sabato, 30 Maggio 2020

Videogiochi

Peace Island: avete mai guardato il mondo dal punto di vista di un gatto?

Peace Island: avete mai guardato il mondo dal punto di vista di un gatto? Chissà cosa pensano di noi realmente…

Esistono videogiochi particolari nel mondo, definiti simulatori, che ti mettono nei panni delle cose più strane, tipo una fetta di pane. O ancora, di animali, tipo una capra. Titoli semplici e pieni di azioni senza senso che possiamo far compiere ai nostri protagonisti. Spesso basati sulla fisica, senza una trama reale.

Il gioco che vi vado a proporre oggi però integra queste caratteristiche. Il titolo è Peace Island, sviluppato da Eric Blumrich, autore di giochi indie. All’interno del videogioco andremo a vestire i panni di un gatto, anzi più gatti, che vagano per una città su un’isola ormai deserta, in cui tutti gli umani sono scomparsi. I 9 gatti protagonisti (metaforicamente le 9 vite?) dovranno lavorare insieme per capire come sopravvivere e nel mentre scoprire anche cosa sia successo all’umanità.


Durante la loro avventura questi gatti dovranno affrontare altri tipi di animali. Da quelli più aggressivi che vanno contenuti o semplicemente evitati per sopravvivere, ad altre specie più pacifiche con cui sarà possibile creare un rapporto di fiducia per sbloccare missioni secondarie. Per il resto il gioco è di tipo open-world quindi non rimane al giocatore che scorrazzare liberamente per i palazzi, strade e boschi, in cerca di indizi su cosa sia accaduto, ma senza dimenticarsi di godersi un po’ della vita tranquilla e senza preoccupazioni di un gatto.

Ora però arriva il bello, essendo un gioco basato sulla storia, su scoperta ed esplorazione, il giocatore potrà esperienziare di vari filoni narrativi, a seconda delle proprie azioni e dei gatti impersonati. Una però è la domanda a cui i gatti cercano primariamente risposta attraverso i loro gesti: vale la pena riportare indietro gli umani?


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Una domanda che in questo contesto un po’ particolare potrebbe suonare quasi ridicola, ma se ci pensiamo in realtà è un quesito che ci poniamo anche noi stessi forse quotidianamente, soprattutto in questo periodo storico. L’inquinamento, il riscaldamento globale, la distruzioni di grandi porzioni di terra sono accomunati da un unico essere vivente: l’uomo. La motivazione dietro la scomparsa degli esseri umani in questa cittadina potrebbe essere stata ben motivata. E se fossero stati gli umani stessi a voler sparire? Se non volessero tornare? Forse non meritano di tornare e lo sanno anche loro. O forse i gatti sono gli unici in grado di riportarli indietro e quando si renderanno conto di stare molto meglio senza di loro…bhe, sappiamo tutti come andrà a finire. Se fossero stati cani, sarebbero durati poco senza i padroni. Lo dico io che i cani sono meglio.

In ogni caso Erich ha inserito una domanda esistenziale all’interno di un gioco che di base suona semplice e poco impegnativo dal punto di vista emozionale, rendendola scanzonata e forse anche più semplice da affrontare, senza però permettere al giocatore di evitarla. Citando il creatore del titolo: “Non sarà soltanto un gioco intrigante e di mistero, ma lascerà al giocatore molto a cui pensare, dopo che avrà completato il gioco.

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Non sono solo io ad aver capito il potenziale di questo particolare videogioco, ma anche moltissimi altri. Il progetto infatti è nato su Kickstarter dove ha superato del 100% il budget richiesto.

Per ora non sappiamo quando il gioco completo sarà disponibile, ma l’autore ha annunciato che sarà resa giocabile una nuova versione Alfa verso ottobre. Se siete interessati a supportare il lavoro del creatore, trovate il suo Patreon qui.


P.S. Ringrazio il mio amico Lucio per avermi fatto scoprire questo interessante gioiellino.

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Luca Brajato
Appassionato della psiche umana unisco questo mio interesse alle altre mie passioni: videogiochi, anime e manga. Sono uno scrittore in erba alla continua ricerca di ispirazione.

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