domenica, 29 Marzo 2020

Videogiochi

Il mondo dei videogiochi ci permette di comprendere al meglio la realtà? Un interessante paradosso.

Un editoriale basato e sviluppato sulla base della mia tesina di quinta del Liceo. Cultura e videogiochi uniti sotto lo stesso tetto, in un rapporto ambivalente e a doppio senso.

Il mondo che ci circonda è frutto di una cultura ben delineata, ma allo stesso tempo, in continuo mutamento. Molte delle certezze a cui ci aggrappiamo quotidianamente potrebbero sgretolarsi da un giorno all’altro e probabilmente ce ne accorgeremmo troppo tardi.

Alcuni dei letterati, filosofi e psicologi più famosi ci hanno lasciato miliardi di informazioni riguardo la loro visione della realtà e convinzioni. Elementi che spesso ci ritroviamo a studiare a scuola, protagonisti dei nostri libri scolastici. E questi stessi sono esempi di quella cultura che, pian piano plasmata, è giunta fino a noi dopo lavori di ristrutturazione, rielaborazione e spesso anche confutazione. 


romaguidetour visite guidate personalizzate roma leonardo vinci scuola atena square - Il mondo dei videogiochi ci permette di comprendere al meglio la realtà? Un interessante paradosso.
Porzione dell’opera di Raffaello: Scuola di Atene

A volte questa nostra realtà, soprattutto quella legata alla cultura nel più comune senso del termine, ci sembra ben lontana da quelle realtà che invece ritroviamo all’interno dei videogiochi. Io stesso ho definito i videogame un mezzo per potersi allontanare dalla nostra quotidianità, immergersi in un mondo nuovo e per trovare un po’ di pace. In realtà però, questi due mondi hanno molto in comune. E non solo parlando di ambientazioni realmente esistenti o personaggi realmente esistiti. Hanno in comune costrutti culturali ed elementi quotidiani così intrinseci nella nostra esistenza che spesso non ci rendiamo conto neanche della loro presenza. 

Pensate, per esempio, soltanto per un attimo alla nostra concezione di tempo. Un concetto così tanto radicato in noi da sembrare paradossalmente quasi non reale, così immobile nella sua struttura quasi da dimenticarci della sua esistenza.
Le ore scorrono, come i minuti e i secondi. Passano i mesi, gli anni, nasciamo, cresciamo ed infine moriamo. Facciamo parte di un cerchio della vita complesso ma allo stesso tempo molto semplice. Siamo un concentrato di ricordi passati, di momenti presenti e di speranze future. Non esisteremmo senza un passato, né senza un futuro, né tantomeno senza un presente. 


persistenza della memoria persistence of memory - Il mondo dei videogiochi ci permette di comprendere al meglio la realtà? Un interessante paradosso.
Quadro: La persistenza della memoria di Salvador Dalì

Lucio Anneo Seneca, conosciuto più semplicemente con il nome di Seneca, è stato un importante filosofo, drammaturgo e politico romano, vissuto tra il 4 e il 65 a.C. Una delle sue opere più importanti è intitolata: Epistulae morales ad Lucilium (Lettere morali a Lucilio). Una raccolta di 124 lettere, secondo la maggioranza degli studiosi, effettivamente recapitate al diretto interessato, Lucilio. Un ragazzo di modesta condizione proveniente dalla Campania, di buona cultura, poeta e scrittore e, al tempo, governatore della Sicilia.

