lunedì, 9 20 Dicembre19

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Fire Emblem Three Houses: ecco perché mi sono innamorato di questo titolo

Erano anni che non prendevo in mano uno dei titoli appartenenti a questa saga videoludica, e sinceramente mi ricordavo troppo poco di ciò che la rende speciale per essere convinto riguardo a questo titolo, quando l’annunciarono ormai molto tempo fa. Col passare del tempo però, non stavo più ad ascoltare chi ne parlava male basandosi solo su trailer e cose simili, ma mi sono fidato del mio istinto, apprezzandolo ogni mese sempre di più, fino alla sua uscita.

Qualche giorno dopo il day one infatti non potei più aspettare, e corsi a prenderlo. Ho fatto una delle scelte migliori che potessi fare, poiché Three Houses è davvero uno di quei titoli che ti entra nel cuore, che non ti stanca e che puoi giocare e rigiocare all’infinito. Andiamo però adesso ad analizzare ciò che ho amato del gioco, cercando sempre di evitare il più possibile gli spoiler.


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L’accademia

Una delle cose che davvero mi hanno convinto di più è stato proprio il prendere parte a quest’accademia, situata in un monastero e composta principalmente da tre classi e qualche altro personaggio esterno sparso per tutta l’area. Inizialmente sarò sincero non avevo proprio capito che il nostro protagonista sarebbe stato il professore e non uno studente, ed appena capito ero titubante. Ed anche in questo caso ho dovuto ricredermi. Fare le lezioni, aiutare gli studenti e tutte le cose legate al ruolo sono davvero tanto divertenti, sono forse proprio le cose che mi hanno conquistato maggiormente, portando il giocatore a vivere l’ambiente in un modo più personale. Anche se si è professore comunque, non si smetterà mai di imparare in qualsiasi caso, e così va benissimo. Il feeling che mi dà l’accademia è, per qualche strano motivo, quello di una Hogwarts meno magica, ma non riesco bene a capire perché. Saranno le casate, saranno i professori, sarà magari anche altro. Anche la suddivisione delle mansioni per ogni mese la trovo una grande idea, che rende il tutto più reale, per quanto sia possibile.

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I personaggi

La cosa probabilmente migliore in generale sono proprio i personaggi, ossia gli studenti, i professori e qualche cavaliere. Ognuno (o quasi) ha una personalità diversa rispetto agli altri, con storie sempre diverse che col tempo andremo a sviscerare completamente, anche grazie al sostegno che rafforzeremo ogni volta con loro. Il sostegno è praticamente il livello di amicizia che il professore e gli altri personaggi sviluppano con tutti, andando non solo a sbloccare nuovi dialoghi o love story (punto a quanto pare fondamentale per la maggior parte dei giocatori), ma anche affinità in battaglia. Oltre a questo parlare molto con personaggi anche di altre casate porterà ad evoluzioni diverse nel corso della storia, sbloccando quindi ogni volta cose differenti. Poi c’è anche il fatto, fondamentale, che agli studenti ti ci affezioni davvero. Io sono uno di quei videogiocatori che si legano facilmente ai personaggi delle varie opere, ma qui ti senti davvero parte di una specie di famiglia.


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Il combattimento e la gestione delle unità

Ovviamente il combat system di Fire Emblem è ormai noto ed è assolutamente il marchio di fabbrica della saga (togliendo un recente gioco di genere musou). I vari FE infatti sono da sempre fra i titoli strategici migliori di sempre, o almeno sicuramente fra quelli che preferisco. Questo stile di gioco è stato riportato anche in questo titolo e in modo eccellente. Sarà ovviamente a turni, con la possibilità di rispondere agli attacchi nemici. Bisogna fare molto attenzione a chi mettere e dove per evitare di fargli prendere troppi danni, oppure che arma o incantesimo usare per recare maggior danno al nemico che ci si trova davanti. Con lo studio e l’esperienza guadagnata in battaglia noi ed i nostri studenti avremo l’opportunità di cambiar classe per diventare sempre più forti, o anche per cambiare totalmente lo stile di scontro che vogliamo. Oltre a ciò si sbloccheranno l’uso di armi sempre più forti e di abilità e mosse speciali uniche per ogni classe.

La difficoltà ed il tipo di gioco che andiamo a scegliere oltretutto influisce tantissimo sul gameplay in sé. Nel caso si scelga di giocare in difficile e tipo di gioco classico (scelta però consigliata a chi ha giocato già a qualche titolo in passato), la sfida sarà ancora più grande, poiché dovremo far di tutto per non far morire i personaggi, che nel caso non tornerebbero più in vita (se non per il trucco di spegnere la console per iniziare nuovamente la battaglia, ma sconsiglio comunque di farlo per apprezzare al meglio l’esperienza di gioco).

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La trama e la longevità dell’opera

La storia del gioco è molto avvincente, ed io per ora ho vista la trama solo da un punto di vista, avendo finito l’opera solo con una casata. La cosa davvero interessante è proprio la possibilità di finire il gioco più volte, andando ogni volta a cambiare la trama generale, oltre che scoprire vari sviluppi dei personaggi di cui ho parlato anche prima. Bisogna però attendere pazientemente, l’inizio del gioco è infatti identico in tutte le varie partite, che andranno a cambiare solo dopo abbastanza tempo.

Per fare un esempio, sono ad otto ore della mia seconda partita e le differenze dalla prima per ora sono davvero minime. Però, tutte queste cose, rendono il titolo davvero molto longevo. Con la prima storia sono arrivato a 36 ore, non giocandoci però come si deve poiché alcune meccaniche le ho capite troppo tardi. Contando che le storie da seguire sono almeno quattro, le 100 ore si passano ampiamente, ed incredibilmente non stanca (tranne per la cosa della ripetitività iniziale che va beh, lasciamola passare)

Fire Emblem Three House è quindi un titolo riuscito alla perfezione. Ovviamente bisogna essere amanti o quasi di questo genere di giochi, che non sono per tutti. Alcuni infatti lo possono trovare noioso, altri banale. Ma se vi piacciono gli strategici o comunque opere con trama ottima ed interazioni costanti e realmente ben realizzati, questo è il gioco che fa assolutamente per voi. Spero che vi faccia innamorare, così come è successo a me.


Ci state già giocando? Come vi sembra?

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