domenica, 15 Dicembre 2019

Videogiochi

This war of mine: il “gioco” della guerra

Un titolo che per la prima volta abbraccia il punto di vista dei civili innocenti e non dei soldati

This war of mine è un gioco sviluppato per PC dallo studio di produzione 11bit studios con sede in Polonia.

Il titolo letteralmente può essere tradotto con: Questa mia guerra ed è proprio di guerra che tratta il gioco. Quest’opera viaggia su un livello superiore per quanto riguarda: profondità, emozioni e riflessioni.


Il gioco è strutturato come un gestionale a scorrimento in 2D. Ogni partita è libera: partirà sempre dopo la scelta del giocatore dei personaggi con cui vorrà giocare e della scelta dei luoghi in cui potrà andare a cercare provviste. Dopo aver scelto altri dettagli della partita finalmente si potrà iniziare a giocare, partendo da una casa in cui ora sono rifugiati i personaggi scelti.

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Una schermata di gioco

Negli ultimi tempi la casa di sviluppo ha deciso inoltre di creare dei DLC che raccontano delle vere e proprie storie. Per ora ne sono disponibili 2: Father’s Promise e The Last Broadcast. La modalità di gioco è la stessa, con l’aggiunta di qualche nuova meccanica, nuove ambientazioni e personaggi protagonisti. Il giocatore dovrà riuscire a sopravvivere per arrivare alla fine della storia.


header - This war of mine: il "gioco" della guerra

Storie piene di emozioni, che lasceranno con il fiato sospeso dall’inizio alla fine. Per farvi capire vi riporto qui la trama, da Steam del primo DLC uscito dal titolo: Father’s promise. “Mettiti nei panni di Adam, un padre che cerca di salvare sua figlia dagli orrori della guerra e di scappare da una città in assedio. Segui le loro tracce e scopri una storia di amore, odio e distacco: emozioni che condividiamo tutti nei giorni più bui.” Io l’ho giocato ed è stato bellissimo e terribile allo stesso tempo, insomma assolutamente da non perdere.

Esiste un altro DLC molto interessante, che inserisce dei graffiti realmente esistenti all’interno di determinate location del videogioco. L’espansione costa soltanto 0,99€ e l’intera somma spesa viene devoluta all’associazione War Child Charity che offre aiuto ed assistenza ai bambini che vivono in zone di guerra. Assolutamente da comprare.

This war of mine per la prima volta nella storia non ci mostra la guerra dal punto di vista dei soldati, con il fucile imbracciato e la voglia di sacrificarsi per il proprio paese. Racconta invece il punto di vista degli innocenti, dei civili che devono riuscire a sopravvivere con quello che hanno e provare con tutte le loro forze a non impazzire e rimanere lucidi tra i rimbombi delle esplosioni e il rumore dei proiettili sparati dai cecchini. Ci racconta ciò in modo diretto, senza alcun tipo di filtro, senza risparmiaci nulla, andando a farci scoprire ogni sorta di brutalità protratta in tempi di guerra.

Uno dei trailer del titolo

Lo studio ha dichiarato di aver preso spunto per la creazione del titolo dall’assedio di Sarajevo, ma che il loro reale intento era quello di rappresentare ogni guerra esistita e tutt’ora esistente. Volevano mostrare ciò che le persone vivono in tempi di conflitto e ciò che devono sopportare per sopravvivere, anche per anni.

Il loro intento secondo me è stato più che pienamente raggiunto. Io non ho mai giocato ad un gioco più struggente e profondo. Si riesce ad empatizzare con i personaggi da te scelti e nonostante sia tu che controlli le loro azioni, ognuno di loro ha una propria personalità e le proprie caratteristiche peculiari che avranno un ruolo importante durante la partita. Si vede e si respira l’atmosfera di ansia e di paura, grazie anche ad una colonna sonora angosciosa e ipnotizzante allo stesso tempo. La gamma di colori usata aiuta anche molto, con una scelta ricaduta su una scala di grigi-neri  e con solo qualche minimo sprazzo di colore, che il più delle volte passa inosservato inghiottito dalle tenebre più oscure.