I contenuti di quest’opera sono disparati, ma tutti accomunati dall’obiettivo di condurre il ragazzo ad una crescita dal punto di vista morale. E tra le tante riflessioni ne troviamo una che riguarda proprio il tempo, ed è quella che ci interessa ora. 
Come l’ultima goccia non svuota la clessidra… così l’ultimo momento in cui noi smettiamo di esistere non da sola costituisce la morte…

frasi di lucio anneo seneca - Il mondo dei videogiochi ci permette di comprendere al meglio la realtà? Un interessante paradosso.
Uno dei busti che ritraggono Lucio Anneo Seneca

Con questo arguto pensiero Seneca mette in metafora il lineare concetto del tempo che passa e che giunge ad una fine. Ci racconta come la nostra morte sopraggiunga come risultato dei momenti della nostra vita sommati tra loro. Il paragone è tra la nostra esistenza ed il funzionamento di una clessidra. Quest’ultima non si svuota del tutto immediatamente dopo averla capovolta per azionarla, ma si svuota pian piano, con lo scorrere appunto, del tempo. Allo stesso modo, quando noi nasciamo, la nostra personale clessidra viene rovesciata ed inizia così il nostro conto alla rovescia verso la morte. 

Ma se Seneca non avesse ragione? Se invece quella fatidica clessidra si svuotasse nell’istante in cui fosse ribaltata? Cosa succederebbe? Cosa rappresenterebbe per la nostra esistenza? 

Penso che in pochi si siano mai posti una domanda del genere, io stesso non me la sono mai posta, fino a quando non sono incappato in un videogioco: Dead Synchronicity – Tomorrow comes Today

Copertina DS TCT 990x495 - Il mondo dei videogiochi ci permette di comprendere al meglio la realtà? Un interessante paradosso.
Locandina del gioco che ritrae il protagonista Michael

Partiamo dal principio. Sviluppatore di questo piccolo capolavoro è la Fictiorama Studios. Mentre il publisher è la più famosa Daedalic Entertainment, conosciuta per la sua saga immortale: Deponia. Il gioco è di genere avventura grafica classica in 2D. Disponibile per PC, PS4 e Nintendo Switch.

Il mondo che ci viene descritto in Dead Synchronicity è un mondo in rovina, sull’orlo della fine. Alcune inspiegabili catastrofi naturali, denominate la Grande Onda hanno devastato tutto ciò che potevano distruggere. I sopravvissuti rimasti sono obbligati a vivere in dei campi profughi, trattati come vermi da parte dei soldati di turno. Come se non bastasse una malattia sconosciuta si sta espandendo a velocità allarmante. In poco tempo riduce le persone in brandelli di carne, dopo periodi di confusione, deliri e buchi di memoria. I contagiati vengono chiamati: “i Dissolti”, poiché il declino della malattia causa letteralmente la dissolvenza dei malati

Il nostro protagonista è Michael, un uomo continuamente tartassato da strane visioni e ricordi che gli sembra di non aver mai realmente vissuto. Il suo obiettivo è quello di scoprire cosa sta accadendo non soltanto a lui, ma al mondo che è rimasto. 

dead synchronicity tomorrow comes today PC 6077 - Il mondo dei videogiochi ci permette di comprendere al meglio la realtà? Un interessante paradosso.
Michael con altri personaggi in una scena del gioco

Quello che scoprirà è al di fuori di ogni comprensione logica e umana. Il nostro viaggio in questo mondo in rovina ci porterà ad uno studioso che è stato capace di comprendere la situazione. Gli eventi catastrofici che hanno colpito il mondo, e questa misteriosa malattia non sono altro che segni di una condizione che sta per colpire tutto ciò che siamo sempre stati abituati a chiamare “realtà”: “il Punto di Sincronia Morta.” 

Questo evento porterà al totale annichilimento dei concetti di passato, presente e futuro. Il nostro esistere sarà frazionato in un millesimo di secondo, l’istante in cui nasceremo coinciderà con l’istante della nostra morte. Tutti i passati, i presenti e i futuri si andranno ad unire in un’unica colonna verticale, eliminando del tutto il concetto di tempo che passa su una linea orizzontale, creandone uno nuovo, basato sulla verticalità e la “non esistenza”.

maxresdefault - Il mondo dei videogiochi ci permette di comprendere al meglio la realtà? Un interessante paradosso.
Michael in compagnia dello scienziato

