un elemento spesso associato ai draghi dell’epica nordica, come quello sconfitto da Beowulf.

Oppure una nota curiosa è il fatto che l’araldica dell’antico regno sassone di Wessex aveva una viverna, mentre la bandiera del Galles ha un drago quadrupete.

Flag of Wessex - La viverna, la cugina scomoda del drago
Si pensa che la viverna dorata sia stata il simbolo del rego di Wessex
galles - La viverna, la cugina scomoda del drago
Tale bandiera è ufficiale dal 1959 e parrebbe basarsi sul motto dei Tudor : on a mount vert a dragon gules (n drago rosso su un monte verde). Il drago rosso però è sempre stato storicamente associato al Galles, anche se per un certo periodo di tempo si utilizzò una viverna dorata. Pare che il drago rosso sia ispirato alla leggenda della Profezia di Merlino.

Senza contare le varie ibridazioni che ho citato nel mio articolo sugli archetipi del drago, come il Tatzelwrum, che è un ibrido tra felino e serpente.

Anche il drago Tarasca viene considerato come tale, sebbene assomigli più a una chimera piuttosto che a un drago.

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Questa tartaruga terrorizzava gli abitanti della Provenza solo per il fatto di avere un caschetto alla Nino d’Angelo

Un esempio nord americano che potrebbe essere associato al drago è il Piasa, figura molto simile in aspetto ai Lamussu Babilonesi e Assiri. Era un essere con faccia umana, corna di cervo, denti aguzzi, ali e zampe d’acquila.

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Parlando anche di una tipologia di drago è l’anfittero, un serpente alato, tipico dei bestiari medioevale. In Italia una figura simile all’anfittero è il serpente volastro, creatura della Toscana. Tale bestiola è rappresentata a volte come una piccola viverna a volte come una serpe alata. Inoltre è uno dei rari esempi di “draghi elettrici”, in quanto pare essere immune ai fulmini.

Perfino i basilischi e le coccatrici erano a volte assemblati ai draghi, nonostante sembrino più dei galletti ( sebbene il basilisco spesso è associato al serpente).

Quindi nell’antichità cosa accumunava tutti questi draghi al Drago? Forse semplicemente il fatto che fossero in parte rettili.

Forse con la maggiore rappresentazione nell’araldica del drago a quattro zampe si cambiò totalmente visione della famiglia draconica, fiso a considerare i vari membri delle sottospecie.

In Asia i naga vengono spesso associati ai draghi dell’acqua nonostante siano solo degli enormi serpenti, diversi dai tipici cugini orientali.

Oggi il drago classico europeo è quello a quattro zampe, mentre la viverna è un draconide a due zampe, velenoso ma incapace di sputare fuoco. Sono cugino, non più la stessa specie.

Forse questo è dovuto non solo ai draghi tolkieniani, ma al fatto che si ha un rapporto diverso con la natura: si tende ad avere un approccio più scientifico di quello che avevano gli antichi.

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Il regno del fuoco è forse stato il primo film a rappresentare i draghi-viverna

Penso che per la rappresentazione dei draghi bisogna prima di tutto chiedersi a quale versione e mitologia ci si voglia avvicinare. Se si volesse avere un rapporto più moderno, si potrebbe fare una classifica scientifica, con tutti i draghi membri della classe draconide.

In alternativa, ci si potrebbe ispirari alle leggende che spesso fondevano varie creature tra loro.

Ma allora cosa ha spinto il mondo cinematografico a preferire le viverne ai draghi quadrupedi? Penso principalemente per due soluzioni: la prima è il realismo, la seconda è la rappresentazione di una viverna sia più facile da creare rispetto a un drago quadrupede.

Ci sarebbero altre specie di draconidi che non ho citato, soprattutto dei miti americani, australiani e africani, però ho dovuto semplificare il testo.


Ancora una volta la conclusione è la stessa: dipende dallo scrittore e dal suo mondo immaginario.

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L’evoluzione del drago nel fantasy: folklore, archetipi e letteratura.

Scritto da Debora Parisi

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Scritto da Luca Brajato

Debora Parisi
Debora Parisi è una studentessa universitaria di giorno e cacciatrice di leggende e mitologie di notte. Da bambina arriva finalista al concorso Anna Bolero, diretto dall'Associazione Culturale Arcizeta di Chivasso. Nel 2019 ha pubblicato racconti per Historica Edizioni, NPS edizioni, Fanucci e Mezzelane Editrice. Gestisce un blog chiamato El micio racconta, un canale youtube intitolato Antro del Drago, che tratta di diversi argomenti, tra cui recensioni di libri, film e videogiochi. Collabora anche con le riviste Upside Down Magazine e Porto Intergalattico, ha collaborato anche con Sci-Fi Pop Culture e Spazio Penultima Frontiera.

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