lunedì, 21 Ottobre 2019

Videogiochi

“Pride Run” vuole colmare la mancanza di rappresentazione LGBTQ nei videogiochi, che secondo me non manca

Un videogioco molto carino, divertente e con un obbiettivo molto importante che ha fatto scaturire in me varie riflessioni

I giochi di oggi rappresentano al meglio la comunità LGBTQ? Secondo Ivan Venturi, direttore di produzione del videogioco Pride Run, no.

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Secondo quest’ultimo infatti si sono sicuramente fatti passi avanti dal punto di vista dell’inclusività della comunità all’interno dei media videoludici, ma ancora non si è arrivati all’obbiettivo. “Se pensiamo a dei personaggi LGBTQ all’interno di titoli tripla-A, non saranno personaggi principali, ma soltanto secondari. Oggi, la rappresentazione della comunità nel gaming sembra essere: inserire un personaggio lesbico o gay in Overwatch e basta, passiamo avanti.


Quello che Venturi vorrebbe è un personaggio facente parte della comunità LGBTQ come protagonista indiscusso di un videogioco. “Sono veramente curioso riguardo The Last Of Us Parte II, perchè sembrerebbe che Ellie, il personaggio principale, sia lesbica. Anche Cybperpunk 2077 sembra offrire molte opzioni per varie tipologie di giocatori.” Ha dichiarato. Come sappiamo infatti il nuovo titolo della CD Projekt Red permetterà ai giocatori di crearsi un personaggio: trans, gender-fluid, ecc. Il che è sicuramente un grandissimo passo avanti.

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Venturi continua poi, con una riflessione molto interessante: “Nel cinema abbiamo film iconici LGBT come The Rocky Horror Picture Show o Priscilla Regina del deserto…perchè non ne abbiamo anche in campo videoludico? Al giorno d’oggi infatti i videogiochi sono i più importanti nell’industria dell’intrattenimento.”


Queste sono affermazioni su cui si può essere d’accordo oppure no. Io sinceramente sono d’accordo a metà. Sicuramente vorrei più personaggi principali facenti parte della comunità LGBTQ, per dimostrare la nostra esistenza e normalizzarne la presenza anche nei videogiochi. Allo stesso tempo però, sono abbastanza soddisfatto della rappresentazione attuale.

Da che mi ricordi, per esempio, in Mass Effect o Dragon Age è possibile intraprendere storie amorose a sfondo omosessuale. Pensiamo poi alle protagoniste di Life Is Strange e del suo prequel. A Trevor di Gta V, Kung Ji e Leo di Mortal Kombat e molti altri, tutti a rappresentare una diversa lettera della sigla LGBTQ. Per non parlare poi dei giochi indie, un’inesauribile fonte di giochi a tematica LGBTQ. Come per esempio: Butterfly Soup, A Night in The Woods o A Normal Lost Phone di cui ho fatto la recensione che trovate qui sotto.

Insomma, da come avrete capito non sono poi completamente d’accordo con il signor Venturi. Non penso infatti che nel settore videoludico si siano limitati ad inserire qualche macchietta omosessuale e basta. Si sono sforzati anzi, di inserire una varietà di diversità e anche di rappresentarle al meglio. Sono d’accordo però sul fatto che vorrei un gioco iconico come lo è il The Rocky Horror Picture Show per i film e diciamo che su questo ripongo molta fiducia in The Last Of Us Parte II.

In ogni caso, a scanso di equivoci Ivan Venturi ha deciso di fare qualcosa riguardo la mancanza di giochi iconici LGBTQ, sviluppando il titolo: Pride Run. Questo titolo, oltre ad avere l’obbiettivo di rappresentare questa comunità, ha anche quello di aumentare la consapevolezza riguardo le discriminazioni e le difficoltà che queste persone ancora affrontano in varie parti del mondo. Insomma, un duplice scopo, mantenendo comunque un tono scherzoso e con l’idea di sviluppare un gioco che faccia divertire.

Trailer del gioco

Il titolo è infatti un rhythm-game in cui dovremo impersonare membri di una parata Pride che durante il loro cammino incontreranno vari oppositori, gli “Enemies of Pride” (i nemici del Pride), come ad esempio Donald Trump , oppure Vladimir Putin, in topless e in groppa ad un orso (W le meme) che dovranno sfidare a colpi di ballo. Ah, dimenticavo, il tutto in pixel art.

Prima di tutto, volevo creare un gioco divertente, ovviamente, ma volevo allo stesso tempo, aumentare la consapevolezza delle persone riguardo al fatto che per esempio non esiste alcun Pride a Mosca o a Instanbul. È veramente pericoloso essere omosessuale in quei paesi.” E continua: “Se riusciremo a far riflettere su questo tema anche solo un giocatore su cinque, allora avremo fatto un buon lavoro. Penso che sia veramente importante promuovere un messaggio di inclusione all’interno di comunità non sempre amichevoli.

Pride Run uscirà questo autunno su Steam, sperando che riesca a raggiungere gli obbiettivi prefissati. Sicuramente sarà un gioco molto molto divertente. Quello è sicuro.


E ora ditemi la vostra. Secondo voi la comunità LGBTQ è ben rappresentata nei media videoludici?

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Luca Brajato
Appassionato della psiche umana unisco questo mio interesse alle altre mie passioni: videogiochi, anime e manga. Sono uno scrittore in erba alla continua ricerca di ispirazione.

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