All’interno del gioco ci viene spiegata la situazione attraverso un’ingegnosa metafora fotografica

Prendete le foto rappresentative della vostra vita. Il giorno della vostra nascita, il vostro primo giorno di scuola, la volta in cui vi siete sbucciati il ginocchio,  il vostro diciottesimo compleanno, il giorno della vostra laurea, il giorno del vostro matrimonio, la foto dei vostri figli in spiaggia, il giorno passato in compagnia dei vostri nipoti ed infine il vostro ultimo ricordo, stampato su un rullino, in compagnia della vostra anima gemella accanto a lei, sul vostro letto di morte. Immaginate di mettere in ordine cronologico questi momenti della vostra esistenza, dal primo all’ultimo, orizzontalmente. Ora prendeteli e metteteli uno sopra l’altro, verticalmente. Questo sarà il nuovo corso del tempo. Tutti gli istanti passati, presenti e futuri saranno condensati in unico istante

35ce8987bc5ddee674f67d9020ce8086 - Il mondo dei videogiochi ci permette di comprendere al meglio la realtà? Un interessante paradosso.

Torniamo alla clessidra di Seneca. Quella metaforica clessidra è stata ora ribaltata e la sabbia o l’acqua al suo interno è finita dall’altra parte, istantaneamente, tutta insieme, senza darci il tempo di esistere. La vita e la morte condensanti in un unico istante, in un’unica realtà, infinitesimale. 

Una prospettiva di realtà decisamente poco appetibile, ma questo accade nell’universo di un gioco che riempie di emozioni e permette al fruitore di riflettere non solo sulla propria esistenza, ma anche sull’’intricato e controverso mondo del tempo.

Ma non pensate che sia finita qui. Oltre a questo estremamente affascinante pensiero, il gioco offre anche altri incredibili spunti di riflessione, come per esempio quello riguardante la memoria, i ricordi, fulcro portante, ancora una volta, della nostra esistenza. Come ci rammenta infatti un personaggio all’interno del titolo: “Un uomo senza ricordi è solo un ombra. O ancora peggio, è un nessuno.” 

D’altra parte se ci pensate, le nostre memorie sono la colonna portante del nostro presente e del nostro essere. Senza di esse saremmo un guscio vuoto, senza emozioni né pensieri. Vivremmo una condizione di non esistenza. 

Is addiction a disease - Il mondo dei videogiochi ci permette di comprendere al meglio la realtà? Un interessante paradosso.

Tutti i personaggi che circondano il protagonista, nonchè il protagonista stesso, pongono sempre l’accento sull’importanza della memoria e il suo ruolo fondamentale, soprattutto in un periodo storico in cui tutto sta cadendo a pezzi e in cui i vuoti di memoria, causati da quella misteriosa malattia, sono all’ordine del giorno.

Lo stesso Sant’Agostino, filosofo, vescovo e teologo romano vissuto tra il 354 e il 430 d.C all’interno del suo “Tempo della memoria” esprime la sua convinzione che il tempo non sia assoluto, ma relativo al valore che la memoria gli attribuisce. Per lui la memoria è il nucleo fondamentale dell’uomo. Peccato però che ben presto i protagonisti della nostra avventura si renderanno conto che ormai anche i ricordi sono divenuti inutili per sopravvivere. 

250px Sant%27Agostino d%27Ippona - Il mondo dei videogiochi ci permette di comprendere al meglio la realtà? Un interessante paradosso.
Sant’Agostino

Due concetti fondamentali di filosofie appartenenti a due grandi personalità della storia vengono nel gioco (secondo la mia visione delle cose ed interpretazione) raccontate e a loro modo rappresentate. La visione di Seneca viene addirittura ribaltata in un lavoro di rielaborazione arguta ed affascinante, rimanendo comunque legata alla visione iniziale del filosofo. Ditemi voi se non è questa cultura nei videogiochi e forse pure qualcosa di più.

