giovedì, 6 Agosto 2020

Videogiochi

L’omofobia si può curare! The Last Of Us Parte II ne è la prova

Una storia stupenda in cui, grazie a TLOU un ragazzo ha finalmente accettato l’omosessualità della cugina

The Last Of Us Parte II è un videogioco che tratta tematiche di una certa importanza, tra cui temi attuali e controversi.
Un titolo che ti permette di vivere una gamma di emozioni davvero ampia, dall’odio, alla gioia più innocente. TLOU ti fa riflettere e molto anche, grazie ad una struttura di trama che non si spaventa ad affrontare temi maturi e a confrontarsi con essi.

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Tra questi troviamo l’inserimento per la prima volta di una protagonista dichiaratamente lesbica. Un argomento, ahimè ancora oggi oggetto di critiche e di giudizi. Come se ci potessimo davvero permettere di giudicare la sessualità di qualcun’altro, quando in realtà non ci riguarda affatto.
Una scelta che ha causato a Naughty Dog parecchi problemi, tra cui pesanti insulti e recensioni negative dettate semplicemente da un’omofobia e un odio davvero sconcertanti.


In mezzo a tutto questo schifo però, qualcosa di buono è accaduto. Qualcosa di veramente stupendo, che ha raggiunto pienamente l’obbiettivo ideale di Naughty Dog nel momento in cui ha compiuto determinate scelte: riuscire a portare nel mondo un messaggio sociale di tolleranza ed inclusione.

L’utente Juji ha voluto condividere la sua storia sul suo profilo social di Twitter. Juji è una giovane ragazza lesbica che aveva trovato appoggio ed accettazione, dopo il suo coming out, nella maggior parte della famiglia, tranne che da parte del cugino. Traducendo le varie immagini postate dalla giovane su Twitter:


Ok, è appena successa la cosa più strana di sempre. Mio cugino, che è uno dei pochi nella mia famiglia che non mi ha accettato quando ho detto di essere lesbica, mi ha appena inviato un messaggio.
Traducendo lo screenshot
(in portoghese penso) mi ha sostanzialmente scritto: ‘hey questo ti sembrerà stupido ma sto giocando a The Last Of Us Parte 2 e ho visto le due ragazze gay protagoniste. Mi ha fatto pensare a te. All’inizio ero arrabbiato al riguardo, non ti mento, ma poi ho visto quanto queste due ragazze significhino l’una per l’altra e alla fine ho iniziato a sperare il meglio per loro. Voglio dirti che mi dispiace, chi ti piace non è affar mio nè di nessun altro. Io supporto la tua felicità.'”

Le immagini continuano: “Mi ha fatto commuovere. Ora sto piangendo lacrime di felicità. So che è una cosa piccola ma per me è incredibilmente importante. Tutta la mia famiglia ha sempre amato e giocato ai videogiochi. Vedere una lesbica come personaggio protagonista mi fa sentire qualcuno, rappresentata e in un certo senso al sicuro.
Grazie a The Last Of Us, a Naugthy Dog e grazie a tutti quelli coinvolti in questo videogioco. Un milione di grazie.

Una storia che mi ha lasciato davvero senza parole, commosso e con una ritrovata speranza nell’umanità. Perchè alla fine sono queste le vicende che ti permettono di credere che forse, non è poi tutto da buttare.
Ma per attuare il cambiamento, in questo caso, la riflessione è scaturita grazie ad un media videoludico. Se Ellie non fosse stata ciò che è, probabilmente questa storia non sarebbe mai esistita. Ed è proprio di questo che ha bisogno il mondo, come dice Juji, “la rappresentazione” del nostro mondo. Di persone lesbiche, bisessuali, transgender, ecc. Perchè senza di essa noi, per il mondo mainstream, torniamo a non esistere. In particolare nel mondo videoludico.

The Last of Us 2 Ellie e Dina - L'omofobia si può curare! The Last Of Us Parte II ne è la prova

In TLOU questa parte di Ellie viene rappresentata nel modo più naturale possibile, senza tanti fronzoli e con una naturalezza a cui ahimè non siamo abituati. Le scene, le conversazioni con Dina sono permeate da un realismo, una leggerezza che permette al videogiocatore di empatizzare completamente con le due protagoniste. Ed è questo il modo giusto, per far capire come questa storia d’amore, non differisca affatto da tutte le altre.

I videogiochi, sono un veicolo potentissimo di rappresentazione, essendo interattivi per natura. I contenuti al loro interno, permettono spesso alle persone di riflettere sulle proprie posizioni, grazie proprio all’interazione con essi.
Sentirsi rappresentati grazie ad un personaggio principale, in un universo che ci ha sempre impedito di esistere o relegato in ruoli senza peso e stereotipati, è un enorme passo avanti, una conquista, una vittoria che abbiamo raggiunto con il sudore ma che finalmente inizia a dare i suoi frutti.
Perchè per ogni 10 persone ignoranti che credono di essere intelligenti a recensire con il voto 0 su Metacritic il gioco, esclusivamente per l’omosessualità di Ellie, ce né una, che come il cugino di Juji, capisce l’importanza di ciò che sta guardando e del cambiamento di pensiero che ha bisogno di attuare. E anche solo per quell’unica persona, ne vale decisamente la pena. Il mondo si migliora a piccoli passi.

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Questa splendida storia ha attirato l’attenzione dei protagonisti proprio di The Last Of Us Parte 2. Neil Druckman, la sua vice Halley Gross e gli attori di Ellie, Dina e Joel (Ashley Johnson, Shannon Woodward e Troy Baker) hanno infatti risposto su Twitter. In particolare Ashley, ha scritto: “Ecco perchè queste storie sono importanti. Tanto amore per te e grazie per la condivisione.


TLOU Parte II è un gioco che ti permette di imparare tanto e di riflettere ancora di più, su tutto ciò che hai vissuto durante l’esperienza di gioco. Giocarlo in realtà significa viverlo ed è questo che lo rende ciò che è.

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Luca Brajato
Appassionato della psiche umana unisco questo mio interesse alle altre mie passioni: videogiochi, anime e manga. Sono uno scrittore in erba alla continua ricerca di ispirazione.

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