sabato, 19 Settembre 2020

Videogiochi

E menomale che esiste la console war, lo dice anche Phil Spencer

Alcune riflessioni personali riguardo la console war e le dichiarazioni di Phil Spencer riguardo a quest’ultima

La console war, quella cosa che in tanti detestano e che forse in molti non comprendono fino in fondo. Sì, perchè con il termine console war si possono intendere diverse cose, ma il significato primario che ha non è quello dispregiativo a cui pensano subito tutti.

La maggiorparte delle persone associa subito questo termine alla classica lotta infantile che intercorre spesso tra i fan accaniti e ciechi di una console e l’altra (sonari, boxari, nintendari o semplicemente fanboy/fangirl). Nelle discussioni che si vanno creare spesso tra le due specie si possono notare: frasi poco sensate, errori grammaticali e di sintassi, una conoscenza poco approfondita del prodotto stesso e dell’universo videoludico generale. Insomma discussioni sterili che non portano a nulla se non a insulti e inutili battibecchi senza senso.


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La maggior parte invece dei videogiocatori si apre al dialogo e ascolta attentamente le parti di tutti prima di aprire bocca o mettere le mani alla tastiera per sputare sentenze. Ognuno ha ovviamente il diritto di avere la propria opinione su tutto e questo non è sicuramente un male, anzi, può portare, grazie al confronto, a nuove scoperte o cambi di idea. E poi, diciamocelo, al vero videogiocatore importa solo di giocare, divertirsi e sperimentare più console possibili. Il vero giocatore ama tutte le console (magari con qualche leggera preferenza), ama tutti i giochi, ama l’universo videoludico in generale. Questa è infatti la vera essenza di un videogiocatore.

Tornando al discorso iniziale: con il termine console war si vuole quindi in realtà andare ad indicare quella sana competizione che si crea tra le varie aziende e che le sprona a dare sempre di più e non fermarsi al realizzare il semplice compitino. Pensate davvero che Microsoft avrebbe dato vita ad un progetto enorme e ambizioso come Xbox Scarlett se non ci fosse stata la Sony o la Nintendo a competere con lei? Io penso proprio di no.


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E su questo è d’accordo con me anche una personcina abbastanza importante: Phil Spencer, capoccia di Xbox. Spencer ha infatti rilasciato una lunga intervista al sito Giant Bomb in cui parla di molte cose interessanti, tra cui l’utilità della console war. Noi ci concentreremo proprio su questo punto.

Il caro Phil, riguardo alla competizione con Nintendo e Sony, ha dichiarato che ovviamente vorrebbe che Xbox fosse la numero uno, ma che allo stesso tempo tutti possono risultare vincitori e lavorare insieme per rappresentare al meglio ciò che è il settore del gaming. Lui non vede il business come una lotta vera e propria, ma come un’opportunità per creare qualcosa che le persone amano.

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Phil Spencer

Tra le varie aziende infatti non esiste un odio reciproco, come ci dimostra anche l’ultima collaborazione annunciata proprio tra Sony e Microsoft, che ci ricorda Phil Spencer. Il risultato è quindi quello di uno spronarsi a vicenda per fare il proprio meglio continuamente.

Riguardo a Xbox Scarlett, Phil ha dichiarato che ovviamente vorrebbe vederla, una volta uscita sul mercato, in testa alle classifiche, poichè lui è, citandolo: “competitivo come qualsiasi persona“. Questo però ovviamente, come ci dice, non significa che voglia far soffrire Sony, facendola cadere nel baratro.

Questo è solo uno dei tanti argomenti di cui parla Spencer in questa intervista, molto lunga ed interessante. Se volete quindi leggerla nella sua interezza, in lingua inglese, la potete trovare qui.


Insomma, il fulcro del mio articolo è far capire che quando si parla di console war si parla di qualcosa di bello e necessario, utile a noi e alle aziende del mercato video ludico. Togliamoci i paraocchi dal viso e andiamo a scoprire senza pregiudizi ciò che si nasconde realmente dietro ad un termine abusato e spesso mal usato.

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Luca Brajato
Appassionato della psiche umana unisco questo mio interesse alle altre mie passioni: videogiochi, anime e manga. Sono uno scrittore in erba alla continua ricerca di ispirazione.

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