venerdì, 24 Maggio 2019

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Fauni vs Diavoli: lo strano caso della statua di Vergato

Mentre la popolazione si divide in base alla mitologia, la triste realtà viene ignorata.

Buongiorno, nostri affezionati lettori. Vorrei porvi sotto l’attenzione un evento alquanto grottesco che in questi giorni ha dominato la stampa: ovvero lo scandalo della statua del comune di Vergato, per cui la gente si è divisa chiedendosi se il soggetto sia un “satanasso” o un fauno.

A iniziare lo scandalo è stato il senatore Pillon che su Facebook l’ha definita un satanasso, con un pene eretto e un bambino in spalle. Inoltre, ha sottolineato indignato come i soldi pubblici siano stati usato per creare la statua (ma di norma non li si usano anche per abbellimenti urbani?). Lo scultore si difende, dicendo che codesta creatura mitologica in realtà sarebbe un Fauno e che il ragazzino sulle sue spalle, il giovane Cupido (anche se sinceramente sembra una fatina con le ali da farfalla).

La statua è stato oggetto di isteria da parte di estremisti e recentemente è stata imbrattata dal letame (come si può sprecare il concime!), è stato avvistato anche un individuo che dichiara di essere un esorcista.

Per fortuna, il prete locale ha riconosciuto, con l’appoggio del Vescovo, che la situazione era una pagliacciata e pare essersi unito al corteo di protesta contro queste accuse. Ammette che la statua non gli piace, ma di sicuro non arriverebbe a fare tanto baccano per essa. Insomma, un invito alla moderazione da parte di un uomo ragionevole. Ad aggiungere pepe fantastico a questo “animato” dibattito che teoricamente avrebbe dovuto aver luogo mille anni fa, è Silvana De Mari, in un suo post su Facebook in cui dice “Se si fa una fontana dove c’è un tizio con le corna, questo tizio con le corna è Satana perché nell’immaginario collettivo chi ha le corna è Satana, non il fauno. Inoltre ricordavo che i fauni cercassero donne adulte e non bambini”.

Signori, questo è il risultato della demonizzazione delle religioni pre-cristiane, ma pensavo che tutto questo fosse stato superato. Aggiungerei che anche i draghi occidentali erano simboli di Satana fino a cinquant’anni fa, di sicuro non si mettevano ad accudire bambini prescelti, erano troppo occupati a seminare caos, rapire principesse e progettare l’Apocalisse, come San Giovanni ci narra. Aggiungo che la figura dell’elfo è stata riabilitata soprattutto grazie a Tolkien, ma che nell’immaginario collettivo pre-Signore degli Anelli, il popolo fatato, i Sidhe, Beati Genti o come volete chiamarli, erano piuttosto pericolosi, capricciosi, a volte antropofagi e con il vizio di rapire bambini (basta leggere l’Erlkönig di Goethe, ma anche qualche leggenda incontaminata).

Opera lirica ispirata alla ballata di Goethe. Il re degli elfi vuole a tutti i costi il bambino…

E mentre ci gustiamo questa divertente disputa quanto quella de la Secchia rapita di Tassoni, in questo stesso periodo una ragazza di None si è uccisa, una donna è stata sgozzata dal marito nullafacente e mentenuto da lei stessa e tantissimi bambini vivono con genitori che soffrono di gravi disturbi psichiatrici, ma a cui nessuno interessa la loro situazione, completamente lasciati da soli ad affrontare la malattia dei genitori dato che è ancora un argomento tabù da affrontare perfino in un congresso per la famiglia.

In conclusione, le priorità per un dibattito sociale sono relative, meglio guardarsi lo spassoso show “Il pene della statua è di un Fauno o di un Diavolo?”, piuttosto che chiedersi su come risolvere certi drammi sociali che si nascondono nell’ombra.

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Debora Parisi
Debora Parisi nasce a Torino nel 1996. Fin da piccola è sempre stata una divoratrice di libri e storie, tanto che chiedeva cinque fiabe prima di andare a dormire, con disperazione della povera mamma.A 9 anni partecipa al concorso Carla Boero, edito da Associazione Culturale Arcizeta di Chivasso, non riuscendo ad entrare tra i primi classificati, ma ottenendo comunque il premio d’esordio.Dopo non parteciperà ad altri concorsi. Studia cinese presso la facoltà di Lingue e Culture dell’Asia e dell’Africa.Gestisce un blog chiamato El micio racconta, dove interpreta il ruolo di un gatto magico, pantofolaio e amante dei libri, e un canale youtube intitolato Antro del Drago, che tratta di diversi argomenti, tra cui recensioni di libri, film e videogiochi. Collabora anche con la rivista letteraria Upside Down Magazine.

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