La storia però non finisce qui. Dalla filosofia passiamo infatti alla psicologia, più precisamente alla psicanalisi e ancora, al fondatore di questa corrente: Sigmund Freud

All’interno di Dead Synchronicity troviamo un personaggio immensamente complesso ed affascinante nella sua angoscia, ben al di sopra del protagonista: Rose
Rose è una ragazza giovane, che affronta i disastri che si sono abbattuti sulla Terra in solitudine, accompagnata soltanto da traumi e brutalità

2a9d1a0f26cf569369b50b445d437b2086d037167c36d1720d61d764a20a34a4 product card v2 mobile slider 639 - Il mondo dei videogiochi ci permette di comprendere al meglio la realtà? Un interessante paradosso.
Rose in compagnia di Michael

Quando il mondo cade a pezzi davanti ai nostri occhi, le reazioni possono essere le più disparate, ed è qui che le persone più abominevoli trovano campo fertile per dare sfogo ai propri istinti su vittime innocenti incapaci di reagire ed impaurite. Rose si è ritrovata sola a sopportare l’abuso sessuale di un gruppo di soldati, le stesse persone che l’avrebbero dovuta proteggere. 
E come se non bastasse, dopo aver subito un trauma del genere, è stata obbligata da due loschi sporchi e ignobili esseri a prostituirsi, in modo da guadagnare qualche soldo, in questo mondo ormai caduto in rovina. 

Come può una persona reagire a così tanti eventi traumatici? Il più delle volte, non reagisce, ma rimuove o si nasconde. Rose ha reagito creandosi una realtà tutta sua, presente soltanto nella sua mente, in cui si è rifugiata. I suoi ricordi sono stati, alcuni rimossi e altri modificati per risultare in una nuova e più accomodante, ma soprattutto accettabile, realtà. 

Ed è proprio qui che ritroviamo gli studi di Freud, sulla rimozione e la modifica dei ricordi da parte dell’inconscio. Secondo la teoria topica dello psicanalista, all’interno della nostra mente sono presenti tre sezioni, intersecate tra di loro: l’inconscio, il preconscio e il conscio. All’interno della prima si racchiudono tutti i pensieri al di fuori del nostro controllo, che attraversando il secondo arrivano fino al terzo, sul quale finalmente abbiamo controllo e coscienza.

Sigmund Freud 3 - Il mondo dei videogiochi ci permette di comprendere al meglio la realtà? Un interessante paradosso.
Sigmund Freud

In questo passaggio è però presente una specie di censura, chiamata da Freud “difesa” che permette soltanto a determinati ricordi e pensieri di giungere fino alla parte conscia. Quest’ultima respinge il passaggio di ricordi che possano danneggiare il conscio e di conseguenza l’integrità della persona. Soltanto in determinate condizioni, quando la censura viene ridotta, il materiale che verrebbe generalmente rimosso, viene fatto passare, ma soltanto dopo aver subito determinate modifiche che mitigano le parti più sgradevoli e potenzialmente dannose. 

Ed ecco spiegato il comportamento di Rose, incapace di concepire una realtà così abominevole, di cui sarebbe protagonista. La ragazza si protegge dietro la convinzione di essere madre, di un figlio che effettivamente non esiste. La sua primaria preoccupazione e motivo di vita è il ritrovamento di un figlio inesistente, missione che poggia sulle spalle del protagonista, che ancora non sa che in realtà questo bambino non è mai esistito. Ma noi, insieme a lui lo scopriremo soltanto più tardi. 

CONSCIO+CENSURA+INCONSCIO+RIMOSSO - Il mondo dei videogiochi ci permette di comprendere al meglio la realtà? Un interessante paradosso.

