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Una recensione che racconta il mio gioco preferito: Life is Strange Before the Storm

Una recensione personale ed intima che racconta la mia visione del mio gioco preferito in assoluto

Nota Bene: LIS sta per Life is Strange; LIS Before the Storm sta per Life is Strange Before the Storm.

Dire che Life is Strange: Before the Storm sia un gioco è come dire che un affresco di Michelangelo sia un “disegno fatto bene”. Diremo perciò che questo titolo è un vero e proprio capolavoro, rendendogli giustizia, come un capolavoro è il “Giudizio Universale” dipinto nella cappella sistina da Michelangelo.


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Questo prequel, parla degli avvenimenti accaduti tre anni prima di quelli all’interno del gioco Life is Strange. Prima cioè del ritorno di Max Caulfield ad Arcadia Bay. Racconta le vicende di una Chloe Price adolescente, nel pieno di tempeste emotive e nella continua ricerca di avventure e divertimento, ma soprattutto alla ricerca di se stessa.

Ecco che proprio in un periodo tanto difficile, reso doppiamente difficile dalla morte del padre qualche anno prima, Rachel Amber entra a far parte della vita di Chloe.
Rachel è una ragazza piena di vita e sicura di sè, apparentemente senza dubbi e con una vita semplice ed agiata. Una ragazza che sembra non avere nulla a che fare con un tipo come la protagonista. In realtà però le cose sono ben diverse da come sembrano…citando Chloe: “A volte, quando incontri qualcuno che cambierà la tua vita, semplicemente lo sai…credo.”


Trailer del gioco

Il gioco è composto da tre episodi, più un episodio bonus in cui riviviamo il ricordo di una giornata di due piccole Chloe e Max. Un ricordo bellissimo che ci permette di scoprire come erano le loro vite prima che tutto cambiasse, con il trasferimento di Max a Seattle. Un episodio bonus per i nostalgici e che con il titolo stesso ci dice “Addio” (“Farewell”). Dobbiamo infatti dire addio a Chloe e Max, per sempre. Un’ultima piccola perla che tutti gli appassionati sicuramente adoreranno.

Dopo aver finito tutti i 3 gli episodi più quello bonus mi sono reso conto di aver giocato ad una vera e propria opera d’arte. Giocandoli infatti sono riuscito a immedesimarsi così tanto nei panni della protagonista da sentire il peso di ogni mia piccola azione (più di quanto non lo senta nella vita reale a volte). Volevo soffermarmi un attimo su questo discorso dell’immedesimazione, perchè lo ritengo uno dei punti forti di questo videogame e una delle caratteristiche che fa di un semplice videogioco un capolavoro.

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Non è facile per un character designer riuscire a creare un personaggio con cui i giocatori riescano ad empatizzare completamente. Soltanto un lavoro ad hoc e curato nei minimi dettagli può portare a tale risultato. Chiariamoci, non si parla solo di bellezza grafica, quantità di pixel, ecc., perchè diciamocelo il motore grafico di LIS Before The Storm non è mostruoso. Un Unity usato bene ma non utilizzato alla sua massima capacità. Qui si tratta infatti soprattutto di sviluppo nel dettaglio del carattere dei personaggi, dei loro modi di fare, delle loro espressioni: creare una personalità, un soggetto che viva una storia che tutti potremmo vivere o che abbiamo vissuto.

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Questo lavoro porta alla totale empatizzazione e conseguente immedesimazione nel personaggio. Questo compito, all’interno del titolo è stato eseguito ottimamente, soprattutto sul personaggio di Chloe, ma non solo. Grazie a questa operazione il giocatore trasporta le proprie vicende, anche solo simili a quelle delle protagonista sullo schermo e sente di essere allo stesso tempo la protagonista ma anche se stesso. Creando una commistione perfetta che fa emozionare il giocatore come in pochi altri titoli.

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Chloe Price

Altro punto a favore del gioco, che concorre a renderlo un vero e proprio capolavoro sono semplicemente i dettagli, alcuni più visibili, altri meno. Gli sviluppatori della Deck Nine hanno deciso di soffermarsi su vari particolari, piccoli ma abbondanti di significato e utili, anzi, vitali per spiegare le reali emozioni di Chloe. Emozioni che vive nella sua parte più intima e debole, indebolita dalle continue sofferenze vissute, rompendo per pochi secondi quello scudo di apparente forza, cinismo e insolenza che si è creata per proteggersi.

