sabato, 29 Febbraio 2020

Tecnologia

Microsoft per l’ambiente, un impegno che la renderà carbon-negative entro il 2030

Un obbiettivo non semplice che impegnerà ogni membro dell’azienda e anche i suoi clienti. Una missione per salvare il pianeta

Anche oggi parliamo di inquinamento e del problema ambientale che in questi ultimi anni ha intaccato la nostra quotidianità. Come ho già spiegato nell’articolo che vi lascio qui sotto, la principale problematica riguarda l’emissione di Co2 arrivata a livelli eccessivi di sopportazione per il nostro pianeta. Il risultato: il surriscaldamento globale che sta portando le temperature a livelli mai visti.

Molte aziende del settore videoludico si stanno muovendo per cercare di diminuire al massimo le loro emissioni, con l’aiuto di nuove tecnologie ed impegno da parte di ogni membro dell’azienda.


Oggi in questo articolo mi concentrerò sul ruolo dell’azienda Microsoft creatrice della nostra amata Xbox e sul loro impegno riguardo all’argomento.

Quest’ultima ha mandato in onda una live, giusto l’altro ieri, concentrata proprio su queste problematiche. Protagonista è stato l’annuncio di un nuovo piano dell’azienda che punta a renderla carbon-free e ancora meglio carbon-negative entro il 2030.
Su un palco addobbato con sfondo di foglie verdi, per concentrare l’animo green, si sono susseguiti tre grandi personalità dell’azienda: Brad Smith, presidente Microsoft, Amy Hood a capo dell’ufficio finanze ed infine il CEO Satya Nadella.


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Da sinistra Brad Smith, Amy Hood e Satya Nadella

Cerchiamo di fare un riassunto con un senso. Iniziamo dai 5 punti fondamentali secondo Microsoft, per riuscire nel loro intento:

  1. Il fondamentale contributo della scienza e della matematica. In continuo sviluppo all’interno dell’azienda.
  2. Essere più responsabili riguardo la propria impronta di carbonio. Un punto molto molto importante, perchè la consapevolezza è sempre il primo passo per arrivare alla soluzione.
  3. Investire su nuove tecnologie di diminuzione e riduzione di Co2.
  4. Aiutare a migliorare gli utenti intorno al mondo, grazie a nuovi prodotti che potranno ridurre il rilascio di Co2 di ogni fruitore.
  5. Assicurare totale trasparenza, riguardo i loro progressi.
  6. Utilizzare la loro notorietà per pubblicizzare nuove politiche free-carbon, anche al di fuori della loro azienda.
  7. Miglioramento del proprio personale dal punto di vista green.

Ora passiamo ad alcune importanti informazioni di partenza, riguardanti l’attuale impronta ambientale dell’azienda. In totale Microsoft quest’anno ha rilasciato nell’ambiente circa 16 milioni di tonnellate di Co2. Una cifra esorbitante. Ma, come si può riuscire a misurare un tale parametro così dispersivo? Semplicemente dividendolo in 3 diversi ambiti e sommando i risultati.

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Il primo ambito riguarda quelle emissioni di Co2 dirette, come per esempio quelle che noi emettiamo utilizzando la nostra automobile. Per Microsoft questo avviene attraverso per esempio l’utilizzo di camion per il trasporto di materiale.

Nel secondo ambito iniziamo già a trovare emissioni di Co2 indirette. Dovute all’utilizzo dell’energia all’interno delle nostre case: luci, pc, elettrodomestici o all’interno di edifici aziendali.

Infine il terzo ambito è quello decisamente più ampio e di difficile controllo, poichè riguardo l’emissione di Co2 del tutto indiretta, al di fuori della nostra portata visiva. Parliamo qui per esempio dei livelli di carbonio rilasciati dalle aziende produttrici di cibo. Per una compagnia questo è decisamente il campo più espansivo poichè riguarda tutto ciò che concerne l’azienda tra cui anche i viaggi di lavoro dei propri dipendenti (aerei, bus, macchine), l’intero ciclo di vita dei loro prodotti ed infine anche l’energia utilizzata dai fruitori per l’uso dei loro stessi prodotti. Insomma riuscire a diminuire o addirittura eliminare le emissioni di Co2 da questo ambito sembra veramente fuori da ogni portata. Ma non nelle idee di Microsoft.

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L’obbiettivo di Microsoft è di far arrivare questo numero a zero entro il 2020. E udite udite, entro il 2050 vorrebbero riuscire a dissipare tutta quella quantità di Co2 che hanno rilasciato dall’inizio dell’attività nel 1975. Un obbiettivo veramente encomiabile quanto di difficilissimo raggiungimento. Per conseguirlo utilizzeranno una combinazione di: rimboschimento, sequestro del carbonio dal suolo, utilizzo di bioenergie con cattura e stoccaggio di carbonio ed infine cattura dell’aria diretta (DAC).