Il passaggio dalla psicologia alla letteratura è tanto flebile quanto obbligato. Arrivando ad un autore vittima lui stesso di innominabili soprusi all’interno del campo di concentramento di Auschiwtz, durante la seconda guerra mondiale. Capace di descrivere ciò che ha vissuto in maniera pungente ed indimenticabile all’interno dei suoi scritti: Primo Levi

All’interno del suo capolavoro “I sommersi e i salvati” scrive che «La memoria umana è uno strumento meraviglioso ma fallace.» Afferma che i nostri ricordi spesso si modificano o addirittura si accrescono e uno dei tanti meccanismi che finiscono per falsificare la memoria è proprio il trauma. Un ricordo troppo spesso evocato tende a fissarsi in uno stereotipo che si installa al posto del ricordo greggio. La vittima del trauma ha bisogno di rifugio e di difesa e ne va istintivamente in cerca, arrivando a distorcere la realtà non solo nel ricordo ma spesso anche nell’atto stesso in cui l’azione si verifica.

primo levi - Il mondo dei videogiochi ci permette di comprendere al meglio la realtà? Un interessante paradosso.
Primo Levi

Reagire ad un trauma in questo modo spesso è l’unico che si ha per riuscire a sopravvivere. Viviamo in un mondo in cui non esiste confine al male che ci può essere fatto, al male che possiamo subire. Il nostro organismo e le nostre strutture mentali imparano ad adattarsi a ciò che lo circonda e ad affrontare il peggio. La memoria ci difende dagli altri e spesso anche da noi stessi. Rose si è adattata per sopravvivere

Arrivati al punto della storia in cui capiremo cosa sta realmente accadendo a Rose, il protagonista deciderà di aiutare la donna, anche se in un modo un po’ diverso da quello che possiamo immaginare. L’uomo dona alla giovane una pistola e, a suo modo, anche suo figlio, un semplice bambolotto rovinato, che lei accoglie, convinta della loro reale parentela. 

Rose a questo punto, punta la pistola contro i suoi aguzzini e li uccide. Finalmente è libera, fuori da quel lurido furgoncino, scenario di orribili nefandezze. Il suo sguardo però comincia a diventare vuoto, lucido, senz’anima. Si accascia, sedendosi vicino ad una ruota del camper, con il suo bambino che ha fatto cadere accanto a lei, lasciandosi definitivamente andare. Il suo sguardo ormai è completamente spento, senza speranza di ripresa. La sua personale realtà ha preso il sopravvento, chiusasi ormai in quel suo mondo costruito con tanta fatica e sofferenza. Ora questa è diventata la sua unica realtà in cui vivrà, intrappolata o forse liberata, per sempre, nella sua mente.

artwork.dead synchronicity tomorrow comes today.2560x1440.2016 10 11.115 - Il mondo dei videogiochi ci permette di comprendere al meglio la realtà? Un interessante paradosso.

Una delle scene più forti che abbia mai visto in un videogioco e che non dimenticherò per il resto della mia vita.

Dead Syncroncity è molto più che un gioco, è una vera e propria esperienza di vita. Ci permette di riflettere su alcuni dei temi più complessi dell’universo in cui ci troviamo. Ci consente di dargli una lettura originale ed innovativa, mai vista prima, permettendo così una dilatazione del nostro pensiero, una nuova capacità di apprendimento e nel saper sviluppare pensieri collaterali, diversi da qualsiasi altro che abbiamo mai sperimentato. Ci permette di esperienziare di una nuova tipologia di mondo in cui probabilmente speriamo di non dover vivere mai, ma se non è il tempo che collasserà, sarà sicuramente qualcos’altro.

Forse sarà la società stessa ad arrivare al collasso, la democrazia, le nostre forme di governo. Forse si giungerà alla realtà descritta da George Orwell, all’interno del suo più famoso romanzo: “1984”. Una storia che ci racconta di un mondo controllato in ogni suo aspetto dal Grande Fratello, un personaggio che nessuno ha mai conosciuto né visto, attraverso device elettrici. Un mondo svuotato da ogni emozionalità ed empatia, scandito soltanto da ritmi lavorativi e produttività, con rapporti anaffettivi fini alla sola procreazione. Società guidata da un solo ed unico partito che presenta degli slogan molto semplici quanto spaventosi: “la guerra è pace», «la libertà è schiavitù», «l’ignoranza è forza” che le persone si ritrovano a seguire, incapaci di reagire poiché rinchiusi in una bolla di incomunicabilità e nichilismo, costruita ad hoc intorno a loro dal governo stesso

george orwell quotes header min - Il mondo dei videogiochi ci permette di comprendere al meglio la realtà? Un interessante paradosso.

