mercoledì, 21 Agosto 2019

Videogiochi

Quando la “censura” di videogiochi violenti arriva al ridicolo

Una decisione da parte di una catena di supermercati americani riguardo ai videogiochi che rasenta veramente il ridicolo

Tutti sappiamo quanto purtroppo sia alto il tasso di sparatorie negli Stati Uniti d’America. Quest’ultimo è un problema grave che ha portato spesso alla morte di molti innocenti. Un problema che andrebbe risolto o almeno marginato. La vero domanda è però, come?

Secondo il caro genio che è Trump, attuale Presidente degli Stati Uniti si può risolvere eliminando i videogiochi. Sì, perché più volte ha dichiarato come secondo lui questi ultimi siano una delle cause principali di questi insensati atti ,di violenza, nonostante più volte personaggi di spicco del mondo videoludico e psicologico abbiano dimostrato con studi e ricerche come i videogiochi non svolgano in realtà alcuna parte in questo tipo di gesti.


Come ci ricorda l’ESA (Entertainment Software Association) in una sua dichiarazione contro le affermazioni di Trump riguardo ai videogiochi: “Numerosi studi scientifici hanno stabilito che non c’è alcuna connessione tra videogiochi e violenza. Più di 165 milioni di Americani si divertono giocando e miliardi di persone giocano ai videogame nel resto del mondo. Nonostante questo, le altre società, dove i videogame vengono giocati avidamente non devono fare fronte a così alti e tragici livelli di violenza quanto gli Stati Uniti”.

Entertainment Software Association logo - Quando la "censura" di videogiochi violenti arriva al ridicolo

Diciamo pure che è palese che con le sue dichiarazioni Trump vuole glissare sul reale problema che causa questo problema. Portando l’attenzione su un media inerme, da molti ancora poco conosciuto e facile da mettere in cattiva luce: i videogiochi. Il reale problema che cerca infatti di nascondere è palesemente il mancato controllo delle armi all’interno dello Stato. Comprare un’arma infatti è quasi facile come comprare del latte.


A dimostrarlo è il fatto che uno dei maggiori supermercati all’ingrosso presenti negli States, Walmart, vende anche armi, proprio accanto al pane, lì sulla sinistra.

La cosa più ridicola, però, è un’altra. Proprio recentemente infatti, dopo alcune sparatorie avvenute da poco, l’azienda ha deciso di diminuire se non eliminare totalmente la pubblicizzazione di videogiochi violenti.

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L’ordine di rimozione è arrivato attraverso una nota alquanto perentoria distribuita ai vari negozi della catena: “Azione immediata: rimuovere signature e schermi in cui si fa riferimento alla violenza“. L’avviso dice ai responsabili del negozio di trovare tutti gli schermi che “contengono immagini violente o comportamenti aggressivi” e di rimuoverli dal piano di vendita. In particolare, menziona demo di giochi violenti su PlayStation o Xbox, “giochi di combattimento o sparatutto in terza persona”, film violenti e video di caccia nella sezione articoli sportivi. La politica non sembra però limitare la vendita di giochi violenti o altri media, ma soltanto la loro promozione.


La cosa interessante però è che, nonostante tutto questo impegno per rimuovere ogni possibile riferimento e pubblicizzazione della violenza, l’azienda si è rivelata decisa a mantenere la sua politica sulla vendita delle armi. Sì, continuerà quindi a venderle accanto al pane, o meglio accanto ai videogiochi, la reale causa di queste sparatorie.

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Scritto da Luca Brajato

Luca Brajato
Appassionato della psiche umana unisco questo mio interesse alle altre mie passioni: videogiochi, anime e manga. Sono uno scrittore in erba alla continua ricerca di ispirazione.

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