domenica, 25 Ottobre 2020

Videogiochi

I “bambini in barattolo” di Death Stranding potranno parlare direttamente al giocatore

I particolari personaggi del gioco, i Bridge Baby potranno parlare al giocatore direttamente dal dualshock

Oggi si parla in particolare di una notizia, riguardante Death Stranding, che a primo impatto potrebbe sembrare addirittura molto interessante, ma che in realtà, almeno per me, non lo è poi moltissimo. Come sono cattivo.

Penso che ormai sappiate quanto Death Stranding non mi ispiri per nulla, nè mi invogli a comprarlo. I trailer sono sempre stati molto confusi, senza mai una spiegazione completamente soddisfacente. Forse sono semplicemente scemo io a non comprenderli eh.
Poi, nei gameplay, ancora, vediamo solo gente che trasporta cose (liberamente ispirato al lavoro di UPS, corrieri dal 19qualcosa). Sì, negli ultimi abbiamo visto anche qualche combattimento e una bella moto, wow! Allora, tutto a posto. Anche no.


Norman Reedus in Death Stranding - I "bambini in barattolo" di Death Stranding potranno parlare direttamente al giocatore

Il fatto che sia un titolo di Kojima, e non metto in dubbio che abbia creato dei videogiochi che sono capolavori, non vuol dire necessariamente che anche questo lo sia. Anche il fatto che ci siano molti attori conosciuti e talentuosi, non lo rende un fattore di sicurezza della sua bellezza. Sta di fatto che io rimango ancora molto molto scettico riguardo a questo titolo, che mi aveva intrigato al tempo con il primo trailer ma che poi mi ha lasciato con l‘amaro in bocca, dopo la vista dei successivi trailer/gameplay.
Secondo me infatti, la linea tra il creare qualcosa di geniale o artistoide e senza senso è davvero molto sottile. E qui per me si sta giocando proprio sul filo del rasoio. Voglio sottolineare che le mie sono opinioni strettamente personali, fatte da una persona soltanto appassionata e senza qualifiche nel campo.

death stranding - I "bambini in barattolo" di Death Stranding potranno parlare direttamente al giocatore

Spero vivamente di sbagliarmi e che si riveli poi un vero capolavoro di gioco, ne dubito, ma lo spero.


Detto ciò, immagino sappiate che durante la State Of Play di Sony avvenuta martedì scorso (che abbiamo seguito io e Mirko insieme a voi sul canale di Twitch: Porto_Intergalattico) è stata annunciata una versione esclusiva della console PS4 PRO a tema Death Stranding. Bianca con due impronte di mani stampate sopra in nero e un joystick giallo paglierino trasparente e sul touch pad scritto il titolo del gioco. Ad alcuni è piaciuta, ad altri no. Io la definisco carina sicuramente, bella al primo impatto, ma ce ne sono sicuramente di migliori, come per esempio quella di God of War o Kingdom Hearts.

Sta di fatto che Kojima, tutto contento di questa edizione esclusiva, pubblicizzandola sul suo account Twitter si è sbottonato, rivelando un nuovo particolare dettaglio di gameplay.

Se vi ricordate spesso nei vari trailer abbiamo visto questi bambini un po’ inquietanti caspita, dentro questa specie di sacca, di confezione, barattolo, come lo vogliamo chiamare, immerso in un liquido giallo. (Oddio, ho capito! Il colore del controller è ispirato al colore di quel liquido! Sono uguali! Ottima scelta sì, assolutamente, un colore così attraente.) Loro sono i Bridge Baby (BB), praticamente l’unica connessione tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Nel gioco vengono usati un po’ come equipaggiamento diciamo e non durano solitamente molto.
Ecco, secondo le parole di Kojima, se giocheremo con la console e il dualshock dedicato al videogioco, questi bambini ci parleranno attraverso il controller. Non è chiaro se questa funzionalità sarà presente anche con la versione base della console.

80 - I "bambini in barattolo" di Death Stranding potranno parlare direttamente al giocatore
Il magico bambino

Insomma, niente di particolarmente nuovo, ma sicuramente interessante. Mentre giochi, i salti, madonna, questo che ti inizia a parlare e te lo senti vicinissimo. Che poi, questo dettaglio infittisce ancora di più il tutto, sollevando nuove domande. Perchè un bambino così piccolo parla? O è forse solo un’allucinazione del protagonista? O chissà cos’altro. Oppure ancora, parlerà forse direttamente al giocatore, senza passare per il protagonista del gioco? In una specie di sfondamento della 4° parete (sarebbe molto interessante in effetti così).

Ogni volta che Kojima apre bocca o ci mostra qualcosa di nuovo, non sorgono mai risposte ma soltanto domande. Il che è divertente e affascinante all’inizio, ma a lungo andare stufa.


E voi cosa ne pensate? Siete d’accordo con me con questa mia ultima affermazione oppure no?

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Luca Brajato
Appassionato della psiche umana unisco questo mio interesse alle altre mie passioni: videogiochi, anime e manga. Sono uno scrittore in erba alla continua ricerca di ispirazione.

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