mercoledì, 15 Luglio 2020

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Il misterioso e controverso caso tra Activision Blizzard e Tencent

Alcune riflessioni e approfondimenti riguardo la vicenda della Blizzard contro il pro-palyer di Hearthstone e non solo

Un nuovo evento è accaduto che unisce stavolta non il mondo dei videogiochi a quello della politica, ma il mondo degli anime a quello della politica.

La scorsa volta vi ho parlato dell’assurdo caso della Blizzard che ha deciso di punire il pro-player Chung “Blitzchung” Ng Wai per una sua dichiarazione a favore delle rivolte per la democrazia ad Hong Kong che combatte contro le pressioni della Cina (ricordatevi questo dettaglio, è molto importante). Oggi invece vi parlo di un semplice cittadino cinese, impiegato dell’azienda “China’s Guangzhou Central Sports“. Una compagnia che si occupa di organizzare eventi sportivi nel Paese.


L’uomo ha deciso, casualmente, di postare sul suo profilo personale dell’app di comunicazione WeChat alcune frasi di apprezzamento per i famosi villain dell’anime Pokemon: il Team Rocket.

team rocket jessie james - Il misterioso e controverso caso tra Activision Blizzard e Tencent

L’uomo ha scritto: “Amo il Team Rocket! Non importa quante persone dicano che siano i cattivi, li ho sempre amati da quando sono piccolo. Non importa quante volte cadevano, si rialzavano sempre e continuavano a rincorrere i loro sogni, e vederglielo fare mi dà tutt’ora coraggio. Grazie Jessie, James e Meowth“. Insomma, niente di compromettente. Semplicemente un fan che esprime la sua ammirazione per alcuni personaggi di finzione.


Il suo post però includeva anche altro. Due particolari immagini: una che ritraeva i personaggi di cui ha parlato e l’altra riguardante la controversia tra la squadra Housten Rockets, del campionato NBA, e il governo cinese.

Quest’ultimo infatti aveva da poco sospeso i legami con il team a causa delle parole del general menager della squadra, Daryl Morey, che aveva esternato il suo supporto alle attuali proteste che stanno avvenendo ad Hong Kong. Dopo questo avvenimento, una delle principali reti televisive cinesi, la Tencent Sports ha deciso di non mandare più in onda alcuna partita della squadra o notizia riguardante quest’ultima. Inoltre, molti sponsor cinesi hanno deciso di abbandonare la squadra. La Cina ha inoltre immediatamente chiesto una rettifica della dichiarazione. Insomma, contro questa squadra hanno attuato una vera e propria vendetta, un po’ come quella che un bambino di 2 anni tende all’amichetto dopo che gli ha rubato un giocattolo. O almeno, io la vedo così.

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Dopo questi accadimenti il general manger si è affrettato a togliere il post di Twitter riguardante il suo supporto ad Hong Kong e ha dichiarare che questo non rispecchiava il pensiero della squadra o del campionato NBA.

Allo stesso modo, il dipendente della “China’s Guangzhou Central Sports” di cui ho parlato prima è stato intimato di esplicare le sue parole e sottolineare che non stesse supportando la squadra in quel momento di polverone mediatico. E così ha fatto: “Mi dispiace di aver causato una controversia e aver ferito qualcuno…io amo il mio paese… quando ho guardato la parata commemorativa della fondazione del nostro Paese, lacrime calde scendevano sul mio viso“. Wow. Ridicolo. Ho solo questo da dire. E penso lo stiate pensando anche voi.
Quest’uomo ha soltanto espresso la sua ammirazione per dei personaggi di un anime, ok, magari anche con un secondo fine, ma non è normale che abbia dovuto dire cose del genere per evitare di essere, probabilmente, licenziato. È veramente al limite dell’assurdo, ah no, si chiama dittatura, scusate.