Sicuramente nel nostro odierno non siamo ancora arrivati a questi livelli, ma lo sviluppo tecnologico galoppante, i social e la nostra mania di condividere tutta la nostra vita ha permesso alle società e ai governi di creare i piccoli e propri Grandi Fratelli, che vegliano costantemente su di noi. 

Ed è proprio su questo che si basa Orwell, un videogioco sviluppato dalla Osmotic Studios, casa di sviluppo che si è posta come obiettivo quello di riuscire a far pensare il videogiocatore, farlo realmente riflettere e ponderare su decisioni che non hanno una sola ed univoca “giusta” soluzione. Secondo loro, il giocatore dopo aver completato un loro titolo potrebbe vedere il mondo da una nuova prospettiva. Non si arrogano certo il diritto di voler insegnare né predicare qualcosa, sta solo e soltanto al giocatore scegliere come e quanto il videogioco lo influenzerà. Quanto vi influenzerà l’esperienza di Orwell? Quanto ha influenzato me, far parte, per qualche ora di gioco, del Grande Fratello? Essere il Grande Fratello. 

60 - Il mondo dei videogiochi ci permette di comprendere al meglio la realtà? Un interessante paradosso.

Se pensavate infatti che il gioco ci mettesse nei panni dell’oppresso qui vi sbagliate di grosso, perchè Orwell ci mette proprio nei panni dell’oppressore: “Big Brother has arrived – and it’s you”.

Il gioco è ambientato in un presente verosimile, nel quale vestiremo i panni di una nuova recluta del programma Orwell, una piattaforma di sicurezza che ha la possibilità di ottenere il pieno controllo di social, computer, numeri di telefono ed e-mail dei cittadini. A noi viene dato il compito di scoprire, grazie a questi mezzi, il colpevole di un attentato terroristico da poco avvenuto nella piazza centrale della città, la Freedom Plaza (quale ironia), come simbolo di rivolta contro l’odierno governo. 

Scopriremo infatti che i colpevoli sono proprio un gruppo di ribelli contrari al nuovo decreto governativo: telecamere poste ovunque per monitorare la sicurezza dei cittadini e forse più che solo la sicurezza. 

orwell v1 503118 - Il mondo dei videogiochi ci permette di comprendere al meglio la realtà? Un interessante paradosso.

La cosa più interessante dell’intero titolo è il fatto che alla fine del gioco, dopo varie scoperte sul nuovo governo che sta per andare al potere ci verrà chiesto se vogliamo continuare a far parte del Grande Fratello, destinato a diventare più potente ed invasivo o se invece decideremmo di schierarci con i ribelli, in nome di una libertà che si sta perdendo poco a poco, in modo quasi impercettibile e di conseguenza preoccupante. 

Cosa sceglieremo di fare? Da che parte ci schiereremo? Ogni scelta ha la sua conseguenza, sceglieremo la più comoda? 

Il gioco ci mette continuamente davanti a scelte morali non semplici, abbiamo la responsabilità di puntare il dito contro delle persone, colpevoli forse soltanto di voler essere libere. Il nostro è un compito ingrato che siamo obbligati a svolgere, ma sta a noi decidere se vogliamo svolgerlo al meglio o “distrattamente“. 

orwell v1 503116 - Il mondo dei videogiochi ci permette di comprendere al meglio la realtà? Un interessante paradosso.
La schermata di gioco che ci troviamo davanti durante la partita

E non è così facile come può sembrare. Il potere dà alla testa facilmente e nei giochi non c’è eccezione. La libertà di poter scovare i segreti più profondi delle persone che ti circondano grazie ad un click è così allettante. Poter avere controllo sulle loro decisioni, spesso in modo impercettibile al soggetto, risulta quasi divertente. 