Ogni dettaglio di LIS Before The Storm ci racconta qualcosa in più riguardo la protagonista. Per questo ho perso ore mentre giocavo ad osservare ogni minimo particolare su schermo e ad ascoltare ogni piccola informazione che la ragazza ci vuole far sapere e non smettendo mai di ritrovarmi a riflettere o a sorridere per una sua parola o un suo piccolo gesto.

Apriamo una parentesi sulla musica (aperta…No ok, a parte gli scherzi di pessimo gusto, torniamo seri.

Dicevo, la musica, perfetta. Il gruppo Daughters ha creato appositamente per il gioco la maggior parte delle musiche facendo un lavoro stupendo. Ogni canzone è perfetta per la scena in cui è stata inserita. A volte più concitata e potente, a volte tranquilla e calda e ognuna di loro rispecchia pienamente le emozioni provate dalle protagoniste nelle determinate situazioni. Riflettono inoltre anche i caratteri di queste ultime, nella loro totale complessità.

Una delle bellissime canzoni create dal gruppo per il videogioco

Parlando di gameplay posso dire che è identico al suo discendente Life is Strange. Controlli la protagonista, interagendo con l’ambiente circostante e scegliendo ove richiesto di selezionare una risposta o un determinato dialogo, che in certe situazioni porterà a un cambiamento più o meno radicale della trama in sé.

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Quando dobbiamo effettuare una scelta molto importante per la trama di gioco, come accadeva nel suo predecessore, quest’ultimo ci avverte dell’importanza della scelta con un simbolo in alto a sinistra sullo schermo: il simbolo degli Illuminati. Simbolo quest’ultimo che ricorre non poco in questo gioco (Illuminati Confirmed!!!!!!) e un leggero effetto sfocato per un istante sulla scena in corso.

Una meccanica portante di Life is Strange manca invece nel suo prequel: la possibilità di poter tornare indietro nel tempo. Chloe non ha i poteri di Max, quindi la sua scelta può essere una e una sola. Non può decidere di osservare le conseguenze a breve termine delle sue decisioni e in base a quelle cambiare idea. Quest’ultima meccanica viene sostituita con “La sfida di insolenza” che rispecchia completamente il carattere impulsivo di Chloe. Una volta fatta una scelta non si torna indietro. Queste sfide possono essere vinte o perse e in base all’uno o all’altro risultato determinati avvenimenti nel gioco cambieranno.

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Uno stralcio della nostra prima “sfida di insolenza”

Insomma, anche le meccaniche di gioco rispecchiano il carattere della protagonista…se non è questa attenzione per i dettagli.

Parlando della grafica invece, come ho già accennato prima, non ci sono molti miglioramenti rispetto a Life is Strange. Deck Nine ha deciso di cambiare motore grafico, utilizzando Unity piuttosto che Unreal Engine. Un Unity comunque non usato alla sua massima capacità come detto prima. Personalmente però, vedo soprattutto nelle espressioni facciali dei personaggi un leggero miglioramento rispetto al primo gioco diDontnod.

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Logo della Deck Nine

Riguardo l’audio invece, il gioco è solamente sottotitolato in italiano, ma questo non toglie nulla all’esperienza di gioco, anzi, il doppiaggio inglese è perfetto. I doppiatori e in particolare le due doppiatrici: di Chloe,
Rhianna DeVries (doppiatrice diversa da quella che interpretava Chloe in LIS) e Rachel, Kylie Brown hanno fatto un lavoro magistrale. Riescono infatti a contribuire perfettamente all’immedesimazione totale del giocatore e a far trasparire ogni piccola emozione delle protagoniste dal tono di voce e dal modo di esprimersi.