Ma queste strategie ancora non bastano per arrivare all’obbiettivo prestabilito. Si ha bisogno infatti di nuove tecnologie che ancora non sono state create o almeno non del tutto. Per questo Micorosoft ha giustamente deciso di puntare su qualcosa che conosce molto bene: proprio la tecnologia. Hanno deciso di creare un deposito di ben 1 miliardo di dollari proprio da dedicare alla creazione e allo sviluppo di nuove tecnologie utili all’obbiettivo. Una parte della somma verrà investita in progetti già in corso, mentre l’altra sarà dedicata a nuovi progetti interni ed esterni all’azienda.

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Per riuscire ad ottenere risultati però, bisogna partire prima di tutto dalle piccole cose, i gesti quotidiani. Ed eccoli qui: entro il 2025 l’azienda inizierà ad usare energia 100% rinnovabile all’interno di tutte le loro strutture: i data centers, gli edifici e i campus. Inoltre renderanno elettrici tutti i mezzi di trasporto che utilizzano.

La parte più difficile però riguarda l’emissione indiretta di Co2, facente parte del terzo ambito di cui vi ho parlato poco sopra.
E qui iniziano i discorsi un pochino più complessi conditi con un tocco di economia.

Tutt’ora l’azienda paga una tassa sulle emissioni di carbonio (come fanno la maggior parte delle aziende sul mercato a quanto pare) che equivale a 15$ per tonnellata metrica. Una bella sommetta a fine calcolo. Somma che riesce a coprire le emissioni dirette di carbonio, dedicata poi infatti per miglioramenti in fatto di sostenibilità. Quello che succederà però entro luglio già di quest’anno è che la Microsoft inizierà a pagare un’aggiuntiva tassa interna che punta a coprire pian piano anche tutte le emissioni indirette di Co2.

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Questo è un viaggio che comunque l’azienda non punta a fare da sola. Si impegnerà nel cercare di integrare nel progetto tutti i loro fornitori, grazie a nuove politiche e all’utilizzo di nuovi mezzi.

Ed infine arriviamo a concentrarci sugli utenti Microsoft. Come riuscire a diminuire la loro impronta durante l’utilizzo dei prodotti aziendali?
Come prima cosa Microsoft si impegnerà nella totale trasparenza con i propri utenti, riguardo le loro emissioni di carbonio e anche quelle dovute all’utilizzo dei loro servizi.
In termini più materiali invece, proprio durante la live c’è stato il lancio di un nuovo prodotto: il Microsoft Sustainability Calculator che analizza le emissioni di carbonio grazie ai servizi Microsoft Azure (cloud computing) , attraverso una dashboard Power Bi. Questo permetterà non solo ai fruitori di comprendere al meglio la loro impronta ambientale ma anche all’azienda di capire il reale impatto delle emissioni indirette da parte dei loro clienti, spesso difficili da individuare e calcolare.

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E’ stato inoltre lanciato un servizio funzionante 24/7 in collaborazione con Vattenfall, un’azienda svedese produttrice di energia rinnovabile, che darà ai clienti la possibilità di utilizzare energia rinnovabile e assicurarsi dei loro progressi attraverso Azure IoT. Qui si parla di clienti di un certo spessore ecco, piccole o medie aziende di diversi settori, ma insomma clienti rimangono.

Si parla inoltre di varie collaborazioni per riuscire a raggiungere insieme ad altre aziende obbiettivi comuni come quello appunto di riduzione di emissioni di carbonio. Microsoft ancora una volta fa il ruolo della grande mamma che si prende cura e indirizza i propri figli sulla retta via.

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Ed infine quello che farà ancora Microsoft è spargere la voce, semplicemente. Innalzare la consapevolezza riguardo il problema, usare la propria fama per dare una svegliata al mondo e ai colossi politici ed economici. Far capire alle persone che se non ci muoviamo adesso verso una vita più sostenibile allora abbiamo già perso.

Questo progetto è stato definito dal presidente Brad Smith come un “moonshot” (atterraggio sulla luna) per Microsfot. Un progetto che sembrava impossibile all’inizio e che invece si è rivelato possibile e che ha permesso all’intera umanità di compiere un grande passo avanti. Microsoft spera che il loro sia il punto di partenza per il vero e proprio nuovo “moonshot” che renderà partecipe tutto il mondo.

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Che dire, le premesse sono tutte fantastiche, le strategie ci sono, la buona volontà anche. Ora non resta che aspettare e vedere l’evoluzione della cosa, ma io confido in Microsoft. Un po’ meno nel resto dell’umanità, ma tant’è.


Voi invece, cosa ne pensate?

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Luca Brajato
Appassionato della psiche umana unisco questo mio interesse alle altre mie passioni: videogiochi, anime e manga. Sono uno scrittore in erba alla continua ricerca di ispirazione.

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