Tutte le componenti del gioco cercano il più delle volte di portarci dalla parte dell’oppressore, tirarci a lui con tutte le sue forze e presentarcelo come un’entità positiva, che vuole soltanto il bene dei propri cittadini. Una storia sicuramente già sentita, ma che paradossalmente, funziona ancora.
Ogni giocatore reagirà ovviamente in modi differenti a questi messaggi subliminali, a queste richieste, e arrivati alla fine ognuno avrà compiuto un’esperienza completamente diverse dalle altre. Questo è un gioco che, quasi surrealmente, si crea intorno alla personalità del giocatore, concludendosi in un agglomerato di riflessioni uniche e soggettive da parte di ogni fruitore su temi che forse fino a quel momento pensava non lo riguardassero. Pura genialità. 

maxresdefault - Il mondo dei videogiochi ci permette di comprendere al meglio la realtà? Un interessante paradosso.

Il gioco si ispira palesemente al romanzo di Orwell, partendo dal titolo stesso del gioco, cognome dell’autore ed incredibile innovatore del tema. 1984 infatti è un libro che continua e continuerà a suonare moderno, in qualsiasi epoca verrà letto. Il pericolo di perdere la nostra libertà infatti è sempre dietro l’angolo, pronta a sopraffarci, se non stiamo attenti e non siamo pronti a lottare.

Se volete avere informazioni più dettagliate riguardo le strutture di gioco e il gameplay vi invito a leggere la mia recensione del titolo che trovate qui sotto.

I videogiochi sono ormai diventati essi stessi parte della nostra cultura, soggetti a cambiamenti ed evoluzioni. Prodotti capaci di contenere un’incredibile quantità di informazioni riguardante la nostra realtà, trasportandola però in un mondo nuovo. Elementi di una cultura più classica si stanno sempre più fondendo con questi nuovi, giungendo a dei risultati unici e, a volte, indefinibili. Giocando ad un videogioco, tempo fa non ci si aspettava di apprendere nuove informazioni riguardo i massimi sistemi o di ritrovarsi a riflettere sulla nostra concezione di realtà. Oggi però queste caratteristiche sono all’ordine del giorno e permettono ai videogiochi di evolvere nella direzione migliore.

apertura - Il mondo dei videogiochi ci permette di comprendere al meglio la realtà? Un interessante paradosso.

Alcuni elementi della nostra cultura sono così intrinseci in noi e nella nostra quotidianità che se cambiassero probabilmente non ce ne accorgeremmo nemmeno in tempo: la concezione di tempo lineare, la memoria, le capacità di difesa della nostra mente, la libertà. Alcuni giochi ci mostrano una realtà diversa, basata su questi semplici assiomi. Ci mostrano quei cambiamenti di cui non ci accorgeremmo, ci avvisano a loro modo di ciò che forse spesso diamo troppo per scontato. E ci permettono di rifletterci su, per comprendere appieno ciò che ci circonda.


Un gioco, un elemento di finzione che ci permette di comprendere al meglio la nostra realtà. Che ironico paradosso.

  Articolo precedente

Videogiochi

Una nuova pubblicità firmata PlayStation piena di “cuore” in onore di San Valentino

Scritto da Luca Brajato

Articolo successivo  

Videogiochi

Pumpkin Jack: il gioco ispirato a MediEvil si mostra in tutta la sua bellezza

Scritto da Mirko Midili

Luca Brajato
Appassionato della psiche umana unisco questo mio interesse alle altre mie passioni: videogiochi, anime e manga. Sono uno scrittore in erba alla continua ricerca di ispirazione.

Send this to a friend