giovedì, 28 Maggio 2020

Arte e Cultura, Videogiochi

Il Giappone crea il “letto da gaming”: emblema di disagio e degrado sociale

È stato creato il “letto da gaming”: emblema di disagio e degrado sociale

La vita di noi videogiocatori spesso non è semplice. Dobbiamo riuscire ad incastrare i nostri impegni lavorativi e sociali per ritagliarci quell’angolo di tempo da dedicare ai videogiochi.

Nell’immaginario collettivo però spesso, la figura del gamer viene vista in modo negativo. Una persona inaffidabile e pigra che passa tutto il proprio tempo davanti ai videogame. Come se non avessimo una vita sociale o lavorativa. Non so, con cosa pensano che compriamo i videogiochi? Con le monete di gioco? Magari…


Tornando a noi, uno dei prodotti da poco lanciato sul mercato da parte di un’azienda giapponese di nome Bauhutte, non aiuta per niente la nostra causa. L’oggetto in questione infatti è un vero e proprio letto da “gaming” chiamato: “ultimate gaming bed“. E volete sapere come viene descritto? “Ogni giorno mi alzo e vado alla mia scrivania. Ma perché è così complicato? Il letto da gaming risolve il problema.” No comment.

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La struttura principale è formata dal letto, che sembra pure molto comodo. Intorno ad esso possiamo trovare poi le altre sue componenti. Al bordo troviamo una scrivania dove poter posizionare i propri schermi e i propri attrezzi del mestiere. Notate anche a lato lo spazio per il controller e le bibitone zuccherate. Sul fianco possiamo invece notare una specie di carrellino che può contenere rifornimenti di cibarie et similia. Infine, alla testa del letto è presente un mobiletto a due piani dove si può poggiare una lampada o altri oggetti di comodità quotidiana. Tipo anche un libro magari? Non penso sia stata neanche vagliata come possibilità, perché noi videogiocatori siamo solo infognati con tecnologia e giochi no? I libri non sappiamo neanche cosa siano. I romanzi? Oh, che strano vocabolo aulico, cosa potrà mai significare?


Questo super letto anti-salute è venduto al modico prezzo di circa 1000€, tutto incluso.

Sappiamo due cose del gaming: 1.è un passatempo, un hobby, ormai al giorno d’oggi spesso diventa anche un lavoro, qualcosa che ci fa stare bene; 2. non viene ancora visto di buon occhio da molta gente.

La produzione, ma soprattutto l’acquisto di un prodotto del genere non soltanto va contro tutte le regole per uno stile di vita di base sano e umano, ma va anche a infierire su una figura sociale già abbastanza mal vista. Non sussistono motivi oggettivi per comprare un tale prodotto, nè per gli appassionati, nè tantomeno per i professionisti. Un oggetto del genere serve solo per guardarlo, riderci su, comprendere a che punto del degrado sociale siamo arrivati e chiudere la pagina di acquisto.

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Spesso ho parlato bene del genio made in Japan, quel genio pazzerello delle pubblicità ricche di cringe e trash e spesso anche di quello più contenuto ed elegante, come il bellissimo disegno da parte di un artista di Final Fantasy in onore del nuovo imperatore del Giappone. Questa volta però, per la prima volta mi trovo a criticare una produzione 100% giapponese, già patria del fenomeno culturale degli Hikikomori (su cui non mi esprimo troppo, poiché sono una realtà estremamente complessa).

Forse sono uscito un po’ dal seminato in questo articolo, ma sentivo il bisogno di dire la mia.

A parte questo, come prodotto risulta veramente figo e anche potenzialmente funzionale. Il problema però è che i veri giocatori non sono così.


Voi invece cosa ne pensate? Siete d’accordo con me o invece lo apprezzate?

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Luca Brajato
Appassionato della psiche umana unisco questo mio interesse alle altre mie passioni: videogiochi, anime e manga. Sono uno scrittore in erba alla continua ricerca di ispirazione.

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