giovedì, 14 Novembre 2019

Videogiochi

Secondo Devolver Digital il mondo degli abbonamenti videoludici è una “preoccupazione”

Stando alle parole del co-fondatore della casa di sviluppo Graeme Struthers, servizi come Game Pass o PlayStation Plus potrebbero diventare una “minaccia” per il videogiocatore stesso.

Devolver Digital è una casa di sviluppo videoludica molto particolare, che produce titoli indie unici nel loro genere e diversi da tutto quello che conosciamo. Come per esempio Genital Jousting, un titolo online sia single che multiplayer in cui il giocatore controlla un pene dotato di ano che ha l’obiettivo di inchiappettare altri ani con annessi peni.

Ecco sì, chiarissimo no? Non potete capire il disagio nello scrivere queste parole. Però il gioco è divertente, molto meglio giocarlo che spiegarlo insomma.


Se siete interessati a scoprire altre piccole perle sviluppate da questo magico studio vi lascio qui sotto un mio articolo in cui parlo delle nuove uscite annunciate dalla Devolver Digital durante l’E3 di quest’anno.

Tra queste perle troviamo anche Fall Guys: Ultimate Knockout, un battle royale unico nel suo genere, in cui non c’è bisogno di uccidere nessuno. In uscita nel 2020 per PC e PS4.


Il punto è però che proprio questa casa di sviluppo, in particolare il suo co-fondatore Graeme Struthers, non è proprio convinto riguardo la crescente popolarità e presenza dei servizi di abbonamento come Xbox Game Pass, PlayStation Plus o ancora l’ultimo uscito Apple Arcade.

Il suo timore è che il parco titoli disponibile grazie a queste tipologie di abbonamenti diventi troppo massiccio, portando il giocatore ad una fase di stallo, incapace di scegliere a cosa giocare, finendo magari per arrendersi e non giocare affatto. Impossibile direte voi e invece, basta pensare al servizio di Netflix per esempio. Quante volte ci siamo trovati a girovagare per la home di Netflix, in cerca magari di qualcosa di nuovo da guardare, finendo per osservare tremila trailer senza poi effettivamente iniziare a vedere niente. Stufi e un po’ annoiati decidiamo di uscire e rinunciare direttamente. Questo accade quando si hanno troppi prodotti tra cui poter scegliere.

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Insomma, non siamo mai contenti di niente: se è troppo poco ci lamentiamo, se è troppo ci mette in crisi. Che ansia.

Graeme a dichiarato ai microfoni di GameSpot: “Il mondo degli abbonamenti è una preoccupazione. E noi siamo attivi in questo tipo di aerea, quindi non possiamo starcene in disparte e soltanto lamentarci di queste cose. Il Game Pass, il PlayStation Plus (direi anche PlayStation Now) e l’Apple Arcade, sono tutte cose in cui stiamo partecipando. Ti chiedi se potrebbero portare ad una situazione in cui ci sono così tanti contenuti da farti, diciamo così, perdere il controllo. Questo è ciò che ci tiene svegli la notte. Beh, questo e Donald Trump e anche Boris Johnson.”
Sempre fuori dalle righe, li amo.

Chi invece è convinto del futuro di questi servizi è Agostino Simonetta, capo della sezione ID@Xbox. Quest’ultimo ha informato il sito Gi.biz degli ultimi risultati di mercato inerenti al servizio Microsoft Xbox Game Pass. Secondo questi dati il 40% degli iscritti sta giocando a più videogiochi rispetto a prima (anche titoli al di fuori della libreria Game Pass). Come se l’abbonamento li avesse spinti ad acquistare giochi anche al di fuori dell’abbonamento stesso.
Inoltre, il 91% degli iscritti intervistati ha dichiarato che grazie al servizio Game Pass hanno deciso di provare alcuni titoli che se non fossero stati presenti nella libreria non avrebbero provato mai. Ancora, in proporzione, i membri iscritti al servizio, stanno giocando una quantità maggiore del 30% di videogiochi rispetto a quando non erano abbonati.

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Insomma, abbiamo sentito due campane completamente opposte. Una che ci dice che i troppi titoli potrebbero portare a giocare meno, l’altra che invece ci dimostra che grazie all’enorme quantità di titoli si gioca di più.

Ora, sinceramente mi fido più dei dati di mercato che di alcune supposizioni. Ovvio all’interno dell’azienda Devolver Digital non sono degli sprovveduti e sanno molto bene di cosa stanno parlando, dall’altra parte però, le loro rimangono soltanto supposizioni.

Per ora quindi, penso che queste tipologie di servizi siano ormai il futuro del gaming (negativo o positivo che sia, ancora non lo so del tutto) e che il rischio di cui parla la Devolver Digital non sia poi così tangibile e grave. Ovvio, potrebbe sicuramente capitare ogni tanto, come ci capita mentre girovaghiamo su Netflix, ma questo non ci fa rimpiangere il tempo in cui esistevano soltanto DVD e siti di pirateria. O sbaglio? E così, penso che varrà anche per i servizi di abbonamento videoludici.


Voi invece, che cosa ne pensate? Ma soprattutto, quante volte siete stati ore sulla home di Netflix, senza alla fine riuscire a scegliere cosa guardare?

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Luca Brajato
Appassionato della psiche umana unisco questo mio interesse alle altre mie passioni: videogiochi, anime e manga. Sono uno scrittore in erba alla continua ricerca di ispirazione.

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