lunedì, 25 Maggio 2020

Videogiochi

Anche il mondo del gaming si impegna per salvare il nostro pianeta

Un’iniziativa bellissima e complessa che potrebbe portare ad incredibili miglioramenti dal punto di vista ambientale

L’emergenza pianeta è ormai sulla bocca di tutti (e menomale dico io). La nostra Terra sta pian piano collassando su se stessa, a causa dei nostri modi inumani di trattarla. Qualcosina però si sta muovendo, mooolto lentamente, ma è comunque un qualcosa, grazie alle Nazioni Unite e a vari provvedimenti da loro presi. Uno di questi provvedimenti, pensate un po’, riguarda proprio il nostro amato mondo del gaming. L’UN Environment (Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente) ha infatti deciso di invitare molte famose aziende del settore ad impegnarsi per rendere non soltanto le console, ma anche i giochi, più green, per il bene del pianeta. Il progetto ha il nome di: Playing for the Planet Alliance (un gioco di parole molto azzeccato devo dire: “giochiamo per il pianeta”).

Ovviamente le aziende in questione hanno accettato con gioia e si stanno sforzando tutt’ora a migliorare dal punto di vista ambientale.


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Le compagnie che hanno aderito sono ben 21 e si stima che, impegnandosi insieme, possano ottenere risultati strabilianti. Si potrebbe arrivare infatti ad una riduzione di 30 milioni di tonnellate di emissioni di CO2 per il 2030. Mica male. In più, molte di queste aziende si impegneranno a piantare milioni di alberi (in vari modi). Inoltre, nel mentre, le stesse si daranno da fare nel migliorare nel campo della “gestione dell’energia” , dell’imballaggio e del riciclaggio dei vari dispositivi.

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Tra le aziende aderenti troviamo: Sony, Microsoft, Google Stadia, Rovio, Supercell, Sybo, Ubisoft, e Wildworks. Manca qualcuno? Sì, la Nintendo non ha aderito, ma non preoccupatevi, non è perchè non le interessa l’ambiente. Semplicemente già da tempo all’interno della loro azienda è presente un Comitato Ambientale (uno per ogni filiale) che tiene sotto controllo il loro impatto, appunto, ambientale.


La Microsoft ha invece deciso di provare a fare il colpo grosso (come fa sempre d’altronde) lanciando un programma pilota con l’obiettivo di produrre ben 825.000 console a zero emissioni di carbonio. Se la Microsoft dovesse riuscire nel suo intento, queste sarebbero le prime console al mondo ad emissioni zero. Spero davvero con tutto il cuore che riescano in questa impresa.

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Parlando di PlayStation invece, Jim Ryan, CEO della Sony Interactive Entertainment ci promette che la prossima generazione di console PlayStation sarà in grado di sospendere i gameplay con un consumo minore di corrente. Con le stime fatte, si pensa che grazie a 1 milione di utenti che useranno questa funzione su PS5 si risparmierà una quantità di corrente tale da illuminare ben 1.000 case. Non male direi.

La Sony non è nuova a questo tipo di accorgimenti. L’azienda si vanta infatti di aver già rivisto la propria produzione per diventare più efficiente dal punto di vista energetico. Secondo alcuni calcoli, grazie a nuove funzionalità, con le console PlayStation 4 si sono già risparmiati circa 16 milioni di tonnellate di emissioni di carbonio. Sony stima che il numero totale salirà a 29 milioni di tonnellate nei prossimi dieci anni. E brava Sony.

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L’azienda sta inoltre lavorando ad una varietà di messaggi, tra cui alcuni creati appositamente per informare i giocatori delle nuove funzionalità salva-energia delle loro console.
Fornirà poi informazioni di riferimento agli sviluppatori con l’intenzione di realizzare videogiochi che ruotino intorno al tema della sostenibilità. Infine, stanno esaminando anche alcune applicazioni del PlayStation VR che potrebbero aiutare a sensibilizzare i giocatori sulle questioni climatiche.

Ryan è veramente entusiasta del progetto, ha infatti dichiarato: “Questa è un’innegabile opportunità per i leader dell’industria dei videogiochi di prendere una posizione e supportare il team dell’UN Environment, comunicando ai videogiocatori l’importanza della preservazione delle risorse naturali per le generazioni future. Alla PlayStation crediamo che i giochi abbiano il potere di innescare un cambiamento sociale attraverso l’educazione del pubblico, suscitando emozioni e ispirando speranza. Non potremmo essere più fieri di far parte del progetto Playing for the Planet Alliance. Non vediamo l’ora di vedere quali obbiettivi l’industria dei videogiochi può raggiungere insieme. “

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Il problema dell’inquinamento ambientale è davvero arrivato ad un punto in cui non si può più ignorare, l’estinzione di massa è dietro l’angolo e se non facciamo nulla, saremo tutti condannati. Per risolvere un problema di tale portata bisogna mettersi d’impegno in ogni campo sociale e lavorativo, per poter anche solo sperare di risolvere la situazione. Ed è bellissimo vedere come il mondo videoludico si stia mettendo tanto d’impegno per riuscire a migliorare i propri prodotti da un punto di vista ambientale. Spero davvero tanto che questo impegno porti a dei risultati soddisfacenti, soprattutto per l’ambiente.

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Inger Andersen

L’industria dei videogame ha l’abilità di impegnare, ispirare e affascinare l’immaginazione di bilioni di persone in tutto il mondo. Ciò li rende un partner estremamente importante nell’affrontare l’emergenza climatica.” Ha dichiarato Inger Andersen, direttrice esecutiva dell’UN Environment. “Siamo incoraggiati dall’impegno di queste aziende, che mostra come noi tutti dobbiamo giocare una parte nello sforzo globale di abbassare le emissioni di carbonio ed effettuare cambiamenti concreti verso la sostenibilità.”

E voi? Siete fieri quanto di me di queste aziende del settore?


P.S. Se vi interessa, qui trovate una lista di tutte le 21 aziende aderenti al progetto e le iniziative precise di alcune di loro.

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Scritto da Luca Brajato

Luca Brajato
Appassionato della psiche umana unisco questo mio interesse alle altre mie passioni: videogiochi, anime e manga. Sono uno scrittore in erba alla continua ricerca di ispirazione.

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