Il menù di gioco iniziale e la musica bellissima e struggente di sottofondo

Un’altro elemento che completa perfettamente il quadro è che i personaggi selezionabili sono rappresentati attraverso foto reali. Quelle persone che ora dipendono in parte da te e dalle tue scelte hanno un volto e un vissuto che puoi leggere e questo rende il tutto più difficile.

I personaggi selezionabili sono tutti adulti, ma c’è la possibilità di aggiungere i bambini attraverso un DLC a pagamento. Questo fa capire quanto l’inserimento dei bambini in un gioco, in un universo tanto orribile sia difficile e complesso. Solo chi è pronto psicologicamente a fare un passo del genere e ad affrontare ciò che implica dover accudire e proteggere un bambino in un ambiente tanto ostile, può permettersi di comprare questo DLC. Oppure semplicemente gli sviluppatori hanno riflettuto sulla possibilità di inserire i bambini solo in un secondo momento e per questo hanno reso disponibile l’espansione. Io però sinceramente preferisco l’idea che mi sono creato in mente e credo che la manterrò.

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Prima ho accennato al fatto che i personaggi che scegliamo dipenderanno solo in parte dalle nostre scelte, proprio perchè hanno una personalità propria, i propri vizi, le proprie paure e le proprie forze. A dimostrarlo il fatto che quando noi decideremo di compiere determinate scelte, magari poco etiche, il nostro personaggio potrà reagire in vari modi in base al suo essere.

C’è chi magari dopo aver ucciso un uomo perchè obbligato si sentirà in colpa fino al punto di suicidarsi; chi invece dopo aver ucciso un uomo per puro spirito di “divertimento” da parte del giocatore, si sentirà il più forte di tutti e orgoglioso del proprio gesto. Le possibilità sono davvero molte e ciò rende il gioco interessante e affascinante: un compendio di personalità più o meno forti, in grado di resistere o meno alle influenze di un ambiente che vuole cambiarti e vuole portarti ad arrenderti. Personalità plasmate e rovinate da ciò che è la guerra.

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Un immagine in cui ci viene comunicata la morte di un nostro personaggio

Il gioco ci metterà davanti a varie scelte morali, tante persone verranno a bussare alla nostra porta in cerca di aiuto, di medicine, di cibo o di un posto dove stare. A noi il potere di decidere cosa fare. Potremmo scegliere di non aiutarli nonostante la nostra eccedenza di cibo, o essere obbligati, con rammarico, a negare il nostro aiuto poichè neanche noi abbiamo quelle medicine di cui hanno tanto bisogno.

Giocare a questo titolo, secondo me non è facile. Bisogna decidere se essere un giocatore imparziale e freddo, spietato e pronto a tutto per vincere la partita, o se essere un giocatore mite e disponibile, che si procura lo stretto necessario in modo da lasciare qualcosa anche agli altri. Per me non è per niente facile riuscire ad essere “spietato”, più volte nel corso di alcune partite sono rimasto per qualche tempo senza cibo pur di non derubare una povera coppia di anziani.

L’obiettivo in questo gioco non è vincere, è sopravvivere riuscendo a non perdersi mai d’animo: questa è la vera vittoria.

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Frase che appare all’apertura del gioco
“In guerra…morirai solo come un cane senza una buona ragione”

La nostra vita, almeno per me, si intreccia per quel periodo in cui giochiamo con le vite dei nostri personaggi, in un’altalena di emozioni. Noi siamo il loro “dio”, colui che decide per loro e allo stesso tempo siamo loro amici e compagni in quella situazione difficile, impegnati insieme nel riuscire a superarla insieme.

Ciò di cui abbiamo più paura è di confrontarci con noi stessi, con le nostre paure più profonde, ma soprattutto abbiamo paura di scoprire cosa siamo pronti a fare pur di sopravvivere. Siamo pronti ad uccidere? A condannare altri pur di vivere?
Questo gioco non può dare delle risposte completamente veritiere, ma sicuramente può darci un’idea di ciò che siamo nel profondo e di cosa siamo pronti a fare pur di proteggere chi amiamo di più.


Un gioco fortemente consigliato a chi non ha paura di vivere un’ esperienza indimenticabile e segnante.

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Scritto da Luca Brajato

Luca Brajato
Appassionato della psiche umana unisco questo mio interesse alle altre mie passioni: videogiochi, anime e manga. Sono uno scrittore in erba alla continua ricerca di ispirazione.

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