E per finire questa recensione e rimanere in tema con la colonna portante di questo gioco, le scelte, creerò due finali. Il primo, più razionale e obiettivo. Il secondo invece sarà più emotivo e poetico, molto personale (contiene inoltre leggerissimi spoiler riguardo LIS). A voi la scelta e come ci avverte la scritta iniziale su sfondo nero di LIS Before The Storm: “Scegli con cautela…

Finale 1

LIS Before The Storm è un gioco sicuramente consigliato, sia per chi è appassionato del genere: una specie di avventura grafica di nuovissima generazione, dove il giocatore è direttore del gioco e della sua trama (fino ad un certo punto ovviamente) e la storia raccontata è la colonna portante del videogame. Sia per chi non ha mai giocato un gioco del genere e vorrebbe provare.

Piccola parentesi: mi sento anche di consigliare a chi non ha mai giocato LIS, se interessato a farlo, di giocare prima Before The Storm. D’altronde è un prequel e in questo modo potrà avere un quadro generale della storia migliore quando giocherà poi LIS.

Lo consiglio perché credo che in questo videogioco ci siano pochi se non pochissimi difetti. Una grafica non troppo spettacolare, compensata però da una trama consistente, dialoghi curati alla perfezione e immedesimazione totale nella storia grazie alle due caratteristiche subito prima citate. Nessun bug o glitch riscontrato che rovinerebbe l’atmosfera di gioco. Musiche come abbiamo detto perfette che ti permettono di calarti ancora di più nella storia.

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Una schermata di gioco

L’unica pecca l’ho riscontrata nell’ultimo episodio che a mio dire non ha risposto pienamente a tutte le domande che si sviluppano mentre si giocano i due episodi precedenti e soprattutto a chi ha giocato Life is Strange. A volte però l’alone di mistero deve rimanere fino alla fine, quindi chi lo sa, magari è stata una scelta voluta.

Qualcuno potrebbe dire che la trama sia banale, già vista, nulla di nuovo. Potreste aver ragione, ma di nuovo c’è il modo in cui la storia viene raccontata: con un’introspezione psicologica così ravvicinata e ben articolata dei personaggi, soprattutto delle due protagoniste. Insomma la novità sta nel gioco in sé e nelle sue peculiari caratteristiche.

Finale 2

Tutto ciò che vogliamo è un gioco che ci rappresenti, racconti la nostra storia, ci faccia emozionare, ci rispecchi, ci faccia sentire vivi, sentire noi stessi. Noi tutti siamo Chloe e allo stesso tempo osserviamo la sua storia da spettatori attenti. Ci rivediamo nelle vicende che vive, tutti a nostro modo vorremmo essere lei. Noi (che abbiamo giocato LIS) sappiamo come finirà la loro storia ma nonostante questo vogliamo cambiare qualcosa e siamo addirittura certi di poterlo fare.

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Disegno di una delle mie scene preferite in assoluto all’interno del gioco

La nostra mente ci obbliga a pensare che riusciremo a cambiare il loro destino perché non sopporta l’idea di doversi rassegnare a quello che già è stato scritto. È per questo motivo che tale titolo non è un semplice gioco. LIS Before The Storm è un’esperienza di vita, quella che tutti vorremmo vivere. Vorremmo non finisse mai, un’esperienza che costruiamo intorno alla nostra personalità ma che nel momento della fine ci riporta con forza alla realtà.

Il destino non si può cambiare neanche in un “gioco”, come possiamo minimamente pensare di poterlo cambiare nella realtà? L’unica cosa che possiamo fare il più delle volte è vivere la vita in modo autentico, rendendola meno dolorosa e amara possibile.

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Una bellissima fan art di Rachel e Chloe

Questa è un’opera che fa emozionare occupando tutti gli spettri del metro emozionale: dalla tristezza più profonda alla più immensa gioia e serenità. Ed è questo che io cerco in un videogioco. Voglio provare emozioni, sia quelle orribili che quelle bellissime, voglio un gioco che mi faccia provare un’altalena di emozioni ingestibile. Caratteristica che ho trovato in questo meraviglioso capolavoro chiamato Life Is Strange Before The Storm.

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Scritto da Luca Brajato

Luca Brajato
Appassionato della psiche umana unisco questo mio interesse alle altre mie passioni: videogiochi, anime e manga. Sono uno scrittore in erba alla continua ricerca di ispirazione.

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