Questo avvenimento e quello riguardante il pro-player di Heartstone però hanno una cosa in comune: la Tencent. In che modo vi chiederete? Beh, semplice, la Tencent è un’azienda multi miliardiaria che detiene azioni di tantissime attività come per esempio, il 5% di quelle della Activision Blizzard. Ah, non dimentichiamoci, questa azienda è cinese. E se vi ricordante l’emittente televisiva Tencent Sports è la stessa che si è rifiutata di mandare in onda le partite della Houston Rockets.

tencent logo - Il misterioso e controverso caso tra Activision Blizzard e Tencent

Dato che ne è capitata l’occasione vorrei quindi approfondire un attimo il caso Blizzard contro Chung “Blitzchung” Ng Wai.

Secondo molti, infatti, la Blizzard è stata pressata dalla Tencent nella scelta di bannare il giocatore dalle attività di gioco per un anno e ritirare i 10.000$ che aveva appena vinto. In effetti ci sono prove a favore di questa teoria. La Tencent in primis è proprietaria della Blizzard per il 5%, cosa comunque non da poco. Inoltre è stata proprio la sezione gaming della Tencent a produrre Call Of Duty Mobile, un famoso brand della Activision che deve ancora ottenere l’approvazione governativa per entrare sul mercato cinese. Mercato che porta alla Activison milioni di guadagni ogni anno. Non potevano quindi rischiare di incrinare i rapporti con la Cina proprio in questo delicato momento, decidendo magari appunto di non punire il comportamento del giocatore. Abbiamo visto infatti che il governo riguardo a questa faccenda di Hong Kong è veramente molto severo.

call of duty mobile - Il misterioso e controverso caso tra Activision Blizzard e Tencent

Dall’altra parte però, la Blizzard insiste sul non essere stata obbligata dalla Tencent nelle sue azioni. E anche qui troviamo alcuni punti a favore di questa possibilità. La prima: poco dopo la dichiarazione riguardo la punizione nei confronti di Chung Ng Wai, quest’ultima è stata modificata. La Blizzard ha infatti deciso di restituire il premio in denaro al ragazzo e di diminuire il periodo di ban. Il presidente dell’azienda J.Allen Brack ha dichiarato che la compagnia “ha reagito davvero troppo velocemente nei confronti di Chung.” Si vede che ci hanno ripensato.

La seconda ve lo dico, è la stessa di prima. Nel senso che se vogliamo vederla dall’altra faccia della medaglia la Blizzard potrebbe aver avuto una reazione tanto immediata e severa poichè non voleva rischiare appunto di incrinare i rapporti con il governo Cinese, poichè sono ancora in attesa dell’approvazione governativa per Call Of Duty Mobile. E non ottenerla significherebbe perdere milioni. Insomma due facce della stessa medaglia. Letteralmente.

Insomma in ogni caso, abbiamo capito che dietro c’è una questione economica. Ovvio, come sempre. In ogni caso però come ho già ribadito nel mio scorso articolo, la Blizzard ha sbagliato su tutti i fronti, punendo un giovane ragazzo soltanto per una sua opinione, andando così contro ai suoi stessi principi di libertà di parola. Diciamo che poi è riuscita un minimo a redimersi tornando sui propri passi e modificando la sanzione contro il pro-player.

Blizzard logo - Il misterioso e controverso caso tra Activision Blizzard e Tencent

Forse a questo punto alla Blizzard converebbe far passare tale scelta ad una pressione della Tencent, diciamo “la colpa dei poteri forti”. Scaricare la colpa su qualcuno di più potente è comunque una buona strategia per evitare condanne troppo severe da parte degli utenti, almeno secondo me. Diciamo che così la responsabilità sarebbe diluita e in questo modo la gravità della situazione sembrerebbe minore. Dall’alta però questa insistenza nel dire che la Tencent non c’entra nulla in tale decisione e il fatto che abbiano modificato i termini della punizione nei riguardi di Chung mi fa pensare sempre di più che forse la Blizzard ha davvero fatto tutto per conto suo. Il che rende la cosa molto più grave ai miei occhi.


E voi invece? Che cosa ne pensate? Credete alle parole della Blizzard oppure no?

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Luca Brajato
Appassionato della psiche umana unisco questo mio interesse alle altre mie passioni: videogiochi, anime e manga. Sono uno scrittore in erba alla continua ricerca di ispirazione.

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