domenica, 18 Agosto 2019

Videogiochi

La mia avventura con Sekiro, tra disperazione e gioia

Sekiro: Shadow Die Twice, il nuovo gioco della FromSoftware uscito il 22 Marzo per PC, Ps4 e Xbox One mi ha letteralmente rapito. Ci ho messo, anche troppo probabilmente, ma da buon giocatore non troppo bravo e con poco tempo, ho avuto le mie belle grane.

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Infatti questo titolo è stressante sotto molti aspetti, va detto subito. La difficoltà dei giochi di questa casa di produzione è ormai nota, tanto da diventare un metro di paragone ormai per qualsiasi altro gioco leggermente impegnativo, molte volte giustamente, altre meno .


Sekiro è ambientato in una specie di Giappone feudale con molti elementi del folklore del paese. Il protagonista, uno shinobi al servizio di un ragazzo chiamato l’Erede Divino, si metterà in viaggio per aiutare e proteggere il suo padrone. Questa, molto semplificata, è la trama di base intorno alla quale tutte le varie vicende del gioco si vanno a sviluppare. Non voglio dilungarmi troppo su queste informazioni poiché Sekiro è un gioco interamente da scoprire, da godersi con il controller in mano.

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Penso che sia impegnativo quanto fantastico. Non riesci a disprezzare questo gioco, tra una qualsiasi imprecazione e l’altra. Già dall’inizio puoi completamente farti catturare da delle ambientazioni fantastiche, perdendoti nei momenti di pace ad osservare con quanta cura è stato reso bene l’ambiente attorno a te, che seppur maledetto appare altrettanto magico, un bellissimo sfondo per le battaglie che il giocatore dovrà affrontare.


Il gameplay sostanzialmente è molto diverso da quello già visto nei vari Souls, pur conservando dei piccolissimi particolari in comune. Non andremo mai in giro con uno scudo o cose simili, ma soltanto con la nostra spada ed il nostro braccio, di cui parleremo tra poco. L’unico modo per riuscire a difendersi è ovviamente schivare, ma anche deflettere con la spada gli attacchi nemici. Questo sarà molto importante nella nostra partita, poiché oltre che alla barra della vita sarà presente la barra della postura, che si riempie parando colpi o subendo una delle varie prese fatte dai nemici. Una volta riempita non ci permetterà di pararci per un po’ di tempo, e la stessa cosa accade per gli avversari.

Parliamo ora di due cose molto importanti, ossia il braccio prostetico e la resurrezione. Il primo ci permetterà di usare, grazie a degli emblemi spiritici, vari oggetti che troveremo durante il viaggio e che saranno molto utili per la nostra avventura, e avremo anche la possibilità di modificarli andando avanti con la storia. La resurrezione invece è forse la più grande novità del gioco. Quest’ultima infatti permetterà di tornare in vita, quando è possibile, istantaneamente. E’ molto utile se pensiamo anche al fatto che ad ogni morte perderemo la metà dei punti esperienza e dei Sen. La resurrezione però comporta anche dei malus, infatti più volte useremo questo potere e più NPC riceveranno la malattia del drago, che se non curata li porterà alla morte. Inoltre si abbasserà la possibilità di ricevere l’aiuto divino, che permette di non perdere nulla alla morte del protagonista.

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Come ho già detto il gioco è a tratti snervante e molto punitivo, ma attenzione, non è impossibile. Infatti come gioco è molto tecnico. I boss e i mini boss, anche i più forti, potranno essere battuti imparando bene i loro movimenti e agendo di conseguenza. Forse uno dei motivi per cui mi è piaciuto tanto è proprio questo. Le battaglie sono fondate molto più sull’intelligenza del giocatore e alla sua calma che sulla pura cattiveria nell’attaccare, spinti dall’istinto e dalla frenesia. Puoi usare abilità speciali acquistabili col tempo grazie ai punti esperienza e molto utili contro i nemici, o andare avanti deflettendo i vari attacchi nel momento giusto per abbattere completamente la postura avversaria. Sta quindi a noi scegliere la tattica che più troviamo adatta allo scontro. Andare attaccando in continuazione e senza pensare non ci aiuterà e anzi, ci porterà solo alla morte.

Una delle cose migliori secondo me in Sekiro è la soddisfazione dopo aver battuto quel boss che ti faceva soffrire da giorni e giorni. Ti senti in pace con te stesso, ti senti più leggero dopo esserti tolto un peso. E’ proprio una bella sensazione, forse è il vero motivo per cui questo gioco, ma alla fine anche tutti i Souls like, sono così apprezzati e amati. Sta di fatto che anche se così differenti, i giochi della FromSoftware riescono sempre ad unire il pensiero di critica e giocatori, o almeno di una buonissima parte di essi. In Sekiro poi possiamo trovare una storia e dei personaggi non da poco, che faranno apprezzare maggiormente quest’opera, nonostante tutto. Infatti da quest’opera verrà anche tratto un fumetto, per estendere maggiormente la storia già vista fino ad ora.

Ed ora non mi resta che tornare ad accendere la console e avviare qualche nuova partita +, perché sono leggermente sadico e troppo innamorato di questo titolo. E voi se lo avete, come siete messi?


E se non lo avete ancora giocato, cosa state aspettando?

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